
Clandestino CHI?
Francesco Careri si interroga su quali siano le città clandestine e chi siano i clandestini.
In Cile il CGM (Centro Gabriela Mistral) che nella repubblica socialista di Salvador Allende si animava dei concerti di Victor Jara e degli Inti Illimani, della mensa popolare, degli spazi colorati e psichedelici anni settanta, ha perso la sua forza propulsiva di spazio culturale perdendo la sua stessa memoria. Un libro (introvabile perchè censurato) racconta il lavoro collettivo di questa architettura/manifesto di Salvador Allende costruita in soli 275 giorni (http://www.275dias.cl/publicacion/). A Roma intanto....
Una Cosa TIRA L'ALTRA
è la frase che il regista Davis Lynch sintetizza per esprimere il vagabondare tra media e significati. Il clandestino su internet ha in un certo qual modo vinto. La clandestinità della rete non è una semplice illegalità ma una necessaria modalità per la creatività. Il recente lavoro di David Lynch Inland Empire si avvale dei “media”della rete come fonte d'ispirazione sia per le tecniche impiegate che nel tipo di esperienza che vuole suscitare nello spettatore.
La città da RICUCIRE oppure la città contenitore di diverse clandestinità
Lo spazio pubblico della città di Prato osservato con la lente scientifica dei laboratori della Monasch university. Weaving and Stitching, Seeding, Networking, sono le parole “magiche” utilizzate come metafore nel contributo del prof. Ross e dai suoi studenti. Parole che significano metodologie progettuali che scardinano dall’interno modi di agire nella corporeità delle città e nei suoi spazi pubblici. Quindi, Tessitura e cucitura sono metafore efficaci perché suggeriscono un tipo di riparazione e di rinnovo. Un giusto metodo per tenere insieme parti distaccate. La semina è una metafora che implica un atto iniziale, che realizza qualcosa con cura, per favorire e coltivare la crescita futura. Infine Networking, come idea di spazio pubblico in rete al fine di aumentare la connettività della città stessa.
Mutazioni Urbane (antropologiche)
il concetto di clandestinità accostato alla parola città farebbe dell'espressione città clandestina un ossimoro. Eppure così non è più(....) Un dubbio che può riportare in superficie primordiali paure che erano state relegate chissà quanti secoli fa nel profondo del nostro inconscio. Ho potuto cogliere i segni della clandestinità in una città -Prato- che si rivela davvero laboratorio per la sua straordinaria complessità, di cui è evidente che molti osservatori, e ancor più amministratori sono del tutto ignari...

Foto: Stefano Morelli Foto: Davide Virdis
L'ospedale dei senza casa
Corrado Marcetti della Fondazione Michelucci illustra i tentativi, per ora, falliti di rigenerare l'ex-ospedale Luzzi nel comune di Sesto Fiorentino come casa accoglienza per immigrati, come forme sperimentali di Co-housing per giovani e microcomunità, come case-atelier e case -studio per artisti e artigiani, la rete solidale, la scuola aperta, la casa della cura, il laboratorio di sperimentazione ambientale, il centro della ruralità sostenibile insomma una matrice integrata di usi, ma il recupero dell'ex ospedale è ancora lontano
Fronte e retro del blocco B del complesso ex Ospedale Luzzi
Residenza di primo inserimento Eos Consulting - Riccardo Roda
Foto: Tommaso Rossi Fioravanti
Museo Sorico della Resistenza: Sant'Anna di Stazzema (LU) - Pietro Carlo Pellegrini
Foto: Pietro Savorelli
Parco dell'Incompiuto Siciliano Giarre (CT) - Alterazioni Video

Foto: Luca Babini - Parco Chico Mendes
Levinski Garden Library Tel Aviv-Israele - Yoav Meiri with Arteam

Foto: Tal Rosovski Foto: Tal Rosovski
Treasure Hill Taipei-Taiwan - Marco Casagrande
Foto: Nikita Wu Vista della città prima degli interventi
Noi siamo lo spazio che occupiamo
La periferia urbana dimostra che l'uomo è condizionato dal luogo in cui vive. Dimostra come l'uomo è prima spazio e poi pensiero perchè è lo spazio che restituisce quello che noi siamo in quanto "esseri occupanti" di un determinato luogo. Questo è il vero motivo di degrado della città. E' vero, mancano i servizi, le scuole, le piazze e i negozi, ma ancora di più dilagano frustrazione e omologazione, mali figli di una incapacità di analisi critica.
Spazio o pensiero, pensiero o spazio...ma noi siamo prima spazio o prima pensiero? Siamo lo spazio che occupiamo o il pensiero che speculiamo? Siamo "esseri pensanti" o "esseri occupanti"? Lo spazio fisico che ci appartiene, casa o ufficio, ci classifica all'interno della società. L'architettura materializza la ricchezza dell'uomo!
Progetti per i Sud del mondo
Oggi, dopo anni di scarsa attenzione alle implicazioni sociali della professione, un design che ha avvertito nuovamente un approccio più critico guarda con rinnovata attenzione ai Paesi con un più basso tasso di sviluppo. Il tema è ampio e le implicazioni ancora da definire appieno, dando un’attenzione particolare affinchè vengano superati i rischi di un colonialismo culturale, tra tutti, forse, il più pericoloso.
Foto: ITACAfreelance, Flavia Veronesi e Stefano Viscontin
Linfalia
Luigi Cuppone fonda nel 2003 il Laboratorio Linfa e concentra da subito la sua attività sui temi ambientali, affrontati secondo principi di sostenibilità e di cooperazione. Ha lavorato in Mali, in Senegal ed in vari Paesi in via di sviluppo, a contatto diretto con le popolazioni locali e sviluppando risorse provenienti da quei luoghi.



