D IL PROGETTO
D.1 IL CONTESTO DEL PROGETTO
D.1.1 Il contesto del progetto edilizio
Per lelaborazione di un progetto edilizio è necessario identificare con precisione le norme tecniche di riferimento, tutti i vincoli e le prescrizioni connessi al tipo di opera da realizzare e alla sua localizzazione sul territorio.
In generale:
Per interventi su immobili e complessi edilizi esistenti:
1 lindividuazione della zona omogenea di appartenenza;
2 lindividuazione della classe delledificio/i;
3 determinazione del tipo di intervento ammesso (L.457/78 e dalle N.T.A. del Piano Regolatore comunale;
4 vincoli di tutela storico artistica (L.490/99);
5 vincoli di tutela delle bellezze naturali (L.490/99);
6 vincoli d tutela paesistica;
7 vincoli di tutela ambientale;
9 vincoli fluviali;
10 vincoli sismici.
Per interventi di nuova edificazione:
1 lindividuazione della zona omogenea di appartenenza;
2 lindividuazione degli indici fondiari:
- rapporto di copertura (R.C. = rapporto percentuale tra la superficie coperta delledificio e larea del lotto);
- altezza massima consentita (h.max misurata in genere dal piano di campagna fino alla quota di imposta del solaio di copertura);
- indice di fabbricabilità (If = mc edificabili per ogni mq di superficie del lotto);
- distanze.
per es.: vicinanza a strade statali (Codice della Strada)
ferrovie
elettrodotti
coste e corsi dacqua
D.1.2 Il contesto del progetto urbanistico
In questo capitolo si analizza il caso del Piano Regolatore Generale per lelaborazione del quale è necessario:
1 - le leggi speciali ed i relativi vincoli sul territorio;
2 - la pianificazione di inquadramento
3 - gli eventuali strumenti urbanistici vigenti a livello sovracomunale
1 le strutture abitative;
2 le strutture produttive
3 le zone a vincolo particolare (zone di interesse militare, bellezze paesistiche, monumenti, ecc.)
4 le principali infrastrutture di interesse comunale;
5 i confini dei singoli comuni.
1 lambiente storico, fisico e urbano;
2 lo stato dellurbanizzazione;
3 la viabilità ed il traffico;
4 gli aspetti economici;
5 le attrezzature sociali e tecnologiche;
6 la disciplina urbanistico-edilizia vigente;
7 le finanze comunali;
D.2 IL TIPO DI PROGETTO
D.2.1 Le costruzioni
distanze (DM.1444/68 e Codice Civile):
- Per i nuovi edifici non ricadenti nelle zone omogenee A e C la distanza minima assoluta tra pareti finestrate è di m. 10.
- Nelle Zone A (centri storici): per le operazioni di risanamento conservativo e per le eventuali ristrutturazioni, le distanze tra gli edifici non possono essere inferiori a quelle intercorrenti tra i volumi edificati preesistenti (senza tener conto di costruzioni aggiuntive di epoca recente e prive di valore storico, artistico o ambientale).
- Nelle Zone C (zone di espansione) è prescritta, tra pareti finestrate di edifici antistanti, la distanza minima pari all'altezza del fabbricato più alto; se gli edifici si fronteggiano per uno sviluppo superiore a ml 12.la norma si applica anche quando una sola parete sia finestrata.
- Per edifici tra i quali quali siano interposte strade destinate al traffico dei veicoli (escluso viabilità di servizio senza sfondo) le distanze minime sono:
ml 5 per lato, per strade di larghezza inferiore a ml 7;
ml 7,50 per lato, per strade di larghezza compresa tra ml 7 e ml 15;
ml 10 per lato, per strade di larghezza superiore a ml 15.
In ogni caso comunque la distanza non deve essere inferiore all'altezza del fabbricato più alto. Altezze inferiori sono ammesse solo in caso di piani particolareggiati o di lottizzazioni convenzionate con previsioni planovolumetriche
norme tecniche
Le norme tecniche sono molteplici e dipendono dalla tipologia costruttiva dell'edificio (in cemento armato, in muratura, ecc.), e dei relativi impianti. Si rimanda alla normativa vigente.
D.2.1.1 Edilizia residenziale
Edilizia residenziale privata
Per quanto riguarda le norme sull'accessibilità e sulla prevenzione incendi si rimanda ai relativi capitoli, per i requisiti igienico-sanitari valgono le prescrizioni del DM. 5 luglio 1975.
caratteristiche minime
generali
altezze interne
h. minima interna dei vani di abitazione m 2,70;
h. minima interna dei vani accessori m. 2,40 (corridoi, disimpegni, bagni, gabinetti, ripostigli);
h. minima interna m. 2,55 nei comuni montani sopra m 1000 s.l.m.;
superfici minime degli alloggi
mq. 28 per alloggio monolocale per una persona (comprensivo dei servizi)
mq. 38 per alloggio monolocale per due persone (comprensivo dei servizi)
mq. 14 per i primi quattro abitanti e mq. 10 per ciascuno dei successivi in caso di alloggio plurivani.
superfici dei vani
camera da letto singola mq. 9,00;
camera da letto matrimoniale mq. 14,00;
soggiorno mq. 14,00;
cucina mq. 8,00 (salvo diverse indicazioni dei Regolamenti Edilizi).
caratteristiche dei vani
- tutti i locali devono essere direttamente illuminati con luce naturale ad esclusione dei servizi igienici (che dovranno essere dotati di impianto di aspirazione meccanica) , disimpegni, corridoi, ripostigli e vani-scala;
- la superficie vetrata apribile non deve essere inferiore a 1/8 della superficie del pavimento;
Esistente
Per gli edifici residenziali esistenti le norme soprariportate possono essere in alcuni casi derogate. La materia è regolata dai Regolamenti Edilizi comunali e dalle rispettive Leggi Regionali.
Edilizia residenziale pubblica
Per quanto riguarda le norme sull'accessibilità e sulla prevenzione incendi si rimanda ai relativi capitoli, per i requisiti igienico-sanitari e di sicurezza valgono le norme soprariportate.
Inoltre:
caratteristiche minime
generali
Per i vari tipi di alloggio sono accettate superfici multiple di otto purché non eccedenti il 2 per cento dei seguenti limiti:
tipo A mq. 64,00
tipo B mq. 80,00
tipo C mq. 95,00
tipo D mq. 110,00
Sono considerate "stanze" tutti quei vani, compresa la cucina che, arieggiati ed illuminati direttamente, abbiano una superficie netta maggiore o uguale a 8 metri quadri e consentano l'agibilita' di un letto per adulti.
Caretteristiche dimensionali degli alloggi
|
TIPO |
COMPOSIZIONE DELL'ALLOGGIO |
LEGGE N. 1460 |
GES. CA. L. |
|||||
|
Legge 60 |
Legge 1460 |
Sup. utile (mq) |
Stanze (oltre mq. 8) |
Servizi e accessori |
Stanze |
Vani |
Vani utili |
Vani |
|
|
1 |
64/65 |
(S + P) + L1 + K |
b + i |
3 |
4 |
|
|
Dove:
( S + P ) = soggiorno + spazio pranzo
k = cucina inferiore mq 8
L = camera da letto b = bagno (con 4 apparecchi)
PU = stanza pluriuso i = ingresso disimpegni ripostigli interni
K = cucina olte mq 8 li = locale igienico
(3) Comprensiva di armadi e ripostigli posti nell'appartamento da progettare in ampiezza non inferiore a mq 1.
(4) Comprensiva di armadi e ripostigli posti nell'appartamento da progettare in ampiezza non inferiore a mq 2
Conteggio dei vani
|
N. dei componenti della famiglia |
1 |
2 |
3 |
4 |
5 |
6 |
7 |
8 |
|
N. delle stanze utili |
2 |
2-3 |
3 |
3-4 |
4 |
4-5 |
5 |
5-6 |
D.2.1.2 Edifici pubblici o aperti al pubblico
Regole costruttive specifiche sono contenute nelle norme che regolano l'accessibilità e la prevenzione incendi. Per le altre si deve far riferimento alle regole imposte per:
tipologia costruttiva;
localizzazione dell'intervento;
vincoli esistenti;
D.2.1.3 Luoghi di lavoro
Regole costruttive specifiche sono contenute nelle norme che regolano l'accessibilità e la prevenzione incendi, in particolare la recente normativa sui criteri generali di sicurezza nei luoghi di lavoro (DM.10/3/98). Per le altre si deve far riferimento alle regole imposte per:
tipologia costruttiva;
localizzazione dell'intervento;
vincoli esistenti;
D.2.1.4 Altro (scuole, ospedali, etc.)
Oltre alle norme relative all'accessibilità ed alla prevenzione incendi, esistono norme specifiche per ogni tipo di intervento edilizio:
ospedali e case di cura
scuole
Locali di pubblico spettacolo
Musei e Biblioteche
Alberghi
Impianti Sportivi
D.2.2 Interventi a scala urbanistica
D.2.2.1 Piani residenziali
a) Lottizzazioni
Il Piano di Lottizzazione è uno strumento di urbanizzazione di zone destinate ad insediamenti residenziali. Lattuazione dei Piani di Lottizzazione è subordinata in genere:
Nella progettazione del P.L. la normativa (D.M.1444/68) prevede che una parte delle aree debba essere riservata allurbanizzazione secondaria (e cioè attrezzature di interesse collettivo come scuole, verde pubblico, aree per parcheggio pubblico, centri sociali, ecc.)
La dotazione minima e inderogabile è di mq 18.abitante, con esclusione degli spazi destinati alle sedi viarie.
Standard
La quantità complessiva di mq 18/abitante va ripartita, di norma, nel seguente modo:
a) mq 4,50 di aree per l'istruzione: asili nido, scuole materne e scuole dell'obbligo;
b) mq 2 di aree per attrezzature di interesse comune: religiose, culturali, sociali, assistenziali, sanitarie, amministrative, per pubblici servizi , ecc.;
c) mq 9 di aree per spazi pubblici attrezzati a parco, gioco e sport, effettivamente utilizzabili per tali impianti con esclusione di fasce verdi lungo le strade;
d) mq 2,50 di aree per parcheggi (in aggiunta alle superfici a parcheggio previste dall'art. 18 L.765/67): tali aree - in casi speciali - potranno essere distribuite su diversi livelli.
Ai fini del rispetto dei rapporti suindicati è necessario che ad ogni abitante insediato o da insediare corrispondano mediamente mq 25 di superficie lorda abitabile (pari a circa mc 80 vuoto per pieno), eventualmente maggiorati di una quota non superiore a mq 5 (pari a circa mc 20 vuoto per pieno) per le destinazioni non specificamente residenziali ma strettamente connesse con le residenze (negozi di prima necessità, servizi collettivi per le abitazioni, studi professionali, ecc.).
Tali parametri variano per le diverse zone omogenee:
Zone C): Nei comuni per i quali la popolazione prevista è inferiore ai 10 mila abitanti, la quantità minima di spazio è fissata in mq 12 dei quali mq 4 riservati alle attrezzature. La stessa quantità si applica agli insediamenti residenziali in comuni con popolazione prevista superiore a 10 mila abitanti, quando si tratta di nuovi complessi insediativi per i quali la densità fondiaria non superi mc/mq 1.
Zone E): la quantità minima è stabilita in mq 6, da riservare complessivamente per le attrezzature ed i servizi di cui alle precedenti lettere a) e b).
Zone F): gli spazi per le attrezzature pubbliche di interesse generale quando sia necessario - debbono essere previsti in misura non inferiore a:
- 1,5 mq/abitante per le attrezzature per l'istruzione superiore all'obbligo (istituti universitari esclusi);
- 1 mq/abitante per le attrezzature sanitarie ed ospedaliere;
- 15 mq/abitante per i parchi pubblici urbani e territoriali.
b) Piani di Recupero
Nelle aree individuate dal P.R.G. come zone di degrado gli interventi edilizi possono essere attuati solo se compresi in un Piano di Recupero
Tali piani possono essere attuati:
I piani di recupero degli immobili, dei complessi edilizi, degli isolati e delle aree, si attuano attraverso interventi di ristrutturazione urbanistica (sostituzione dell'esistente tessuto urbanistico-edilizio con altro diverso mediante un insieme sistematico di interventi edilizi anche con la modificazione del disegno dei lotti, degli isolati e della rete), con lindividuazione di unità minime di intervento (U.M.I.) a cui applicare tutti i tipi di intervento possibili per il recupero del patrimonio edilizio.
D.3 FASI DEL PROGETTO
D.3.1 Fasi del progetto edilizio
D.3.1.1 Studio di fattibilità
Negli appalti pubblici lo studio di fattibilità deve essere fatto dal R.U.P.
In caso di Committente privato non esiste una normativa che regoli la prestazione; in linea di massima ci si attiene a quanto previsto all art.14, L.109/94.
Lo studio di fattibilità dovrà contenere:
D.3.1.2 Progetto preliminare
Il progetto preliminare definisce le caratteristiche qualitative e funzionali dei lavori, il quadro delle esigenze da soddisfare e delle specifiche prestazioni da fornire. Consiste in:
E composto in genere dai seguenti elaborati (art.18 D.P.R.554/99 e seguenti):
a) relazione illustrativa;
b) relazione tecnica;
c) studio di prefattibilità ambientale;
d) indagini geologiche, idrogeologiche e archeologiche preliminari;
e) planimetria generale e schemi grafici;
f) prime indicazioni e disposizioni per la stesura dei piani di sicurezza;
g) calcolo sommario della spesa.
D.3.1.3 Progetto definitivo
Il progetto definitivo individua compiutamente i lavori da realizzare, nel rispetto delle esigenze, dei criteri, dei vincoli, degli indirizzi e delle indicazioni stabiliti nel progetto preliminare e contiene tutti gli elementi necessari ai fini del rilascio delle prescritte autorizzazioni ed approvazioni. Esso consiste in:
- una relazione descrittiva dei criteri utilizzati per le scelte progettuali;
- lo studio di impatto ambientale ove previsto;
- disegni generali nelle opportune scale descrittivi delle principali caratteristiche delle opere, delle superfici e dei volumi da realizzare, compresi quelli per l'individuazione del tipo di fondazione;
- negli studi ed indagini preliminari occorrenti con riguardo alla natura ed alle caratteristiche dell'opera;
- nei calcoli preliminari delle strutture e degli impianti;
- in un disciplinare descrittivo degli elementi prestazionali tecnici ed economici previsti in progetto;
- in un computo metrico estimativo.
Gli studi e le indagini occorrenti, quali quelli di tipo geognostico, idrologico sismico, agronomico, biologico, chimico, i rilievi e i sondaggi, sono condotti fino ad un livello tale da consentire i calcoli preliminari delle strutture e degli impianti e lo sviluppo del computo metrico estimativo.
Gli elaborati facenti parte del progetto definitivo sono:
a) relazione descrittiva;
b) relazioni geologica, geotecnica, idrologica, idraulica, sismica;
c) relazioni tecniche specialistiche;
d) rilievi planoaltimetrici e studio di inserimento urbanistico;
f) studio di impatto ambientale ove previsto dalle vigenti normative ovvero studio di fattibilità ambientale ;
g) calcoli preliminari delle strutture e degli impianti;
disciplinare descrittivo e prestazionale degli elementi tecnici;
piano particellare di esproprio;
l) computo metrico estimativo;
m) quadro economico.
D.3.1.4 Progetto esecutivo
Il progetto esecutivo deve essere redatto in conformità al progetto definitivo e determina in ogni dettaglio i lavori da realizzare ed il relativo costo previsto e deve essere sviluppato ad un livello di definizione tale da consentire che ogni elemento sia identificabile in forma, tipologia qualità, dimensione e prezzo. In particolare il progetto è costituito da:
Il progetto esecutivo è composto dai seguenti documenti:
D.3.2 Fasi dei piani urbanistici attuativi
D.3.2.1 Privati
a) Redazione del Piano di Lottizzazione
Il progetto di lottizzazione è composto dai seguenti atti:
1) stralcio delle previsioni del piano regolatore generale o del programma di fabbricazione relativo alla zona oggetto del piano di lottizzazione, estese anche alle zone adiacenti;
2) il titolo di proprietà o altro idoneo (rappresentanza sociale, procura, ecc.) necessario a dimostrare il tipo di diritto esercitato sulle aree interessate al progetto;
3) planimetria generale della zona, comprendente le proprietà soggette al piano di lottizzazione;
4) planimetria generale del progetto del piano di lottizzazione;
5) rilievo topografico quotato dell'area interessata al progetto;
6) dati catastali della proprietà interessata;
7) planimetria quotata del progetto delle opere di urbanizzazione primaria;
8) dichiarazione della ditta interessata in ordine alle servitù attive e passive ed ai vincoli cui è soggetta la proprietà;
9) relazione che illustri i criteri informatori del piano di lottizzazione e la sua realizzazione;
10) schema di convenzione edilizia, alla cui stipula è subordinata lAutorizzazione comunale.
Tutta la documentazione riportata deve essere compatibile con le norme e disposizioni urbanistiche emanate dagli organi regionali.
b) Redazione del Piano di Recupero
Il Piano di Recupero deve essere composto dai seguenti elaborati:
1) stralcio dello strumento urbanistico generale, con evidenziate le zone di recupero, e delle norme di attuazione delle zone medesime;
2) rappresentazione almeno in scala 1: 1.000:
a) della situazione esistente circa lo stato attuale delle strutture edilizie esistenti, delle condizioni igienico-sanitarie e delle opere di urbanizzazione con la indicazione dei vincoli di tutela monumentale ed ambientale;
b) del piano comprendente per ciascun immobile il tipo degli interventi previsti e la destinazione nel contesto delle unità minime di intervento con evidenziate le aree riservate ad opere ed impianti di interesse pubblico, la rete della viabilità, le aree di parcheggio, la sistemazione degli spazi di uso pubblico, i vincoli di tutela monumentale e ambientale;
3) relazione tecnica che illustri, oltre i diversi tipi di intervento previsti, anche l'inserimento del piano nel circostante tessuto urbanistico-edilizio, ed indichi l'entità della spesa per la progettazione del piano, la realizzazione degli interventi e delle infrastrutture urbanizzative;
4) norme tecniche di attuazione indicanti le modalità attuative degli interventi comprese le forme e le tipologie che gli edifici andranno ad assumere in conseguenza degli interventi ammessi;
5) certificati catastali dei proprietari degli immobili compresi nel piano.
D.3.2.2 Piani urbanistici attuativi
a) Redazione di Piano Particolareggiato
Gli elaborati per i Piani Particolareggiati sono:
1) planimetria delle previsioni del P.R.G. di tutto il territorio;
2) planimetria delle previsioni del P.R.G. relativa alla zona oggetto dell'intervento;
3) elaborato sulle caratteristiche edilizie, architettoniche- ambientali e socio-economiche della zona interessata costituito dalla seguente documentazione:
a) rilievo catastale delle proprietà;
b) indagine degli edifici residenziali, esistenti, della loro tipologia e delle loro condizioni statiche-igieniche e rapporto vani-abitanti;
c) rilievo delle strade ed altri spazi riservati alla viabilità e delle aree riservate a edifici ed impianti pubblici o di interesse collettivo, dei beni soggetti o da assoggettare a particolari servitù;
4) elaborato riguardo le modalità tecniche di intervento e di regime dei diversi immobili e con una elencazione descrittiva dei beni da espropriare o dei vincoli per la attuazione del piano;
5) relazione tecnica illustrativa. La relazione in questione deve contenere gli obbiettivi urbanistici dell'intervento e la determinazione dei mezzi e delle modalità progettuali attraverso cui realizzare le finalità perseguite. Tali obbiettivi devono tenere in particolare considerazione la riqualificazione del tessuto urbanistico attraverso il mantenimento e la valorizzazione delle caratteristiche storico-ambientali nonché l'individuazione delle funzioni socio-economiche inerenti alle strutture ed esigenze della zona interessata. Le modalità progettuali vanno distinte in due categorie principali: la prima riguardante gli interventi sulle aree ed edifici esistenti (quali la sistemazione delle aree inedificate, la demolizione senza ricostruzione, gli interventi di restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione); la seconda riguardante gli interventi sui comparti di nuova edificazione e la trasformazione strutturale e l'uso degli immobili esistenti. Infine la relazione deve contenere, in via di massima, le spese occorrenti per l'acquisizione delle aree e per le sistemazioni generali necessarie all'attuazione del piano;
6) norme tecniche di attuazione che devono precisare:
a) i vari tipi di intervento ammessi e consentiti dal piano nel rispetto delle previsioni essenziali del piano regolatore;
b) le prescrizioni e tipologie edilizie per ogni comparto edificatorio nonché le modalità costruttive;
c) la distinzione degli interventi da realizzarsi a mezzo concessione edilizia da quelli da realizzarsi previa adozione di progetto planivolumetrico e relativa convenzione tra Comune e proprietari interessati.
b) Redazione di Piano di Edilizia Economica e Popolare
Dovranno essere redatti i seguenti elaborati:
1) stralcio dello strumento urbanistico con l individuazione delle zone destinate all'edilizia popolare;
2) planimetria, disegnata sulla mappa catastale, contenente l'azzonamento dei lotti compresi nel piano, suddivisi per comparti, con la delimitazione delle aree destinate ad opere,impianti e servizi pubblici;
3) planimetria sullo stato di fatto delle urbanizzazioni primarie e secondarie esistenti e da realizzare comprese le relative infrastrutture e reti tecnologiche;
4) planivolumetrico dei comparti contenente, anche in via indicativa, i profili e le altezze dei vari fabbricati e la sistemazione delle aree libere. Per i fabbricati da ristrutturare devono essere prodotti elaborati che evidenzino lo stato di fatto e le modifiche da apportare perle previste operazioni di ristrutturazione;
5) planimetrie catastali dell'area inclusa nel piano;
6) elenchi catastali delle proprietà comprese nel piano contenenti: il numero della partita catastale, il numero del foglio catastale, la qualità del terreno, il nome dell'attuale ditta intestataria, la superficie mappale e quella da espropriare;
7) relazione tecnica comprensiva della indicazione sulla previsione delle spese necessarie per realizzare il Piano di zona. La relazione deve, nel complesso, indicare le ragioni poste a base della adozione del piano, i criteri informatori, il dimensionamento del fabbisogno abitativo e i relativi calcoli e le modalità di individuazione e caratterizzazione delle zone destinate all'edilizia economica e popolare;
8) norme tecniche per l'attuazione del piano che devono specificare la normativa del piano stesso.
c) Redazione del Piano Insediamenti Produttivi
Gli elaborati dovranno essere i seguenti:
1) planimetria dello stato di fatto che evidenzi la situazione urbanistica di fatto della zona interessata;
2) planimetria, disegnata su mappa catastale 1:1000, concernente il progetto planimetrico degli insediamenti previsti, indicante, con l'eventuale tipologia edilizia, i parametri edificatori e l'assetto dei singoli lotti nonché la distinzione delle aree da cedere ed aree da concedere;
3) planimetrie, disegnate su mappa catastale 1:1000, riguardanti il piano di azzonamento (zoning) complessivo della zona, la viabilità, i parcheggi pubblici, le necessarie opere primarie e infrastrutturali, le aree riservate ad impianti pubblici o di interesse collettivo, i beni soggetti o da assoggettare a speciali vincoli, i necessari collegamenti con le zone circostanti: dette planimetrie vanno corredate da appositi grafici indicanti le sezioni tipo delle sedi stradali e delle altre opere primarie e secondarie;
4) elenco catastale delle proprietà da espropriare, in cui vanno indicati i nomi delle ditte intestatarie delle aree comprese nel piano, il foglio ed il numero di mappa, la superficie catastale ed i relativi redditi;
5) relazione illustrativa del piano, che specifichi la ragione dell'adozione del P.I.P., i criteri di impostazione, le modalità di realizzazione degli interventi e delle opere, la verifica degli standards urbanistici in conformità al D.M.1444/68 ed alla normativa regionale, l'indicazione di massima delle spese necessarie per l'acquisizione delle aree per la realizzazione e sistemazione delle opere di urbanizzazione connesse con l'attuazione degli interventi previsti;
6) norme attuative del piano, che devono evidenziare, in conformità allo strumento urbanistico generale, le modalità attuative, con particolare riferimento alle caratteristiche edilizie, all'assetto degli impianti e delle opere, all'assegnazione delle aree, allo svolgimento delle attività connesse con i previsti insediamenti compresa la gestione dei servizi.
D.3.3 Atti di pianificazione
Redazione di Piano Regolatore Generale P.R.G.
Gli elaborati relativi al P.R.G. dovranno essere i seguenti:
1) Relazione generale analitica dello stato di fatto.
2) Relazione preliminare sulle scelte fondamentali e sugli indirizzi che si intendono assumere per la redazione del piano;
3) Planimetria in scala non inferiore a 1:10.000 del territorio sottoposto a pianificazione con indicazione dello stato di fatto;
4) Planimetria in scala non inferiore a 1:10.000 con indicazione sintetica delle destinazioni e con designazione della rete varia e delle principali infrastrutture.
Gli elaborati elencati dall'uno al quattro costituiscono il progetto di massima.
5) Planimetria in scala non inferiore a 1:5.000 con la chiara indicazione di tutte le previsioni oggetto del piano;
6) Norme tecniche di attuazione ed eventuali prescrizioni di uso con particolare riferimento alla normativa generale da adottare per i piani urbanistici esecutivi;
7) Eventuali prescrizioni per il regolamento edilizio.
8) Relazione illustrativa con l'indicazione dei problemi e delle esigenze conseguenza alla analisi delle soluzioni progettate riferite ad un congruo periodo di tempo e dei relativi criteri di scelte;
9) Proposta di programma e relative fasi di attuazione con particolare riferimento alle priorità per i piani urbanistici esecutivi e le opere di pubblico interesse;
10) Quant'altro occorra a consentire la corretta interpretazione del piano.
Gli elaborati costitutivi del progetto P.R.G. dovranno comunque tenere conto di quanto richiesto dall' art. 7, L.1150/42 e successive integrazioni del decreto ministeriale 2-4-1968 nonché delle Leggi Regionali.
D.4 PROCEDURE
D.4.1 Il permesso di demolire
Le opere di demolizione parziale o totale di immobili di qualsiasi genere sono soggette al rilascio di autorizzazione edilizia (art.7, L.94/82).
Fanno eccezione le rovine archeologiche (vincolate ai sensi della L.490/99), e tutto quegli immobili per cui la demolizione è imposta dallautorità competente.
D.4.2 Il Permesso di costruire
D.4.2.1 QUANDO E NECESSARIO
Gli interventi edilizi, e più in generale le attività od opere comportanti trasformazione urbanistica ed edilizia del territorio, a seconda della loro natura ed entità, sono soggetti:
a) al rilascio della concessione edilizia prevista dall'art. 1, L.10/77;
b) al rilascio della autorizzazione edilizia prevista dall'art. 48, L.457/78; dall'art 7, L.94/82; dall'art. 7, L.13/89 e dall'art. 9, L.122/89;
c) al deposito della denuncia di inizio attività prevista dall'art. 4 comma 7 della L.493/93.
Le norme locali (tipicamente il regolamento edilizio comunale o le norme di attuazione del PRG) possono poi sottoporre a determinati adempimenti preliminari (comunicazioni, altri tipi di autorizzazioni, ecc.) anche le opere minori che la legislazione nazionale esclude dalI'obbligo di concessione, autorizzazione o D.l.A.
Per ottenere il rilascio di una Concessione o di una Autorizzazione edilizia occorre:
1) sottoporre al Sindaco un progetto che dimostri la congruità dell'opera progettata con la normativa esistente;
2) ottemperare a tutte le procedure amministrative richieste.
La concessione ad edificare é rilasciata dal Sindaco al proprietario dell'area o a chi abbia titolo a richiederla .
A) - Non sono soggetti a titolo abilitativo i seguenti interventi (art.9, L.10/77; art.7, L.13/89; L.94/82):
B) - Sono subordinati a concessione edilizia (art.1, L.10/77, art.25, c.4, L.457/78):
C) - Sono subordinati alla denuncia di inizio attività o D.I.A. (art.2, L.537/93) i seguenti interventi:
a) opere di manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo;
b) opere di eliminazione delle barriere architettoniche in edifici esistenti consistenti in rampe o ascensori esterni, ovvero in manufatti che alterino la sagoma dell'edificio;
c) recinzioni, muri di cinta e cancellate;
d) aree destinate ad attività sportive senza creazione di volumetria;
e) opere interne di singole unità immobiliari che non comportino modifiche della sagoma e dei prospetti e non rechino pregiudizio alla statica dell'immobile;
f) impianti tecnologici che non si rendano indispensabili, sulla base di nuove disposizioni, a seguito della revisione o installazione di impianti tecnologici;
g) varianti a concessioni edilizie già rilasciate che non incidano sui parametri urbanistici e sulle volumetrie, che non cambino la destinazione d'uso e la categoria edilizia e non alterino la sagoma e non violino le eventuali prescrizioni contenute nella concessione edilizia;
h) parcheggi di pertinenza nel sottosuolo del lotto su cui insiste il fabbricato.
D) - Sono subordinati ad autorizzazione tutti gli interventi descritti al punto C) quando gli stessi riguardano:
Inoltre sono soggetti ad autorizzazione (L.94/82):
D.4.2.2 OGGETTO DEL PERMESSO DI COSTRUIRE
Per le opere private il rilascio della concessione/autorizzazione edilizia è subordinato al rispetto della normativa vigente:
- normativa urbanistica comunale e generale per:
- Regolamento Edilizio e di igiene per:
Tutti gli edifici devono rispettare la normativa per labbattimento delle barriere architettoniche (G), inoltre gli edifici con h.>12 m. e le attività soggette (D.M.16/2/82) devono seguire le regole di prevenzione incendi (Sicurezza antincendio).
Per le opere pubbliche dei Comuni, la deliberazione con la quale il progetto viene approvato o l'opera autorizzata ha i medesimi effetti della concessione edilizia. I relativi progetti dovranno essere corredati da una relazione a firma di un progettista abilitato che attesti la conformità del progetto alle prescrizioni urbanistiche ed edilizie, e l'esistenza dei nulla osta di conformità alle norme di sicurezza, sanitarie, ambientali e paesistiche.
D.4.2.3 PARCHEGGI
Nelle nuove costruzioni ed anche nelle aree di pertinenza delle costruzioni stesse, debbono essere riservati appositi spazi per parcheggi in misura non inferiore ad un metro quadrato per ogni dieci metri cubi di costruzione.
I proprietari di immobili possono realizzare nel sottosuolo degli stessi, o nei locali al piano terreno dei fabbricati, parcheggi da destinare a pertinenza delle singole unità immobiliari, anche in deroga agli strumenti urbanistici ed ai regolamenti edilizi vigenti. Tali parcheggi possono essere realizzati, ad uso esclusivo dei residenti, anche nel sottosuolo di aree pertinenziali esterne al fabbricato, purché non in contrasto con i piani urbani del traffico, tenuto conto dell'uso della superficie sovrastante e compatibilmente con la tutela dei corpi idrici (L.122/89, art.9). L'esecuzione di tali opere è soggetta ad autorizzazione gratuita.
D.4.2.4 IL RICHIEDENTE
Può fare domanda di concessione, autorizzazione o D.I.A. il proprietario del terreno o dellimmobile (od un suo delegato).
D.4.2.5 DEPOSITO DELLA DOMANDA
La domanda, corredata di tutti gli elaborati richiesti va presentata allUfficio Tecnico del Comune dietro rilascio di ricevuta, oppure inviata con raccomandata AR. La documentazione va depositata in 3 copie (il numero può aumentare a seconda dei Comuni e delle strutture che devono esaminare il progetto).
D.4.2.6 CONTENUTO DELLA PRATICA (DOSSIER)
A) Richiesta di concessione/autorizzazione:
- Formulario (diverso da Comune a Comune) per la richiesta di concessione o autorizzazione o di variante in corso dopera; tale formulario deve essere firmato dalla proprietà, dal progettista, dal Direttore dei Lavori e dallImpresa se già individuata;
- Elaborati descrittivi e grafici del progetto definitivo.
Se gli interventi sono soggetti a norme di legge che tutelano i beni vincolati, la salute e lambiente, o a norme che dettano prescrizioni tecniche specifiche, il progetto deve essere presentato agli Uffici competenti per le necessarie autorizzazioni, che devono essere consegnate allUfficio Tecnico Comunale per conseguire la concessione/ autorizzazione.
Il rilascio della Concessione/Autorizzazione é subordinata anche ad altri adempimenti che sono:
- il pagamento degli oneri di urbanizzazione primaria e secondaria e del contributo sul costo di costruzione;
- la nomina, qualifica e residenza del Direttore dei lavori e dell'Impresa di costruzione.
B) Denuncia Inizio Attività (D.I.A.)
- Formulario (diverso da Comune a Comune) firmato dal proprietario;
- Relazione di asseveramento firmata dal progettista;
- Elaborati descrittivi e grafici, in funzione della complessità dellintervento e del Comune in cui si opera; tali elaborati possono coincidere o meno con quelli del progetto definitivo.
D.4.2.7 TEMPI DELL ISTRUTTORIA
I tempi dellistruttoria decorrono dalla data di presentazione della domanda, o dalla data in cui la pratica è completa. A questo proposito il Responsabile del Procedimento può richiedere una sola volta (entro 15 giorni dalla presentazione della domanda) documenti integrativi, ed i termini decorrono per intero dalla data di presentazione di tale documentazione.
I termini, a norma di legge, sono:
Un totale di 75 giorni se non sono state necessarie integrazioni; questi termini si raddoppiano nei Comuni con più di 100.000 abitanti.
E importante ricordare che lacquisizione delle autorizzazioni degli altri Enti competenti è a carico del richiedente; in mancanza di tali autorizzazioni la domanda è da ritenersi incompleta.
Qualora si tratti di interventi conformi agli strumenti urbanistici ed ai regolamenti edilizi vigenti, l'istanza per l'autorizzazione del sindaco ad eseguire i lavori si intende accolta se il sindaco stesso non si pronunci nel termine di sessanta o novanta giorni (per la straordinaria manutenzione) dalla data della richiesta (silenzio-assenso). In tal caso il richiedente può iniziare i lavori dando comunicazione al sindaco del loro inizio.
I lavori possono essere iniziati 20 giorni dopo il deposito della Dichiarazione Inizio Attività, fatti salvi i termini previsti da normative specifiche, zone sismiche L.64/74, Sicurezza cantieri D.Lgs.494/96, ecc.). Per integrazioni o varianti alla D.I.A. i venti giorni decorrono dalla data di presentazione degli atti relativi.
D.4.2.8 TERMINI DI VALIDITA
A) Concessione/autorizzazione edilizia
In generale la validità è di tre anni, per lavori di modesta entità il Comune può fissare un termine inferiore. I lavori devono iniziare entro un anno dal rilascio della Concessione/autorizzazione.
B) D.I.A.
I termini di validità sono gli stessi della concessione/autorizzazione e cioè un anno per iniziare e tre anni (art.4, c.60, L.662/96) per concludere i lavori.
D.4.3 Il Permesso di Lottizzare
D.4.3.1 Quando è necessario
Il Piano di Lottizzazione è necessario quando:
D.4.3.2 Le regole da seguire
- normativa urbanistica comunale e generale per:
- Leggi speciali per la tutela del territorio e del paesaggio.
D.4.3.3 IL RICHIEDENTE
Il proprietario od i proprietari interessati fanno domanda con cui chiedono lautorizzazione alla lottizzazione di terreno a scopo edilizio.
D.4.3.4 DEPOSITO DELLA DOMANDA
La domanda viene depositata presso il Comune dietro rilascio, per ricevuta, di un numero di protocollo. Il numero delle copie da presentare varia da Comune a Comune.
D.4.3.5 CONTENUTO DELLA PRATICA (DOSSIER)
La domanda deve essere corredata dal progetto completo di tutti gli elaborati e dallo schema di convenzione. Se la zona da lottizzare si trova in area con vincolo idrogeologico, la pratica dovrà essere completata con lautorizzazione degli Uffici Provinciali competenti.
Il rilascio dellAutorizzazione é subordinata alla stipula della convenzione.
D.4.3.6 TEMPI DELL ISTRUTTORIA
I tempi dellistruttoria non sono stabiliti per legge, sono quindi molto variabili.
Al termine dellistruttoria e dopo il parere favorevole della Commissione Edilizia o Urbanistica il Piano viene adottato con Delibera del Consiglio Comunale.
La Delibera ed il progetto vengono pubblicati allAlbo Pretorio per 30 giorni.
I cittadini hanno tempo ulteriori 30 giorni per fare osservazioni ed opposizioni.
Con una seconda Delibera il Consiglio Comunale approva in via definitiva il Piano, con o senza le modifiche dovute alle osservazioni od opposizioni presentate dai cittadini.
Viene stipulata la convenzione tra Comune e proprietari che deve essere trascritta nei registri immobiliari.
D.4.3.7 TERMINI DI VALIDITA
Il Piano di Lottizzazione ha validità 10 anni, salvo diversi tempi stabiliti in convenzione, e la sua applicabilità è subordinata allesecuzione delle opere di urbanizzazione primaria.