Ordine degli Architetti di
Firenze e Prato

Commissione Normativa
in collaborazione con


DELIBERAZIONI GIUNTA REGIONALE N 1069 DEL 20/09/1999

LR 3 NOVEMBRE 1998 N. 79 "NORME PER LA VALUTAZIONE DI IMPATTO AMBIENTALE" APPROVAZIONE NUOVO TESTO NORME TECNICHE DI CUI ALL´ART.22 DISPOSIZIONI ATTUATIVE DELLE PROCEDURE.

BURT. N 41 DEL 13-10-1999

4. SIGNIFICATIVITA DEGLI IMPATTI

Per ogni impatto individuato va verificato preliminarmente se e
o meno significativo.
Un impatto non significativo e un effetto che, pur
verificandosi, non supera il "rumore di fondo" delle variazioni
di stato non percepite come modificazioni della qualita
ambientale.
Si deve quindi procedere alla classificazione degli impatti
significativi.
5. Scala di rilevanza degli impatti
Gli impatti significativi sono classificati secondo i criteri
seguenti:
- secondo il loro segno, in positivi e negativi;
- secondo la loro dimensione, in lievi, rilevanti, molto
rilevanti
- secondo la loro dimensione temporale, in reversibili a breve
termine, reversibili a lungo termine, irreversibili
Combinando la rilevanza e lestensione nel tempo, si ottiene una
scala ordinale di importanza degli impatti (positivi e negativi)
Scala ordinale di significativita degli impatti
Rango Impatto
5 Molto rilevante Irreversibile
4 Molto rilevante Reversibile a lungo termine
Rilevante Irreversibile
3 Molto rilevante Reversibile a breve termine
Rilevante Reversibile a lungo termine
Lieve Irreversibile
2 Rilevante Reversibile a breve termine
Lieve Reversibile a lungo termine
1 Lieve Reversibile a breve termine

6. SELEZIONE DEGLI IMPATTI CRITICI

Una volta classificati gli impatti significativi e la qualita
delle risorse, secondo le scale ordinali riportate nelle
precedenti tabelle, si selezionano gli impatti critici dal
complesso degli effetti previsti. Gli impatti critici
rappresentano gli effetti (negativi e positivi) di maggiore
rilevanza sulle risorse di qualita piu elevata, cioe quelli
che costituiscono presumibilmente i nodi principali di conflitto
sulluso delle risorse ambientali che occorre affrontare.
La selezione degli impatti critici si ottiene applicando la scala
ordinale combinata impatti-componenti ambientali, riportata nella
tabella seguente, costruita incrociando la classificazione degli
impatti con quella della qualita delle componenti ambientali.
Gli impatti critici sono quelli appartenenti di norma alla
frontiera individuata nella tabella degli impatti critici, di
seguito riportata, e nello specifico:
- tutti gli impatti molto rilevanti e irreversibili, ad eccezione
di quelli esercitati sulle componenti ambientali che non
possiedono alcuna delle caratteristiche di pregio;
- gli impatti molto rilevanti e reversibili a lungo termine, e
quelli rilevanti e irreversibili sulle componenti che
possiedono almeno due delle caratteristiche di pregio
utilizzate nella classificazione della qualita delle
componenti ambientali;
- gli impatti molto rilevanti e reversibili a breve termine,
rilevanti e reversibili a lungo termine e quelli lievi e
irreversibili sulle componenti ambientali che possiedono almeno
tre delle caratteristiche di cui sopra;
- tutti gli impatti sulle componenti ambientali che possiedono
tutte le caratteristiche di pregio.
Oltre alla frontiera degli impatti critici, nella tabella
seguente viene anche individuata una "categoria di incertezza",
contrassegnata dalla lettera f, che include quegli impatti la cui
criticita non puo essere definita a priori, ma deve essere
valutata in relazione agli specifici casi sottoposti a
valutazione.
Questa scala di importanza va ulteriormente verificata alla luce
della probabilita di impatto, che puo variare da:
- impatto sicuro;
- impatto molto probabile;
- impatto probabile;
e dellampiezza geografica di esso, che puo variare da:
- microscala
- mesoscala
- macroscala
Attribuendo a tali criteri (probabilita e ampiezza geografica)
il valore di coefficiente correttivo (da 3 a 1), la
significativita e ulteriormente definita, sia utilizzando uno
dei parametri, sia entrambi, sia in combinazione:

FATTORI CORRETTIVI
sicuro molto probabile probabile
macro scala 9 6 3
meso scala 6 4 2
micro scala 3 2 1
Le strutture operative riportano gli esiti dei precedenti
passaggi nella tabella di sintesi degli impatti critici di
seguito riportata, e redigono un apposito rapporto, contenente la
proposta di sottoposizione o meno del progetto alla procedura di
VIA (art. 11, comma 5).
Tabella di sintesi degli impatti critici
Impatto Criticita

DECISIONE
Individuati gli impatti critici e preso atto del livello di
preoccupazione del pubblico, attraverso lanalisi del rapporto
redatto dalle strutture operative e della relativa tabella di
sintesi degli impatti critici, lAutorita competente assume una
delle seguenti decisioni:
1. non risulta nessun impatto critico: il progetto prosegue
2. gli impatti critici sono conosciuti e mitigabili: il progetto
prosegue con prescrizioni - si adottano misure di mitigazione
e si implementa un monitoraggio;
3. gli impatti critici non sono conosciuti: deve essere avviata
una procedura di VIA dove si raccolgano ulteriori
informazioni;
4. gli impatti significativi sono conosciuti e non mitigabili: la
proposta deve essere modificata, e quindi sottoposta
nuovamente a procedura di verifica, o abbandonata.
LAutorita competente comunica al Proponente la decisione
assunta, trasmettendogli una apposita relazione che riporti i
passaggi tecnici che hanno portato alla decisione ed esplichi la
decisione stessa.
Prescrizioni finalizzate alleliminazione e/o alla mitigazione
degli impatti
Qualora la decisione assunta nellambito della procedura di
verifica sia la n. 2: "gli impatti significativi sono conosciuti
e mitigabili: il progetto prosegue con prescrizioni - si adottano
misure di mitigazione e si implementa un monitoraggio", le
strutture operative devono procedere allindividuazione delle
prescrizioni finalizzate alleliminazione e/o alla mitigazione
degli impatti sfavorevoli sullambiente e delle azioni di
monitoraggio (art. 11, comma 8).
A tal fine, devono procedere alla compilazione della seguente
scheda:
Impatti Criticita Prescrizioni Misure Monitoraggio
mitigazione
_____ ______ _____ _____ ______
_____ ______ _____ _____ ______
_____ ______ _____ _____ ______
dove, nella prima colonna si riportano tutti gli impatti critici
individuati nellambito della procedura di verifica, nella
seconda colonna si riporta, per ogni impatto critico, il livello
di criticita, individuato sempre nellambito della procedura di
verifica (ad esempio, 9a, 6c, ecc.), e nelle colonne successive
si definiscono, rispettivamente, le prescrizioni, le misure di
mitigazione e le esigenze di monitoraggio relative ad ogni
impatto critico.
La definizione delle prescrizioni, delle misure di mitigazione e
delle esigenze di monitoraggio deve essere effettuata tenendo
conto del livello di significativita degli impatti: a livelli di
significativita elevati devono corrispondere prescrizioni,
misure di mitigazione e di monitoraggio molto specifiche, che
garantiscano il completo controllo dei fattori di impatto, mentre
a livelli di significativita inferiori possono corrispondere
prescrizioni piu generiche, e potrebbe risultare non necessaria
lindividuazione di misure di mitigazione e/o di monitoraggio.
Le prescrizioni e le misure di mitigazione e di monitoraggio
dipendono dalla natura e dalle caratteristiche del fattore di
impatto e della componente ambientale che subisce limpatto
stesso, e sono definite dalle strutture operative sulla base
delle conoscenze esistenti e/o attraverso ulteriori attivita
conoscitive.

1.3. PROCEDURA PER LA FASE PRELIMINare
La fase preliminare (art. 12) ha lo scopo di identificare le
relazioni fra progetto ed ambiente che devono essere approfondite
dallo studio di impatto ambientale, e in particolare:
- gli impatti che devono essere valutati;
- le alternative da considerare, comprese le misure per mitigare
gli impatti;
- il programma, le risorse e le consulenze richieste dallo studio
di impatto;
- gli studi e le indagini da condurre;
- i metodi da usare per prevedere la magnitudo degli impatti;
- lindividuazione dei soggetti interessati.

ISTRUTTORIA DELLA DOMANDA DI AVVIO DELLA FASE PRELIMINARE
Tenendo conto degli obiettivi della fase preliminare sopra
definiti, le strutture operative effettuano listruttoria della
domanda di avvio della fase preliminare (art. 12, comma 4)
attraverso le fasi di lavoro di seguito descritte.

1. IDENTIFICAZIONE DEI POTENZIALI IMPATTI
Lidentificazione dei potenziali impatti significativi avviene
considerando come il progetto puo interagire con il suo ambiente
durante tutte le fasi della sua messa in opera.
Questa operazione deve essere svolta applicando la metodologia di
valutazione degli impatti descritta nellambito della procedura
di verifica.
Lapplicazione di tale metodologia porta a selezionare gli
impatti critici dal complesso degli impatti previsti,
identificando cosi gli impatti che, nellambito dello studio di
VIA, dovranno essere analizzati e valutati con maggiore
dettaglio.
Qualora il progetto in esame sia gia stato sottoposto a
procedura di verifica, tale fase della procedura preliminare si
intende gia svolta e le strutture operative possono procedere
con la seconda fase.

2. ESAME DELLE ALTERNATIVE
Le strutture operative devono esaminare le alternative che sono
state considerate dal proponente durante le fasi di progettazione
e quali ulteriori alternative possono essere considerate per
ridurre limpatto del progetto.
- Le tipologie di alternative che possono essere prese in
considerazione nellambito dello studio di VIA possono essere
cosi individuate:
- alternative strategiche: consistono nella individuazione di
misure per prevenire la domanda e/o in misure diverse per
realizzare lo stesso obiettivo;
- alternative di localizzazione: consistono nella
individuazione di diverse localizzazioni dellintervento,
definite in base alla conoscenza dellambiente, alla
individuazione di potenzialita duso dei suoli e ai limiti
rappresentati da aree critiche e sensibili;
- alternative di processo o strutturali: consistono nellesame
di differenti tecnologie e processi e di materie prime da
utilizzare;
- alternative di compensazione o di mitigazione degli effetti
negativi: consistono nella ricerca di contropartite nonche
in accorgimenti vari (progettuali, costruttivi, gestionali,
ecc.) per limitare gli impatti negativi non eliminabili;
- alternativa zero: consiste nel non realizzare il progetto.
Lesame puo avvenire applicando alle varie alternative la
metodologia di valutazione degli impatti descritta nellambito
della procedura di verifica, al fine di confrontare numero e
qualita degli impatti, anche in contraddittorio con il pubblico
e il proponente.

3. DOCUMENTO DI SINTESI
I punti 1 e 2 forniscono una lista di potenziali impatti
significativi e di alternative che devono essere studiati nella
VIA.
Le strutture operative devono procedere ad un esame di sintesi,
individuando gli impatti e le alternative su cui e importante
focalizzare lo studio di VIA per ottenere le informazioni
necessarie alla decisione finale.
Gli impatti su cui focalizzare lo studio di VIA comprendono gli
impatti critici risultanti dalla fase di lavoro di cui al
precedente punto 1.
Le alternative su cui focalizzare lo studio di VIA sono le
alternative i cui impatti critici, individuati in base
allanalisi di cui al precedente punto 2, sono per numero e
rilevanza inferiori o confrontabili con quelli del progetto in
esame.
Le strutture operative devono, inoltre, definire il piano di
lavoro per la VIA, individuando:
- i dati che si devono utilizzare per lanalisi degli impatti;
- i metodi di stima e di valutazione degli impatti che si devono
applicare;
- la metodologia di indagine e di valutazione che si deve
applicare per effettuare il confronto tra gli impatti critici
esercitati rispettivamente dal progetto proposto e dalle
alternative individuate;
- la descrizione dei criteri da seguire per lindividuazione
delle misure di mitigazione e delle esigenze di monitoraggio;
- gli esperti e le organizzazioni che si devono consultare;
- i tempi e le risorse necessarie per lelaborazione dello studio
di impatto ambientale.
La definizione del piano di lavoro puo essere effettuata con
lausilio delle liste di controllo riportate nel seguito,
articolate secondo la struttura richiesta per lo studio di VIA:
1. Descrizione del progetto;
2. Descrizione dellambiente;
3. Analisi degli impatti;
4. Analisi delle alternative;
5. Misure di mitigazione;
6. Monitoraggio;
7. Aspetti metodologici e operativi.
Per ognuna delle voci riportate nelle liste di controllo, deve
essere indicata la rilevanza dellinformazione per il progetto
analizzato, e, qualora linformazione risulti rilevante, laddove
necessario, devono essere definiti i contenuti, le modalita e i
tempi di svolgimento delle relative indagini nellambito dello
studio di VIA, nonche le risorse da impiegare.
Gli esiti delle fasi di lavoro di cui ai punti 1, 2 e 3,
sintetizzati nella lista di controllo sopra riportata,
costituiscono il documento di cui allart. 12, comma 4, da
utilizzare per le valutazioni conseguenti dellAutorita
Competente.

continua


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