| DELIBERAZIONE GIUNTA REGIONALE 22GIUGNO 1998,N. 646
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| ISTRUZIONI TECNICHE PER LA PIANIFICAZIONE DEGLI IMPIANTI PER IL GIOCO DEL GOLF - L.R. 5/95. |
(B.U.R.T. 29 luglio 1998, n. 30)
continua
B) Gli elementi di compatibilità paesaggistico-ambientale
Sarà necessario distinguere prioritariamente
se la previsione del percorso golfistico ricade su
aree già strutturate e qualificate in termini
di paesaggio-ambiente o se ricada in aree degradate
cioè ove gli elementi paesaggistico ambientali
risultano fortemente compromessi o per problemi di
abbandono delle attività rurali o per interventi
antropici di sottrazione di risorse naturali.
Nel primo caso si tratterà quindi di un inserimento
all'interno di un sistema territoriale fortemente caratterizzato
e riconosciuto.
Gli interventi di realizzazione del Golf dovranno tenere
conto salvaguardandole e ricostruendo, laddove si riscontrano
elementi di deterioramento, le componenti tipiche del
paesaggio esistente e le loro forme di aggregazione
tipicamente consolidate: le strutture geomorfologiche,
le alberature ed i cespugliamenti, il disegno dei campi
e della rete idrografica, le opere di assestamento
del suolo ed ilrecupero del patrimonio edilizio esistente.
Si tratta, in sostanza, di riconoscere, salva del territorio
che hanno dato vita alla componente paesaggistico-ambientale
del luogo.
La disciplina urbanistica dovrà in sostanza richiedere
al "progetto" di impianto per il golf, l'analisi
delle componenti sopra descritte e la loro salvaguardia
e ricostituzione, nei casi di degrado, come elementi
fondamentali dell'inserimento paesaggistico-ambientale
del "percorso".
Maggiore libertà d'azione potrà essere
consentita dallo S.U. nel caso di aree degradate che
hanno perduto la loro fisionomia originaria anche per
l'opera di sottrazione di risorse naturali, o di aree
marginali ai sistemi insediativi in cui il degrado
e rappresentato dall'abbandono delle attività
originarie che spesso si configurano a carattere rurale.
Il processo di previsione-realizzazione dell'impianto
di golf potrà, in questo caso, servire alla
costruzione ex novo di un paesaggio e di un ambiente
fortemente caratterizzati dal "percorso"
golfistico, tenendo conto comunque dei criteri di cui
alla precedente lettera A punto 2.
Anche in questo caso si dovrà comunque tendere
a ricostruire un sistema di paesaggio che tenga conto
dei caratteri tipologici dei sistemi territoriali circostanti.
La struttura geomorfologica, le alberature ed i cespugliamenti,
il disegno delle aree a prato, la rete idrografica,
le opere di assestamento del suolo, l'eventuale recupero
del patrimonio esistente e le operazioni edilizie di
nuova realizzazione per la dotazione di attrezzature
per il "percorso" dovranno quindi essere
riprogettate tenendo conto dei caratteri originari
rilevabili nel sistema territoriale circostante.
1. I1 rapporto con il sistema regionale delle aree protette
La classificazione degli impianti di Golf, per i percorsi
omologati (9-18 o più buche) o per quelli inseriti
nell'ambito dei centri abitati è assimilabile
alla zona omogenea "F" attrezzature di interesse
generale", ai sensi del D.M. 1444/68. Per le particolarità
poi della strutturazione stessa dell'area di gioco
che utilizza quasi esclusivamente l'ambiente naturale
o rinaturalizzato l'impianto potrà essere assimilato alle zone omogenee "F-parchi".
Qualora l'impianto sia inserito nel territorio rurale
potrà essere classificato come zona agricola
sottoposta alla specifica disciplina di cui all'art.
1 comma 4 della L.R. 64/95 nel caso in cui si tratti
di tipologie riconducibili al campi pratica o ai campi
promozionali non omologati senza che ció richieda
modifica al sistema regionale delle aree protette (D.C.R.296/88).
Qualora un campo promozionale venga trasformato in un percorso omologato si dovrà provvedere a riclassificare
l'area interessata come zona "F" tramite
apposita variante allo strumento urbanistico comunale.
Tali destinazioni non appaiono quindi in contrasto con
il sistema regionale delle aree protette (D.C.R.296/88)
in quanto, proprio l'ambito di applicazione della disciplina
regionale, fa esplicito riferimento alle zone omogenee
"E" ed "F-parchi" contenute negli
strumenti urbanistici dei Comuni, almeno per quanto
riguarda le aree di tipo "a" non soggette
ai vincoli e prescrizioni di cui al capo I della stessa disciplina.
Tale tipologia di aree ricomprese nella D.C.R. 296/88
viene superata dalle proposte di Piano di Indirizzo
Territoriale assunto dalla G.R. ai sensi dell'art.
6 della L.R. 5/95 ed inviato al Consiglio per l'approvazione.
Il P.I.T. infatti pone tra le salvaguardie fino all'approvazione
dei piani strutturali dei Comuni le aree classificate
b, c, d del sistema regionale delle aree protette nonchè
le categorie di beni di particolare interesse ambientale
di cui al 5° e 7° comma dell'art. 82 del D.P.R. 616/77
Rispetto invece alla tipologia di aree b, c, d della
stessa D.C.R. 296/88, non sembra al momento esserci
possibilità di compatibilità della previsione
di tali realizzazioni in quanto queste appaiono in
contrasto con la "Disciplina d'uso delle risorse
e difesa del suolo" di cui all'art.9 che vieta
l'introduzione di nuovi assetti previa trasformazioni
morfologiche ambientali e vegetazionali, e con la "Disciplina
degli aspetti edilizi ed urbanistici" di cui all'art.
7. Deroghe possono esserci quando l'area interessata
dall'intervento, pur classificata b, c, d dalla stessa
D.C.R. 296/88, sia sconosciuta come area di degrado
e l'intervento, sia sostanzialmente teso al ripristino
dei valori paesaggistico-ambientali.
Va comunque ricordato che la disciplina introdotta dalla
D.C.R. 296/88 quale atto del Quadro Regionale di Coordinamento
Territoriale decade con l'approvazione dei Piani Territoriali
di Coordinamento delle Province (4° comma art.37 L.R.
5/95) e dei Piani Strutturali dei Comuni (di cui all'art.24
della L.R.5/95) i quali assumendo valore di piani paesistici
ai sensi della L.431/85, possono introdurre una diversa
disciplina territoriale anche per le suddette aree della
D.C.R.296/88.
C) Criteri per i P.T.C. delle Province
I compiti dei P T.C. delle Province in materia di impianti
ed attrezzature di interesse sovracomunale come un
percorso golfistico, appaiono riconducibili ai contenuti
dell'art. 16 4° comma della L.R.5/95.
In particolare alla lettera "c" del citato
4° comma dell'art. 16 della L.R. sul Governo del Territorio
è espressamente dichiarato che i P.T.C. contengono:
"prescrizioni, criteri ed ambiti localizzativi
in funzione della dotazione ... dei servizi di interesse
sovracomunale, nonchè della funzionalità
degli stessi in riferimento ai sistemi territoriali
ed alle possibilità di una loro trasformazione".
Quindi i P.T.C. possono rappresentare gli strumenti
per la programmazione dei percorsi di golf sul territorio
regionale, quali strutture utili anche ad indirizzare
e favorire lo sviluppo del turismo, diversificando
l'offerta turistica .
Gli strumenti di pianificazione territoriale delle province
potranno individuare ambiti territoriali idonei alla
formazione di veri e propri "circuitituristico-golfistici
sovracomunali.
Spetterà quindi ai P.T.C. delle Province definire
criteri generali per una corretta distribuzione sul
territorio della previsione degli impianti da attuare
tramite gli S.U. dei Comuni tenendo conto naturalmente
della rete degli impianti esistenti, secondo i seguenti
obiettivi generali:
- indirizzare e favorire lo sviluppo del turismo, anche
attraverso le realizzazioni di percorsi golfistici,
diversificando così l'offerta turistica che attualmente
è basata sostanzialmente sul patrimonio artistico ed ambientale;
- determinare una dotazione ottimale delle varie tipologie
degli impianti sul territorio provinciale dando priorità
alla realizzazione di quegli impianti che possono prefigurare
dei circuiti turistico-golfistici sovracomunali;
- determinare parametri di compatibilità con
il sistema delle aree protette e con altri eventuali
vincoli esistenti sul territorio;
- definire i rapporti con gli atti di pianificazione settoriali
regionali eprovinciali.
ALLEGATO "A"
Alcune specifiche tecniche per gli interventi sul patrimonio
edilizio esistente .
Per gli interventi sagli edifici esistenti, potranno
essere osservate le seguenti specifiche prescrizioni
tecniche relative alle modalità di realizzazione degli
interventi stessi :
- Negli interventi finalizzati alla eliminazione di
eventuali cedimenti delle fondazioni, al consolidamento
delle strutture murarie in elevazione, all'eliminazione
dell'umidità, dovranno essere adottate tecniche
compatibili con gli elementi di pregio da salvaguardare.
- La sostituzione di parti deteriorate di elementi strutturali
sottoposti a conservazione (come
scale interne, solai, ecc.) dovrà attuarsi mediante
materiali identici a quelli originari.
- Le scale esterne dovranno essere mantenute e/o ripristinate
con le tipiche caratteristiche di finitura.
- I solai sottoposti a conservazione dovranno essere
consolidati mediante l'uso di tecniche e materiali
che consentano il mantenimento delle caratteristiche decorative e formali originarie.
- Le coperture dovranno essere mantenute nelle forme,
dimensioni e materiali originari o tradizionali.
- I manti di copertura dovranno essere mantenuti e/o
ripristinati con i materiali tradizionali e con recupero
della maggior parte possibile del m ateri al e originario.
- I canali di gronda e i pluviali dovranno essere realizzati
in rame, in leghe di zinco con esclusione dei materiali plastici.
- I comignoli dovranno essere realizzati con forme e
materiali tradizionali, potranno essere prefabbricati
di cotto o di rame.
- Nel caso di edifici originariamente intonacati dovrà
essere ripristinata la finitura ad intonaco (con esclusione
di intonaci plastici e sintetici), e le coloriture
dovranno corrispondere a quelle tradizionali della zona.
- Nel caso di edifici originariamente a mattoni o pietre
a faccia vista dovranno essere mantenute le condizioni
originarie, cosÏ come dovranno essere mantenuti
o ripristinati gli elementi decorativi esterni (cornici
marcapiano, zoccolature, riquadraturedi aperture, ecc.).
- Gli infissi estreni dovranno essere in legno verniciato con colori tradizionali o al naturale.
- Il ripristino delle pavimentazioni esterne dovrà
awenire mediante lastronate tradizionali in pietraocotto.
- In generale le sistemazioni esterne di elementi di
arredo funzionale e decorativo, comprendente anche
gli elementi vegetazionali, dovranno essere, per quanto
possibile conservati o ripristinati nelle formetradizionali.
- Gli elementi e gli impianti tecnologici (isolamento
termico e acustico, impianti elettrici, idrici, di
climatizzazione, ecc.) dovranno essere inseriti con
modalità tali da non alterare le caratteristiche
architettoniche degli interni e comunque in modo tale
da incidere il meno possibile sulla struttura degli edifici.
- L'inserimento dei bagni dovrà avvenire mediante la destinazione d'uso di vani esistenti o la creazione di nuovi vani areati naturalmente o artificialmente La realizzazione di nuovi impianti o il rifacimento
di quelli preesistenti non dovranno comunque prevedere
colonne di scarico esterne.