Ordine degli Architetti di
Firenze e Prato

Commissione Normativa
in collaborazione con


(B.U.R.T. 29 luglio 1998, n. 30)

continua

B) Gli elementi di compatibilità paesaggistico-ambientale

Sarà necessario distinguere prioritariamente se la previsione del percorso golfistico ricade su aree già strutturate e qualificate in termini di paesaggio-ambiente o se ricada in aree degradate cioè ove gli elementi paesaggistico ambientali risultano fortemente compromessi o per problemi di abbandono delle attività rurali o per interventi antropici di sottrazione di risorse naturali.
Nel primo caso si tratterà quindi di un inserimento all'interno di un sistema territoriale fortemente caratterizzato e riconosciuto.
Gli interventi di realizzazione del Golf dovranno tenere conto salvaguardandole e ricostruendo, laddove si riscontrano elementi di deterioramento, le componenti tipiche del paesaggio esistente e le loro forme di aggregazione tipicamente consolidate: le strutture geomorfologiche, le alberature ed i cespugliamenti, il disegno dei campi e della rete idrografica, le opere di assestamento del suolo ed ilrecupero del patrimonio edilizio esistente.
Si tratta, in sostanza, di riconoscere, salva del territorio che hanno dato vita alla componente paesaggistico-ambientale del luogo.
La disciplina urbanistica dovrà in sostanza richiedere al "progetto" di impianto per il golf, l'analisi delle componenti sopra descritte e la loro salvaguardia e ricostituzione, nei casi di degrado, come elementi fondamentali dell'inserimento paesaggistico-ambientale del "percorso".
Maggiore libertà d'azione potrà essere consentita dallo S.U. nel caso di aree degradate che hanno perduto la loro fisionomia originaria anche per l'opera di sottrazione di risorse naturali, o di aree marginali ai sistemi insediativi in cui il degrado e rappresentato dall'abbandono delle attività originarie che spesso si configurano a carattere rurale. Il processo di previsione-realizzazione dell'impianto di golf potrà, in questo caso, servire alla costruzione ex novo di un paesaggio e di un ambiente fortemente caratterizzati dal "percorso" golfistico, tenendo conto comunque dei criteri di cui alla precedente lettera A punto 2.
Anche in questo caso si dovrà comunque tendere a ricostruire un sistema di paesaggio che tenga conto dei caratteri tipologici dei sistemi territoriali circostanti.
La struttura geomorfologica, le alberature ed i cespugliamenti, il disegno delle aree a prato, la rete idrografica, le opere di assestamento del suolo, l'eventuale recupero del patrimonio esistente e le operazioni edilizie di nuova realizzazione per la dotazione di attrezzature per il "percorso" dovranno quindi essere riprogettate tenendo conto dei caratteri originari rilevabili nel sistema territoriale circostante.

1. I1 rapporto con il sistema regionale delle aree protette
La classificazione degli impianti di Golf, per i percorsi omologati (9-18 o più buche) o per quelli inseriti nell'ambito dei centri abitati è assimilabile alla zona omogenea "F" attrezzature di interesse generale", ai sensi del D.M. 1444/68. Per le particolarità poi della strutturazione stessa dell'area di gioco che utilizza quasi esclusivamente l'ambiente naturale o rinaturalizzato l'impianto potrà essere assimilato alle zone omogenee "F-parchi".
Qualora l'impianto sia inserito nel territorio rurale potrà essere classificato come zona agricola sottoposta alla specifica disciplina di cui all'art. 1 comma 4 della L.R. 64/95 nel caso in cui si tratti di tipologie riconducibili al campi pratica o ai campi promozionali non omologati senza che ció richieda modifica al sistema regionale delle aree protette (D.C.R.296/88).
Qualora un campo promozionale venga trasformato in un percorso omologato si dovrà provvedere a riclassificare l'area interessata come zona "F" tramite apposita variante allo strumento urbanistico comunale.
Tali destinazioni non appaiono quindi in contrasto con il sistema regionale delle aree protette (D.C.R.296/88) in quanto, proprio l'ambito di applicazione della disciplina regionale, fa esplicito riferimento alle zone omogenee "E" ed "F-parchi" contenute negli strumenti urbanistici dei Comuni, almeno per quanto riguarda le aree di tipo "a" non soggette ai vincoli e prescrizioni di cui al capo I della stessa disciplina.
Tale tipologia di aree ricomprese nella D.C.R. 296/88 viene superata dalle proposte di Piano di Indirizzo Territoriale assunto dalla G.R. ai sensi dell'art. 6 della L.R. 5/95 ed inviato al Consiglio per l'approvazione.
Il P.I.T. infatti pone tra le salvaguardie fino all'approvazione dei piani strutturali dei Comuni le aree classificate b, c, d del sistema regionale delle aree protette nonchè le categorie di beni di particolare interesse ambientale di cui al 5° e 7° comma dell'art. 82 del D.P.R. 616/77
Rispetto invece alla tipologia di aree b, c, d della stessa D.C.R. 296/88, non sembra al momento esserci possibilità di compatibilità della previsione di tali realizzazioni in quanto queste appaiono in contrasto con la "Disciplina d'uso delle risorse e difesa del suolo" di cui all'art.9 che vieta l'introduzione di nuovi assetti previa trasformazioni morfologiche ambientali e vegetazionali, e con la "Disciplina degli aspetti edilizi ed urbanistici" di cui all'art. 7. Deroghe possono esserci quando l'area interessata dall'intervento, pur classificata b, c, d dalla stessa D.C.R. 296/88, sia sconosciuta come area di degrado e l'intervento, sia sostanzialmente teso al ripristino dei valori paesaggistico-ambientali.
Va comunque ricordato che la disciplina introdotta dalla D.C.R. 296/88 quale atto del Quadro Regionale di Coordinamento Territoriale decade con l'approvazione dei Piani Territoriali di Coordinamento delle Province (4° comma art.37 L.R. 5/95) e dei Piani Strutturali dei Comuni (di cui all'art.24 della L.R.5/95) i quali assumendo valore di piani paesistici ai sensi della L.431/85, possono introdurre una diversa disciplina territoriale anche per le suddette aree della D.C.R.296/88.

C) Criteri per i P.T.C. delle Province

I compiti dei P T.C. delle Province in materia di impianti ed attrezzature di interesse sovracomunale come un percorso golfistico, appaiono riconducibili ai contenuti dell'art. 16 4° comma della L.R.5/95.
In particolare alla lettera "c" del citato 4° comma dell'art. 16 della L.R. sul Governo del Territorio è espressamente dichiarato che i P.T.C. contengono: "prescrizioni, criteri ed ambiti localizzativi in funzione della dotazione ... dei servizi di interesse sovracomunale, nonchè della funzionalità degli stessi in riferimento ai sistemi territoriali ed alle possibilità di una loro trasformazione".
Quindi i P.T.C. possono rappresentare gli strumenti per la programmazione dei percorsi di golf sul territorio regionale, quali strutture utili anche ad indirizzare e favorire lo sviluppo del turismo, diversificando l'offerta turistica .
Gli strumenti di pianificazione territoriale delle province potranno individuare ambiti territoriali idonei alla formazione di veri e propri "circuitituristico-golfistici sovracomunali.
Spetterà quindi ai P.T.C. delle Province definire criteri generali per una corretta distribuzione sul territorio della previsione degli impianti da attuare tramite gli S.U. dei Comuni tenendo conto naturalmente della rete degli impianti esistenti, secondo i seguenti obiettivi generali:
- indirizzare e favorire lo sviluppo del turismo, anche attraverso le realizzazioni di percorsi golfistici, diversificando così l'offerta turistica che attualmente è basata sostanzialmente sul patrimonio artistico ed ambientale;
- determinare una dotazione ottimale delle varie tipologie degli impianti sul territorio provinciale dando priorità alla realizzazione di quegli impianti che possono prefigurare dei circuiti turistico-golfistici sovracomunali;
- determinare parametri di compatibilità con il sistema delle aree protette e con altri eventuali vincoli esistenti sul territorio;
- definire i rapporti con gli atti di pianificazione settoriali regionali eprovinciali.

ALLEGATO "A"

Alcune specifiche tecniche per gli interventi sul patrimonio edilizio esistente .
Per gli interventi sagli edifici esistenti, potranno essere osservate le seguenti specifiche prescrizioni tecniche relative alle modalità di realizzazione degli interventi stessi :
- Negli interventi finalizzati alla eliminazione di eventuali cedimenti delle fondazioni, al consolidamento delle strutture murarie in elevazione, all'eliminazione dell'umidità, dovranno essere adottate tecniche compatibili con gli elementi di pregio da salvaguardare.
- La sostituzione di parti deteriorate di elementi strutturali sottoposti a conservazione (come
scale interne, solai, ecc.) dovrà attuarsi mediante materiali identici a quelli originari.
- Le scale esterne dovranno essere mantenute e/o ripristinate con le tipiche caratteristiche di finitura.
- I solai sottoposti a conservazione dovranno essere consolidati mediante l'uso di tecniche e materiali che consentano il mantenimento delle caratteristiche decorative e formali originarie.
- Le coperture dovranno essere mantenute nelle forme, dimensioni e materiali originari o tradizionali.
- I manti di copertura dovranno essere mantenuti e/o ripristinati con i materiali tradizionali e con recupero della maggior parte possibile del m ateri al e originario.
- I canali di gronda e i pluviali dovranno essere realizzati in rame, in leghe di zinco con esclusione dei materiali plastici.
- I comignoli dovranno essere realizzati con forme e materiali tradizionali, potranno essere prefabbricati di cotto o di rame.
- Nel caso di edifici originariamente intonacati dovrà essere ripristinata la finitura ad intonaco (con esclusione di intonaci plastici e sintetici), e le coloriture dovranno corrispondere a quelle tradizionali della zona.
- Nel caso di edifici originariamente a mattoni o pietre a faccia vista dovranno essere mantenute le condizioni originarie, cosÏ come dovranno essere mantenuti o ripristinati gli elementi decorativi esterni (cornici marcapiano, zoccolature, riquadraturedi aperture, ecc.).
- Gli infissi estreni dovranno essere in legno verniciato con colori tradizionali o al naturale.
- Il ripristino delle pavimentazioni esterne dovrà awenire mediante lastronate tradizionali in pietraocotto.
- In generale le sistemazioni esterne di elementi di arredo funzionale e decorativo, comprendente anche gli elementi vegetazionali, dovranno essere, per quanto possibile conservati o ripristinati nelle formetradizionali.
- Gli elementi e gli impianti tecnologici (isolamento termico e acustico, impianti elettrici, idrici, di climatizzazione, ecc.) dovranno essere inseriti con modalità tali da non alterare le caratteristiche architettoniche degli interni e comunque in modo tale da incidere il meno possibile sulla struttura degli edifici.
- L'inserimento dei bagni dovrà avvenire mediante la destinazione d'uso di vani esistenti o la creazione di nuovi vani areati naturalmente o artificialmente La realizzazione di nuovi impianti o il rifacimento di quelli preesistenti non dovranno comunque prevedere colonne di scarico esterne.

DELIBERAZIONE GIUNTA REGIONALE 22GIUGNO 1998,N. 646
ISTRUZIONI TECNICHE PER LA PIANIFICAZIONE DEGLI IMPIANTI PER IL GIOCO DEL GOLF - L.R. 5/95.


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