| DELIBERAZIONE GIUNTA REGIONALE 22 GIUGNO 1998, N. 646
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| ISTRUZIONI TECNICHE PER LA PIANIFICAZIONE DEGLI IMPIANTI PER IL GIOCO DEL GOLF - L.R. 5/95. |
(B.U.R.T. 29 luglio 1998, n. 30)
La Giunta DELIBERA
1. di approvare, ai sensi dell'art. 13 della L.R. 5/95,
le Istruzioni Tecniche allegate, quale parte integrante
e sostanziale alla presente deliberazione, per la pianificazione
degli impianti per il gioco del golf;
2. di pubblicare, ai sensi della L.R. 9/95, il presente
provvedimento, in quanto conclusivo del procedimento
amministrativo regionale. In ragione del particolare
rilievo del provvedimento, che per il suo contenuto
deve essere portato alla piena conoscenza della generalità
dei cittadini, se ne dispone la pubblicazione per intero
sul Bollettino Ufficiale della Regione Toscana ai sensi
dell'art.2, comma 3 della L.R. 18/96.
ALLEGATO
ISTRUZIONI TECNICHE PER LA PIANIFICAZIONE DEGLI IMPIANTI
PER IL GIOCO DEL GOLF
Relazione
Istituzione del Gruppo Interdipartimentale
(omissis)
Le Istruzioni Tecniche
La legge regionale "Norme per il governo del territorio"
individua come questi provvedimenti, siano rivolti al
miglioramento della qualità tecnica degli atti
di pianificazione territoriale e quindi favoriscano
l'efficacia dell'azione amministrativa. Le Istruzioni
concorrono anche alla formazione del Sistema
Informativo Territoriale cioè al riferimento
conoscitivo fondamentale per la definizione degli atti
di governo del territorio e per la verifica degli effetti
che gli stessi atti producono sul territorio della
Regione. Tali atti di competenza della G.R. disciplinano
in particolare i criteri e le modalità tecniche:
a) per il rilevamento, l'analisi e la restituzione dello
stato delle risorse territoriali;
b) per la valutazione e verifica degli atti di programmazione
e pianificazione territoriale nonché regolamenti
edilizi di competenza degli Enti Locali;
c) per il perseguimento, nel regolamenti edilizi, delle
finalità della presente legge nella scelta dei
materiali e delle tecnologie edilizie con particolare
riferimento al valori paesaggistici e ambientali.
Lo strumento di pianificazione a cui si rivolgono essenzialmente
le Istruzioni Tecniche per la pianificazione degli
impianti per il gioco del Golf, è rappresentato
dal P.R.G. del Comune ed in particolare dal Piano Strutturale.
Spetterà quindi al Piano Strutturale del Comune,
per una corretta localizzazione e disciplina delle
trasformazioni territoriali, che la realizzazione di tali impianti comporta:
- la determinazione del bacino di utenza rispetto alla tipologia degli impianti;
- la determinazione dei caratteri morfologici e paesaggistici dei luoghi;
- la verifica del bilancio idraulico necessario al mantenimento delle superfici di gioco;
- le attrezzature necessarie e gli interventi sul patrimonio edilizio esistente.
Le I.T. individuano 3 tipologie di impianti per il gioco
del Golf: campi per pratica, campi promozionali, percorsi
golfistici omologati.
Ove i campi pratica sono semplici attrezzature da programmare
all'interno delle aree fortemente insediate e sono
finalizzate alla pratica quotidiana dell'attività
e sono quindi facilmente accessibili dagli insediamenti
e dai luoghi di lavoro; i campi promozionali sono attrezzature
dalle a 3 alle 8 buche e sono da programmare ai fini
dell'apprendimento della pratica sportiva e della diffusione
sul territorio, possibilmente localizzati in aree suscettibili
di ampliamenti, mentre i percorsi omologati da 9 a
18 buche o più sono gli impianti golfistici
veri e propri finalizzati anche alle attività
di gara da programmare all'interno dei cosiddetti circuiti
turistici.
Le Istruzioni Tecniche individuano poi i criteri affinché
la disciplina urbanistica dello strumento comunale
definisca il corretto inserimento degli impianti nel
territorio e nell'ambiente tenendo conto delle componenti
tipiche del paesaggio toscano richiedendo al "progetto"
prima ed alla realizzazione poi, l'analisi e la salvaguardia
di tali componenti, nonché la loro ricostituzione
nei casi di degrado.
Saranno oggetto di tale disciplina, la struttura geomorfologica,
le alberature ed i cespugliamenti, il disegno dei campi
e della rete idrografica, le opere di assestamento
del suolo, il patrimonio edilizio esistente e le operazioni
edilizie di nuova realizzazione per la dotazione delle
attrezzature necessarie che dovranno essere riprogettate
secondo le caratteristiche morfologico-architettoniche
tipiche dei luoghi.
Le I.T. individuano inoltre criteri a riguardo del rapporto
tra attività golfistiche e territorio rurale
rispetto ai contenuti della L.R. 64/95 e successive
modificazioni ed integrazioni, cioè rispetto
alla disciplina degli interventi di trasformazione
urbanistica ed edilizia nelle zone con prevalente funzione
agricola.
Infatti tra le finalità della legge regionale
vi è quella dello sviluppo e della valorizzazione
dell'economia agricola anche mediante la previsione
di attività connesse ed integrative ma compatibili
con la tutela e l'utilizzazione delle risorse dei territori
rurali, riconoscendo a queste attività, capacità
di salvaguardia e tutela ambientale del territorio.
Il gioco del Golf, attraverso la realizzazione di campi
pratica e campi promozionali, potrebbe quindi rappresentare,
se inserito all'interno di aziende agricole, un'attività
con caratteri turistico-ricettivi, utile all'integrazione
dell'attività agricola stessa, all'agriturismo
ed al turismo rurale coerente con i principi generali
di valorizzazione delle risorse territoriali e di mantenimento
della presenza umana quale presidio dell'ambiente e
del territorio.
Le I.T. impartiscono poi criteri per la determinazione,
delle caratteristiche morfologiche paesaggistiche ed
ambientali dei luoghi, ponendo quale obiettivo generale
il contenimento delle aree soggette a trasformazione
territoriale al fine di:
-salvaguardare il paesaggio e l'ambiente;
-ridurre i costi di realizzazione;
- ridurre i costi di gestione riducendo le aree a altissima manutenzione .
Infatti se la realizzazione di un percorso di golf (9-18
o più buche) ha costi di realizzazione relativamente
alti, i costi di gestione in virtù delle necessità
manutentive dei manti erbosi possono risultare difficilmente
sostenibili per i campi non correttamente realizzati.
I costi di gestione si riversano inevitabilmente sull'utenza
rendendo questa attività sportiva, che può
essere praticata a tutte le età, inutilmente
selettiva.
I criteri contenuti nelle I.T si incontrano sulla necessità
di definire le modalità disciplinari rivolte
a minimizzare gli eventuali effetti negativi indotti
dalla realizzazione degli impianti, come la localizzazione
delle aree potenzialmente idonee ad ospitare gli impianti,
il consumo di acqua, la necessità di individuare e specificare gli interventi per l'utilizzazione del patrimonio edilizio esistente (spesso
abbandonato ma di rilevante qualità architettonica)
e le destinazioni d'uso da ammettere ai fini della realizzazione degli impianti.
Tra gli elementi di compatibilità paesaggistico-ambientale
vengono definiti poi i rapporti tra gli impianti per
il golf ed il "Sistema regionale delle aree Protette"
in quanto atto del Quadro Regionale di Coordinamento
Territoriale tutt'oggi vigente.
I contenuti delle I.T. elaborati dalla Commissione stabiliscono,
pur in via transitoria, in attesa dei P.T.C. delle
Province, la compatibilità tra le diverse tipologle
di aree del sistema regionale delle aree protette determinando
criteri di classificazione degli impianti per il Golf
ai fini della disciplina urbanistica tali da rendere
compatibili nella gran parte delle casistiche esaminate,
con tale atto regionale di salvaguardia paesaggistico-ambientale.
Le disposizioni regionali contenute nelle Istruzioni
Tecniche attribuiscono quindi, a questo strumento
di pianificazione territoriale, un ruolo rilevante
nella determinazione di ambiti localizzativi degli
impianti sul territorio della provincia individuando
criteri per la programmazione dei percorsi golfistici
omologati in funzione anche delle attività turistiche
finalizzati alla formazione di veri e propri circuiti
turistico-golfistici.
Con la presentazione delle I.T alla G R. il Gruppo
di Lavoro Interdipartimentale la di fatto concluso
il lavoro r aggiungendo sostanzialmente l'obiettivo per il quale era stato costituito.
Il Gruppo di Lavoro rimane comunque a disposizione della
G.R. quale struttura tecnica di consulenza per eventuali
specifiche richieste per la valutazione di previsioni
o realizzazioni di impianti per il gioco del Golf e
per ogni altra iniziativa che la G. R. volesse predisporre
e in materia.
PIANIFICAZIONE DEGLI IMPIANTI PER ILGIOCO DEL GOLF
ISTRUZIONI TECNICHE - L.R. 5/95
Le Istruzioni Tecniche sono redatte con la finalità
di stabilire criteri, parametri e contenuti per la
pianificazione territoriale rispetto alla programmazione
di impianti ed attrezzature per il gioco del Golf.
Infatti dall'analisi della situazione attuale del Golf
in Toscana, e dallo stato delle previsioni, sono rilevabili
molte iniziative che necessitano di un'adeguata strumentazione
urbanistica utile ad una corretta previsione e diffusione
sul territorio di una attività sportiva che è
adeguata a qualsiasi età e viene praticata in un ambiente
naturale.
Le motivazioni che sottendono all'azione della Regione
per la predisposizione delle Istruzioni Tecniche, oltre
a quelle di collaborazione con gli Enti Locali preposti
al governo del territorio, sono dettate dalle seguenti
necessità generali:
- indirizzare l'azione dei Comuni e delle Province per
una corretta localizzazione e disciplina delle trasformazioni
territoriali legate alla realizzazione di impianti per il gioco del golf;
- stabilire condizioni per garantire la effettiva realizzazione
degli interventi, nonché una adeguata dotazione
di standard indispensabili per l'attuazione e la fruibilità degli impianti stessi;
- definire gli elementi per contenere l'eventuale impatto
ambientale degli interventi e limitarne i possibili
riflessi negativi che possono ripercuotersi a breve
e lungo termine nell'ambiente e nel paesaggio stesso;
- definire gli elementi per previsioni che, tramite
la realizzazione del golf, possano concorrere prioritariamente
al recupero ed alla valorizzazione di aree degradate,
dei territori abbandonati ed al recupero del patrimonio edilizio
esistente.
Le presenti istruzioni tecniche sono redatte ai sensi
dell'art 13 della L.R. 5/95 e sono finalizzate ad una
migliore qualità tecnica degli atti di pianificazione
urbanistica e programmazione territoriale, sono indirizzate
agli strumenti di pianificazione territoriale ai fini
della localizzazione degli impianti per il Golf, alla
relativa disciplina territoriale, per le trasformazioni
morfologiche necessari e alla realizzazione degli stessi.
In particolare le I.T. stabiliscono:
A) i criteri per la localizzazione, negli strumenti
di pianificazione territoriale comunali, delle aree
potenzialmente idonee ad ospitare gli impianti per
il gioco del golf, nonché i criteri per la fattibilità
degli interventi;
B) gli elementi di compatibilità paesaggistico-ambientale
da osservarsi nella redazione degli strumenti di pianificazione
territoriale comunale preordinati alla realizzazione
degli stessi, con particolare riferimento al sistema
regionale delle aree protette;
C) criteri per i piani territoriali di coordinamento delle Province.
A) Criteri generali per la localizzazione degli impianti e per la fattibilità degli interventi
La necessità di predisporre criteri di supporto
ed indirizzo per la predisposizione della disciplina
per gli strumenti di pianificazione territoriale, si
fonda prioritariamente sulla necessità di stabilire
adeguate localizzazioni degli impianti negli strumenti
urbanistici comunali che spesso risultano problematiche
rispetto alle caratteristiche morfologico-insediative
del territorio oggetto della previsione stessa. Tali
criteri possono essere riassunti in:
1. determinazione del bacino di utenza rispetto alla
tipologia dell'impianto che si prevede di realizzare;
2. determinazione dei caratteri morfologici e paesaggistici
dei luoghi ove si prevede di realizzare l'impianto;
3. verifica del bilancio idraulico necessario al mantenimento dell'impianto;
4. verifica delle attrezzature necessarie e degli interventi
sul patrimonio edilizio esistente.
Tali criteri generali a cui dovrà attenersi la
strumentazione urbanistica dei Comuni vengono di seguito
così specificati :
1. La determinazione del bacino di utenza andrà
effettuata rispetto alla loro tipologia, alla popolazione
residente, al flusso turistico, nonché alla
presenza nei Comuni limitrofi di altri impianti.
1.1. Le tipologie degli impianti
Le tipologie degli impianti potranno essere ricondotte
alla seguente classificazione generale:
a) campi per pratica
b) campi promozionali
c) percorsi goltistici omologati (9-18 buche o più)
a) Campi pratica: da programmare all'interno delle aree
fortemente insediate come attrezzature rivolte alla
pratica quotidiana dell'attività quindi facilmente
raggiungibili dagli insediamenti e dai luoghi di Iavoro.
Si tratta infatti di impianti golfistici da localizzare
su aree limitate e con servizi ed attrezzature ridotte
al minimo indispensabile, e quindi programmabili anche
come attrezzature di servizio a supporto delle attività
agrituristiche e del turismo rurale.
Sono dotati di un campo di almeno ml. 60 di larghezza
per ml. 200 di lunghezza, opportunamente recintati.
Sono pertanto sufficienti limitati terreni pianeggianti
di almeno 2 ha completamente aperti al pubblico.
Possono essere localizzati nelle città all'interno
dei parchi, delle aree a verde pubblico attrezzato,
oppure limitrofi ad altre aree sportive.
La loro localizzazione dovrà essere caratterizzata da facile accessibilità.
b) Campi promozionali: sono da privilegiare per attività
di diffusione ed apprendimento della pratica sportiva.
Possono essere complementari rispetto ai percorsi golfistici
omologati.
Sono campi con un minimo di 3 buche ed un massimo di
9 oltre ad un campo pratica con misure minime di ml.
60 x 200 e sono necessarie aree dai 5 ai 25 ha (in
caso di 3 buche consigliabile 1 par.3,2 par.4).
Detti campi promozionali dovranno comunque avere le
caratteristiche previste dai regolamenti e statuti
della Federazione Italiana Golf (F.I.G.).
- Sono consigliabili terreni pianeggianti oppure ove
necessitino pochi movimenti di terra per realizzare
l'impianto, e terreni che comportino poca manutenzione.
Possono pertanto essere programmati, almeno per i campi
di dimensioni non omologabili, anche come attrezzature
di servizio e supporto delle attività agrituristiche
e del turismo rurale.
- Sono da localizzarsi preferibilmente in vicinanza
ad altri impianti sportivi in modo da garantire elementi
di sinergia nella gestione. Dovranno avere caratteristiche
rivolte anche all'approfondimento della pratica sportiva
(campi scuola).
- E' opportuno individuare aree ove è possibile
poter potenziare l'impianto in caso di sviluppo dell'utenza
nel tempo in modo che lo stesso possa essere eventualmente
trasformato in un percorso omologato di minimo 9 buche
corrispondenti ai regolamenti specifici della F.I.G.
c) Percorsi golfistici omologati: sono i classici campi
da golf di 9, 18 o più buche multipli di 9 misurati
e certificati secondo gli standard della F.I.G. Sono
da programmare all'interno di circuiti turistici in
modo da poter costituire elementi di attrazione anche
per queste tipologie di attività.
Andranno favoriti quelli di completamento o all'interno
di circuiti golfistici di almeno 4 campi a 18 buche esistenti o
in corso di programmazione.
Tale classificazione andrà poi articolata secondo
le principali tipologie di gestione suddivise tra "campi
privati" (circoli) e campi aperti al pubblico.
Nella localizzazione va comunque tenuto conto della
capienza di giocatori che per un campo di 18 buche
aperto al pubblico nell'arco di una giornata è
mediamente di 200 persone e nell'arco dell'anno di
circa 50.000.
2. La determinazione delle caratteristiche morfologiche
paesaggistiche ed ambientali dei luoghi andrà
effettuata tenendo conto di parametri geologici, fisici,
idrogeologici ed idrografici.
- per la realizzazione delle diverse tipologie di impianti
ed in relazione alla diversa morfologia dei terreni,
come indicato al precedente punto 1, sono necessari
circa 2 ha (minimi) per i campi pratica, dai 5 ai 25
ha per i campi promozionali (non omologati) dai 25
agli 80 ha per i percorsa golfistici omologati (9-18
buche);
- risultano ottimali i terreni ondalati e buoni quelli
pianeggianti, sono invece da escludersi anche per gli
ingenti movimenti di terra che incidono in modo negativo
sulla morfologia dei luoghi e sulla economicità
dell'operazione, terreni con forti pendenze; così
come sono da evitare terreni paludosi;
- risultano ottimali i terreni che garantiscono la massima
permeabilità, sono di norma da evitare i terreni
con elevata presenza di rocce.
Obiettivo generale di ogni realizzazione di percorsi
golfistici dovrà essere il contenimento della
movimentazione dei terreni e della necessità
di riduzione delle future manutenzioni, sia che l'inserimento
del percorso avvenga in aree caratterizzate da elevata
qualità paesaggistico-ambientale nelle quali
bisognerà ridurre al minimo le operazioni costruttive,
sia che l'inserimento avvenga in aree degradate nelle
quali la "ricostruzione" dell'ambiente dovrebbe
essere effettuata programmando ampie zone di "incolto
naturale" a manutenzione bassa o nulla.
Per entrambi i casi sarà necessario che le discipline
urbanistiche indirizzino la realizzazione degli impianti
per il gioco del golf secondo i parametri di riferimento
riportati nell'allegata tabella:
(omissis)
3. La determinazione del bilancio idrico necessario
al mantenimento dei "tees" o dei "green"
e del campo in generale che andrà effettuata
tenendo conto che sono necessari per un percorso di
18 buche che occupa 60-80 ha di terreno di cui solo
15-20 ha da irrigare di media, circa 100.000 mc/anno
con picchi intorno a 24.000mc./mese per luglio ed agosto.
I fattori che determinano il fabbisogno idrico possono essere riassunti nei seguenti:
a) fattori climatici, fattori morfologici e relativi all'esposizione che possono determinare la necessità di prevedere bacini di raccolta in cui convogliare
le risorse naturali presenti in un determinato territorio,
compreso il recupero dell'acqua risultante dopo gli
interventi di irrigazione del percorso stesso;
b) fattori pedologici e fattori legati all'autotraspirazione
che possono determinare le tecniche costruttive dell'impianto
e dei tappeti erbosi in misura tale da poter incidere
sostanzialmente sul fabbisogno idrico;
c) fattori legati alle scelte progettuali quali pendenze,
organizzazione dell'irrigazione, la dislocazione di
ostacoli d'acqua che possono influire sulla capacità
complessiva di stoccaggio, di scelta e selezione delle
essenze che incidono sostanzialmente nella determinazione dei consumi idrici;
d) fattori legati all'inserimento ambientale ed alla
realizzazione dell'impianto tenendo conto che, rispetto
alle colture agrarie, il tappeto erboso determina un
effetto stabilizzante del suolo, riducendo notevolmente
l'erosione superficiale e migliorandolo stato superficiale dei
terreni.
La realizzazione determina inoltre un aumento delle
capacità di assorbimento dei terreni e di rallentamento
dello scorrimento superficiale.
Per le considerazioni sopra espresse sarà necessario
che le normative urbanistiche disciplinino la realizzazione
degli impianti per il gioco del golf prevedendo specifiche
verifiche delle disponibilità idriche, rispetto alla
quantità richiesta per le diverse tipologie di impianti,
della circolazione idrologica relativa agli impianti
di irrigazione, della percolazione e drenaggio ed eventuale
recupero di risorse attraverso specifici stoccaggi
compreso l'eventuale impiego di acque reflue adeguatamente
trattate.
4. Individuazione delle attrezzature necessarie e gli
interventi sul patrimonio edilizio esistente.
Per determinare la necessità di volumetrie edificabili
o edificate gli impianti da golf possono essere distinti in:
1. impianti localizzati in ambiti già attrezzati per
soddisfare le esigente ricettive in atto ero indotte.
2. impianti localizzati lontano da strutture ricettive
(in ambiti con attrezzature turistiche non sufficienti
o inadeguate per garantirne un'autonoma gestione),
che possono svolgere anche funzioni di richiamo turistico
e di soggiorno.
Per i primi la necessità volumetrica è determinata
dalla struttura della club-house (5-6.000 mc) e da gli stessi tecnici (depositi materiali ed attrezzi, impianti tecnici, ecc., con una volumetria funzionale alla destinazione d'uso).
Per i secondi, oltre alle volumetrie necessarie per
detti locali e strutture, potrà essere individuata
una ulteriore volumetria con destinazione turistico-ricettiva
commisurata alle effettive specifiche necessità.
In entrambi i casi occorrerà comunque privilegiare
le soluzioni rivolte all'utilizzazione, per le volumetrie
complessive necessarie, del patrimonio edilizio esistente
e prevedere nuove edificazioni soltanto dopo aver dimostrato
l'impossibilità del recupero e della riqualificazione
dell'esistente, in applicazione dei principi generali
di cui all'art.5 della L.R.5/95.
4.1.Interventi sul patrimonio edilizio esistente.
Trattandosi in generale di edifici localizzati in aree
con prevalente funzione agricola, occorre richiamare
gli interventi e le procedure di cui alla L.R. 64/95
per il mutamento delle destinazione d'uso (art. 5ter),
varianti agli strumenti urbanistici (art. 1 4° comma),
programmi di miglioramento agricolo ambientale (art.4).
Per quanto riguarda il riuso del patrimonio edilizio
esistente interventi diversi da quelli già definiti
dallo strumento urbanistico generale comunale potranno
essere ammessi mediante variante allo strumento urbanistico
stesso, ai sensi della L.R.64/95O ai sensi della L.R.59/80.
La variante, anche attraverso l'individuazione di apposita
normativa, in applicazione dei criteri di cui alla
L.R. 59/80 dovràcontenere o definire:
a) analisi dei singoli edifici mediante compilazione
di una scheda descrittiva dei caratteri storici, architettonici,
planovolumetrici degli stessi, corredata di adeguata
documentazione iconografica (eventuali rilievi, riproduzioni
storiche, fotografie e quanto altro ritenuto necessario);
b) schedatura dei singoli edifici e dei relativi resede
comprendente gli elementi di progetto e l'indicazione
delle funzioni previste nonchè la specificità
degli interventi ammessi in rapporto ai caratteri degli
edifici stessi, a questo proposito vengono raccomandate
alcune specifiche tecniche allegate alle presenti Istruzioni
(Allegato A) ;
b.1. in corrispondenza di ogni funzione dovranno essere
indicate le relative dotazioni di parcheggi e eventuali
spazi pubblici, da realizzare mediante soluzioni progettuali
che non comportino alterazioni ambientali dei luoghi;
b.2. per gli edifici, o per parti di essi, nei quali
non siano riconosciuti i caratteri storici, architettonici,
ambientali, potranno essere ammesse demolizioni di
superfetazioni, eventuali ampliamenti (da definire
nelle schede in maniera congrua in ragione del reale
fabbisogno quantitativo), eventuali aggiunte organiche
rispetto all'impianto esistente;
c) dovrà essere garantita la permeabilità pedonale,
secondo ambiti o percorsi guidati, e l'accessibilità
anche meccanizzata con viabilità che dovrà essere
definita privilegiando il recupero delle eventuali esistenti percorrenze carraie e dei sentieri;
d) dovranno essere individuati gli eventuali elementi
ambientali, di arredo pertinenziale od altri manufatti
da salvaguardare (fonti, cisterne, pozzi, tabernacoli,
scalinate, muraglioni, cinte murarie, sottopassi, ecc.)
per i quali saranno ammessi tutti gli interventi tesi
alla loro tutela e valorizzazione.
4.2 Nuove costruzioni
Qualora sia dimostrata l'impossibilità di poter riutilizzare
l'edificato esistente, le nuove costruzioni dovranno
essere realizzate con criteri che minimizzino l'impatto
ambientale, localizzate in maniera tale da richiedere
il minimo grado di infrastrutturazione e con criteri
ed uso di materiali tali da renderle conformi alle
caratteristiche tipologiche ed architettoniche prevalenti
nel contesto in cui si inseriscono.
In particolare, per le finiture esterne, le coperture,
i materiali e i colori dei fronti occorrerà comunque
fare riferimento alle forme ed ai caratteri architettonici tradizionali.
continua