Ordine degli Architetti di
Firenze e Prato

Commissione Normativa
in collaborazione con


(B.U.R.T. 29 luglio 1998, n. 30)

La Giunta DELIBERA

1. di approvare, ai sensi dell'art. 13 della L.R. 5/95, le Istruzioni Tecniche allegate, quale parte integrante e sostanziale alla presente deliberazione, per la pianificazione degli impianti per il gioco del golf;
2. di pubblicare, ai sensi della L.R. 9/95, il presente provvedimento, in quanto conclusivo del procedimento amministrativo regionale. In ragione del particolare rilievo del provvedimento, che per il suo contenuto deve essere portato alla piena conoscenza della generalità dei cittadini, se ne dispone la pubblicazione per intero sul Bollettino Ufficiale della Regione Toscana ai sensi dell'art.2, comma 3 della L.R. 18/96.

ALLEGATO

ISTRUZIONI TECNICHE PER LA PIANIFICAZIONE DEGLI IMPIANTI PER IL GIOCO DEL GOLF

Relazione
Istituzione del Gruppo Interdipartimentale

(omissis)

Le Istruzioni Tecniche

La legge regionale "Norme per il governo del territorio" individua come questi provvedimenti, siano rivolti al miglioramento della qualità tecnica degli atti di pianificazione territoriale e quindi favoriscano l'efficacia dell'azione amministrativa. Le Istruzioni concorrono anche alla formazione del Sistema Informativo Territoriale cioè al riferimento conoscitivo fondamentale per la definizione degli atti di governo del territorio e per la verifica degli effetti che gli stessi atti producono sul territorio della Regione. Tali atti di competenza della G.R. disciplinano in particolare i criteri e le modalità tecniche:
a) per il rilevamento, l'analisi e la restituzione dello stato delle risorse territoriali;
b) per la valutazione e verifica degli atti di programmazione e pianificazione territoriale nonché regolamenti edilizi di competenza degli Enti Locali;
c) per il perseguimento, nel regolamenti edilizi, delle finalità della presente legge nella scelta dei materiali e delle tecnologie edilizie con particolare riferimento al valori paesaggistici e ambientali.
Lo strumento di pianificazione a cui si rivolgono essenzialmente le Istruzioni Tecniche per la pianificazione degli impianti per il gioco del Golf, è rappresentato dal P.R.G. del Comune ed in particolare dal Piano Strutturale.
Spetterà quindi al Piano Strutturale del Comune, per una corretta localizzazione e disciplina delle trasformazioni territoriali, che la realizzazione di tali impianti comporta:
- la determinazione del bacino di utenza rispetto alla tipologia degli impianti;
- la determinazione dei caratteri morfologici e paesaggistici dei luoghi;
- la verifica del bilancio idraulico necessario al mantenimento delle superfici di gioco;
- le attrezzature necessarie e gli interventi sul patrimonio edilizio esistente.
Le I.T. individuano 3 tipologie di impianti per il gioco del Golf: campi per pratica, campi promozionali, percorsi golfistici omologati.
Ove i campi pratica sono semplici attrezzature da programmare all'interno delle aree fortemente insediate e sono finalizzate alla pratica quotidiana dell'attività e sono quindi facilmente accessibili dagli insediamenti e dai luoghi di lavoro; i campi promozionali sono attrezzature dalle a 3 alle 8 buche e sono da programmare ai fini dell'apprendimento della pratica sportiva e della diffusione sul territorio, possibilmente localizzati in aree suscettibili di ampliamenti, mentre i percorsi omologati da 9 a 18 buche o più sono gli impianti golfistici veri e propri finalizzati anche alle attività di gara da programmare all'interno dei cosiddetti circuiti turistici.
Le Istruzioni Tecniche individuano poi i criteri affinché la disciplina urbanistica dello strumento comunale definisca il corretto inserimento degli impianti nel territorio e nell'ambiente tenendo conto delle componenti tipiche del paesaggio toscano richiedendo al "progetto" prima ed alla realizzazione poi, l'analisi e la salvaguardia di tali componenti, nonché la loro ricostituzione nei casi di degrado.
Saranno oggetto di tale disciplina, la struttura geomorfologica, le alberature ed i cespugliamenti, il disegno dei campi e della rete idrografica, le opere di assestamento del suolo, il patrimonio edilizio esistente e le operazioni edilizie di nuova realizzazione per la dotazione delle attrezzature necessarie che dovranno essere riprogettate secondo le caratteristiche morfologico-architettoniche tipiche dei luoghi.
Le I.T. individuano inoltre criteri a riguardo del rapporto tra attività golfistiche e territorio rurale rispetto ai contenuti della L.R. 64/95 e successive modificazioni ed integrazioni, cioè rispetto alla disciplina degli interventi di trasformazione urbanistica ed edilizia nelle zone con prevalente funzione agricola.
Infatti tra le finalità della legge regionale vi è quella dello sviluppo e della valorizzazione dell'economia agricola anche mediante la previsione di attività connesse ed integrative ma compatibili con la tutela e l'utilizzazione delle risorse dei territori rurali, riconoscendo a queste attività, capacità di salvaguardia e tutela ambientale del territorio.
Il gioco del Golf, attraverso la realizzazione di campi pratica e campi promozionali, potrebbe quindi rappresentare, se inserito all'interno di aziende agricole, un'attività con caratteri turistico-ricettivi, utile all'integrazione dell'attività agricola stessa, all'agriturismo ed al turismo rurale coerente con i principi generali di valorizzazione delle risorse territoriali e di mantenimento della presenza umana quale presidio dell'ambiente e del territorio.
Le I.T. impartiscono poi criteri per la determinazione, delle caratteristiche morfologiche paesaggistiche ed ambientali dei luoghi, ponendo quale obiettivo generale il contenimento delle aree soggette a trasformazione territoriale al fine di:
-salvaguardare il paesaggio e l'ambiente;
-ridurre i costi di realizzazione;
- ridurre i costi di gestione riducendo le aree a altissima manutenzione .
Infatti se la realizzazione di un percorso di golf (9-18 o più buche) ha costi di realizzazione relativamente alti, i costi di gestione in virtù delle necessità manutentive dei manti erbosi possono risultare difficilmente sostenibili per i campi non correttamente realizzati.
I costi di gestione si riversano inevitabilmente sull'utenza rendendo questa attività sportiva, che può essere praticata a tutte le età, inutilmente selettiva.
I criteri contenuti nelle I.T si incontrano sulla necessità di definire le modalità disciplinari rivolte a minimizzare gli eventuali effetti negativi indotti dalla realizzazione degli impianti, come la localizzazione delle aree potenzialmente idonee ad ospitare gli impianti, il consumo di acqua, la necessità di individuare e specificare gli interventi per l'utilizzazione del patrimonio edilizio esistente (spesso abbandonato ma di rilevante qualità architettonica) e le destinazioni d'uso da ammettere ai fini della realizzazione degli impianti.
Tra gli elementi di compatibilità paesaggistico-ambientale vengono definiti poi i rapporti tra gli impianti per il golf ed il "Sistema regionale delle aree Protette" in quanto atto del Quadro Regionale di Coordinamento Territoriale tutt'oggi vigente.
I contenuti delle I.T. elaborati dalla Commissione stabiliscono, pur in via transitoria, in attesa dei P.T.C. delle Province, la compatibilità tra le diverse tipologle di aree del sistema regionale delle aree protette determinando criteri di classificazione degli impianti per il Golf ai fini della disciplina urbanistica tali da rendere compatibili nella gran parte delle casistiche esaminate, con tale atto regionale di salvaguardia paesaggistico-ambientale.
Le disposizioni regionali contenute nelle Istruzioni Tecniche attribuiscono quindi, a questo strumento di pianificazione territoriale, un ruolo rilevante nella determinazione di ambiti localizzativi degli impianti sul territorio della provincia individuando criteri per la programmazione dei percorsi golfistici omologati in funzione anche delle attività turistiche finalizzati alla formazione di veri e propri circuiti turistico-golfistici.
Con la presentazione delle I.T alla G R. il Gruppo di Lavoro Interdipartimentale la di fatto concluso il lavoro r aggiungendo sostanzialmente l'obiettivo per il quale era stato costituito.
Il Gruppo di Lavoro rimane comunque a disposizione della G.R. quale struttura tecnica di consulenza per eventuali specifiche richieste per la valutazione di previsioni o realizzazioni di impianti per il gioco del Golf e per ogni altra iniziativa che la G. R. volesse predisporre e in materia.

PIANIFICAZIONE DEGLI IMPIANTI PER ILGIOCO DEL GOLF
ISTRUZIONI TECNICHE - L.R. 5/95

Le Istruzioni Tecniche sono redatte con la finalità di stabilire criteri, parametri e contenuti per la pianificazione territoriale rispetto alla programmazione di impianti ed attrezzature per il gioco del Golf.
Infatti dall'analisi della situazione attuale del Golf in Toscana, e dallo stato delle previsioni, sono rilevabili molte iniziative che necessitano di un'adeguata strumentazione urbanistica utile ad una corretta previsione e diffusione sul territorio di una attività sportiva che è adeguata a qualsiasi età e viene praticata in un ambiente naturale.
Le motivazioni che sottendono all'azione della Regione per la predisposizione delle Istruzioni Tecniche, oltre a quelle di collaborazione con gli Enti Locali preposti al governo del territorio, sono dettate dalle seguenti necessità generali:
- indirizzare l'azione dei Comuni e delle Province per una corretta localizzazione e disciplina delle trasformazioni territoriali legate alla realizzazione di impianti per il gioco del golf;
- stabilire condizioni per garantire la effettiva realizzazione degli interventi, nonché una adeguata dotazione di standard indispensabili per l'attuazione e la fruibilità degli impianti stessi;
- definire gli elementi per contenere l'eventuale impatto ambientale degli interventi e limitarne i possibili riflessi negativi che possono ripercuotersi a breve e lungo termine nell'ambiente e nel paesaggio stesso;
- definire gli elementi per previsioni che, tramite la realizzazione del golf, possano concorrere prioritariamente al recupero ed alla valorizzazione di aree degradate, dei territori abbandonati ed al recupero del patrimonio edilizio esistente.
Le presenti istruzioni tecniche sono redatte ai sensi dell'art 13 della L.R. 5/95 e sono finalizzate ad una migliore qualità tecnica degli atti di pianificazione urbanistica e programmazione territoriale, sono indirizzate agli strumenti di pianificazione territoriale ai fini della localizzazione degli impianti per il Golf, alla relativa disciplina territoriale, per le trasformazioni morfologiche necessari e alla realizzazione degli stessi.
In particolare le I.T. stabiliscono:
A) i criteri per la localizzazione, negli strumenti di pianificazione territoriale comunali, delle aree potenzialmente idonee ad ospitare gli impianti per il gioco del golf, nonché i criteri per la fattibilità degli interventi;
B) gli elementi di compatibilità paesaggistico-ambientale da osservarsi nella redazione degli strumenti di pianificazione territoriale comunale preordinati alla realizzazione degli stessi, con particolare riferimento al sistema regionale delle aree protette;
C) criteri per i piani territoriali di coordinamento delle Province.

A) Criteri generali per la localizzazione degli impianti e per la fattibilità degli interventi

La necessità di predisporre criteri di supporto ed indirizzo per la predisposizione della disciplina per gli strumenti di pianificazione territoriale, si fonda prioritariamente sulla necessità di stabilire adeguate localizzazioni degli impianti negli strumenti urbanistici comunali che spesso risultano problematiche rispetto alle caratteristiche morfologico-insediative del territorio oggetto della previsione stessa. Tali criteri possono essere riassunti in:
1. determinazione del bacino di utenza rispetto alla tipologia dell'impianto che si prevede di realizzare;
2. determinazione dei caratteri morfologici e paesaggistici dei luoghi ove si prevede di realizzare l'impianto;
3. verifica del bilancio idraulico necessario al mantenimento dell'impianto;
4. verifica delle attrezzature necessarie e degli interventi sul patrimonio edilizio esistente.

Tali criteri generali a cui dovrà attenersi la strumentazione urbanistica dei Comuni vengono di seguito così specificati :
1. La determinazione del bacino di utenza andrà effettuata rispetto alla loro tipologia, alla popolazione residente, al flusso turistico, nonché alla presenza nei Comuni limitrofi di altri impianti.
1.1. Le tipologie degli impianti
Le tipologie degli impianti potranno essere ricondotte alla seguente classificazione generale:
a) campi per pratica
b) campi promozionali
c) percorsi goltistici omologati (9-18 buche o più)
a) Campi pratica: da programmare all'interno delle aree fortemente insediate come attrezzature rivolte alla pratica quotidiana dell'attività quindi facilmente raggiungibili dagli insediamenti e dai luoghi di Iavoro.
Si tratta infatti di impianti golfistici da localizzare su aree limitate e con servizi ed attrezzature ridotte al minimo indispensabile, e quindi programmabili anche come attrezzature di servizio a supporto delle attività agrituristiche e del turismo rurale.
Sono dotati di un campo di almeno ml. 60 di larghezza per ml. 200 di lunghezza, opportunamente recintati.
Sono pertanto sufficienti limitati terreni pianeggianti di almeno 2 ha completamente aperti al pubblico.
Possono essere localizzati nelle città all'interno dei parchi, delle aree a verde pubblico attrezzato, oppure limitrofi ad altre aree sportive.
La loro localizzazione dovrà essere caratterizzata da facile accessibilità.
b) Campi promozionali: sono da privilegiare per attività di diffusione ed apprendimento della pratica sportiva. Possono essere complementari rispetto ai percorsi golfistici omologati.
Sono campi con un minimo di 3 buche ed un massimo di 9 oltre ad un campo pratica con misure minime di ml. 60 x 200 e sono necessarie aree dai 5 ai 25 ha (in caso di 3 buche consigliabile 1 par.3,2 par.4).
Detti campi promozionali dovranno comunque avere le caratteristiche previste dai regolamenti e statuti della Federazione Italiana Golf (F.I.G.).
- Sono consigliabili terreni pianeggianti oppure ove necessitino pochi movimenti di terra per realizzare l'impianto, e terreni che comportino poca manutenzione. Possono pertanto essere programmati, almeno per i campi di dimensioni non omologabili, anche come attrezzature di servizio e supporto delle attività agrituristiche e del turismo rurale.
- Sono da localizzarsi preferibilmente in vicinanza ad altri impianti sportivi in modo da garantire elementi di sinergia nella gestione. Dovranno avere caratteristiche rivolte anche all'approfondimento della pratica sportiva (campi scuola).
- E' opportuno individuare aree ove è possibile poter potenziare l'impianto in caso di sviluppo dell'utenza nel tempo in modo che lo stesso possa essere eventualmente trasformato in un percorso omologato di minimo 9 buche corrispondenti ai regolamenti specifici della F.I.G.
c) Percorsi golfistici omologati: sono i classici campi da golf di 9, 18 o più buche multipli di 9 misurati e certificati secondo gli standard della F.I.G. Sono da programmare all'interno di circuiti turistici in modo da poter costituire elementi di attrazione anche per queste tipologie di attività.
Andranno favoriti quelli di completamento o all'interno di circuiti golfistici di almeno 4 campi a 18 buche esistenti o in corso di programmazione.
Tale classificazione andrà poi articolata secondo le principali tipologie di gestione suddivise tra "campi privati" (circoli) e campi aperti al pubblico.
Nella localizzazione va comunque tenuto conto della capienza di giocatori che per un campo di 18 buche aperto al pubblico nell'arco di una giornata è mediamente di 200 persone e nell'arco dell'anno di circa 50.000.
2. La determinazione delle caratteristiche morfologiche paesaggistiche ed ambientali dei luoghi andrà effettuata tenendo conto di parametri geologici, fisici, idrogeologici ed idrografici.
- per la realizzazione delle diverse tipologie di impianti ed in relazione alla diversa morfologia dei terreni, come indicato al precedente punto 1, sono necessari circa 2 ha (minimi) per i campi pratica, dai 5 ai 25 ha per i campi promozionali (non omologati) dai 25 agli 80 ha per i percorsa golfistici omologati (9-18 buche);
- risultano ottimali i terreni ondalati e buoni quelli pianeggianti, sono invece da escludersi anche per gli ingenti movimenti di terra che incidono in modo negativo sulla morfologia dei luoghi e sulla economicità dell'operazione, terreni con forti pendenze; così come sono da evitare terreni paludosi;
- risultano ottimali i terreni che garantiscono la massima permeabilità, sono di norma da evitare i terreni con elevata presenza di rocce.
Obiettivo generale di ogni realizzazione di percorsi golfistici dovrà essere il contenimento della movimentazione dei terreni e della necessità di riduzione delle future manutenzioni, sia che l'inserimento del percorso avvenga in aree caratterizzate da elevata qualità paesaggistico-ambientale nelle quali bisognerà ridurre al minimo le operazioni costruttive, sia che l'inserimento avvenga in aree degradate nelle quali la "ricostruzione" dell'ambiente dovrebbe essere effettuata programmando ampie zone di "incolto naturale" a manutenzione bassa o nulla.
Per entrambi i casi sarà necessario che le discipline urbanistiche indirizzino la realizzazione degli impianti per il gioco del golf secondo i parametri di riferimento riportati nell'allegata tabella:
(omissis)

3. La determinazione del bilancio idrico necessario al mantenimento dei "tees" o dei "green" e del campo in generale che andrà effettuata tenendo conto che sono necessari per un percorso di 18 buche che occupa 60-80 ha di terreno di cui solo 15-20 ha da irrigare di media, circa 100.000 mc/anno con picchi intorno a 24.000mc./mese per luglio ed agosto.
I fattori che determinano il fabbisogno idrico possono essere riassunti nei seguenti:
a) fattori climatici, fattori morfologici e relativi all'esposizione che possono determinare la necessità di prevedere bacini di raccolta in cui convogliare le risorse naturali presenti in un determinato territorio, compreso il recupero dell'acqua risultante dopo gli interventi di irrigazione del percorso stesso;
b) fattori pedologici e fattori legati all'autotraspirazione che possono determinare le tecniche costruttive dell'impianto e dei tappeti erbosi in misura tale da poter incidere sostanzialmente sul fabbisogno idrico;
c) fattori legati alle scelte progettuali quali pendenze, organizzazione dell'irrigazione, la dislocazione di ostacoli d'acqua che possono influire sulla capacità complessiva di stoccaggio, di scelta e selezione delle essenze che incidono sostanzialmente nella determinazione dei consumi idrici;
d) fattori legati all'inserimento ambientale ed alla realizzazione dell'impianto tenendo conto che, rispetto alle colture agrarie, il tappeto erboso determina un effetto stabilizzante del suolo, riducendo notevolmente l'erosione superficiale e migliorandolo stato superficiale dei terreni.
La realizzazione determina inoltre un aumento delle capacità di assorbimento dei terreni e di rallentamento dello scorrimento superficiale.
Per le considerazioni sopra espresse sarà necessario che le normative urbanistiche disciplinino la realizzazione degli impianti per il gioco del golf prevedendo specifiche verifiche delle disponibilità idriche, rispetto alla quantità richiesta per le diverse tipologie di impianti, della circolazione idrologica relativa agli impianti di irrigazione, della percolazione e drenaggio ed eventuale recupero di risorse attraverso specifici stoccaggi compreso l'eventuale impiego di acque reflue adeguatamente trattate.

4. Individuazione delle attrezzature necessarie e gli interventi sul patrimonio edilizio esistente.
Per determinare la necessità di volumetrie edificabili o edificate gli impianti da golf possono essere distinti in:
1. impianti localizzati in ambiti già attrezzati per soddisfare le esigente ricettive in atto ero indotte.
2. impianti localizzati lontano da strutture ricettive (in ambiti con attrezzature turistiche non sufficienti o inadeguate per garantirne un'autonoma gestione), che possono svolgere anche funzioni di richiamo turistico e di soggiorno.
Per i primi la necessità volumetrica è determinata dalla struttura della club-house (5-6.000 mc) e da gli stessi tecnici (depositi materiali ed attrezzi, impianti tecnici, ecc., con una volumetria funzionale alla destinazione d'uso).
Per i secondi, oltre alle volumetrie necessarie per detti locali e strutture, potrà essere individuata una ulteriore volumetria con destinazione turistico-ricettiva commisurata alle effettive specifiche necessità.
In entrambi i casi occorrerà comunque privilegiare le soluzioni rivolte all'utilizzazione, per le volumetrie complessive necessarie, del patrimonio edilizio esistente e prevedere nuove edificazioni soltanto dopo aver dimostrato l'impossibilità del recupero e della riqualificazione dell'esistente, in applicazione dei principi generali di cui all'art.5 della L.R.5/95.

4.1.Interventi sul patrimonio edilizio esistente.

Trattandosi in generale di edifici localizzati in aree con prevalente funzione agricola, occorre richiamare gli interventi e le procedure di cui alla L.R. 64/95 per il mutamento delle destinazione d'uso (art. 5ter), varianti agli strumenti urbanistici (art. 1 4° comma), programmi di miglioramento agricolo ambientale (art.4).
Per quanto riguarda il riuso del patrimonio edilizio esistente interventi diversi da quelli già definiti dallo strumento urbanistico generale comunale potranno essere ammessi mediante variante allo strumento urbanistico stesso, ai sensi della L.R.64/95O ai sensi della L.R.59/80.
La variante, anche attraverso l'individuazione di apposita normativa, in applicazione dei criteri di cui alla L.R. 59/80 dovràcontenere o definire:
a) analisi dei singoli edifici mediante compilazione di una scheda descrittiva dei caratteri storici, architettonici, planovolumetrici degli stessi, corredata di adeguata documentazione iconografica (eventuali rilievi, riproduzioni storiche, fotografie e quanto altro ritenuto necessario);
b) schedatura dei singoli edifici e dei relativi resede comprendente gli elementi di progetto e l'indicazione delle funzioni previste nonchè la specificità degli interventi ammessi in rapporto ai caratteri degli edifici stessi, a questo proposito vengono raccomandate alcune specifiche tecniche allegate alle presenti Istruzioni (Allegato A) ;
b.1. in corrispondenza di ogni funzione dovranno essere indicate le relative dotazioni di parcheggi e eventuali spazi pubblici, da realizzare mediante soluzioni progettuali che non comportino alterazioni ambientali dei luoghi;
b.2. per gli edifici, o per parti di essi, nei quali non siano riconosciuti i caratteri storici, architettonici, ambientali, potranno essere ammesse demolizioni di superfetazioni, eventuali ampliamenti (da definire nelle schede in maniera congrua in ragione del reale fabbisogno quantitativo), eventuali aggiunte organiche rispetto all'impianto esistente;
c) dovrà essere garantita la permeabilità pedonale, secondo ambiti o percorsi guidati, e l'accessibilità anche meccanizzata con viabilità che dovrà essere definita privilegiando il recupero delle eventuali esistenti percorrenze carraie e dei sentieri;
d) dovranno essere individuati gli eventuali elementi ambientali, di arredo pertinenziale od altri manufatti da salvaguardare (fonti, cisterne, pozzi, tabernacoli, scalinate, muraglioni, cinte murarie, sottopassi, ecc.) per i quali saranno ammessi tutti gli interventi tesi alla loro tutela e valorizzazione.

4.2 Nuove costruzioni

Qualora sia dimostrata l'impossibilità di poter riutilizzare l'edificato esistente, le nuove costruzioni dovranno essere realizzate con criteri che minimizzino l'impatto ambientale, localizzate in maniera tale da richiedere il minimo grado di infrastrutturazione e con criteri ed uso di materiali tali da renderle conformi alle caratteristiche tipologiche ed architettoniche prevalenti nel contesto in cui si inseriscono.
In particolare, per le finiture esterne, le coperture, i materiali e i colori dei fronti occorrerà comunque fare riferimento alle forme ed ai caratteri architettonici tradizionali.

continua

DELIBERAZIONE GIUNTA REGIONALE 22 GIUGNO 1998, N. 646
ISTRUZIONI TECNICHE PER LA PIANIFICAZIONE DEGLI IMPIANTI PER IL GIOCO DEL GOLF - L.R. 5/95.


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