Ordine degli Architetti di
Firenze e Prato

Commissione Normativa
in collaborazione con

DELIBERAZIONE DEL CONSIGLIO REGIONALE 191 MAGGIO 1998, N.118
(B.U.R.T. 22-7-98 n.56)

LR 76/94 "DISCIPLINA DELLE ATTIVITA' AGRITURISTICHE", ART. 17 - PIANO DI INDIRIZZO PER L'AGRITURISMO.


prosegue dal documento precedente

Si tratta probabilmente di un modo diverso di intendere líagriturismo rispetto ad altre regioni italiane, che al contrario, hanno puntato allo sviluppo di un sistema di ristorazione in campagna, piuttosto che allo sviluppo di un turismo di permanenza sul territorio.

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Percentuale dati Toscana su dati Italia

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Da calcoli indiretti eí possibile stimare il valore economico dellíagriturismo in Toscana in circa 120 miliardi annui.
Nonostante questi lusinghieri risultati, líagriturismo in Regione ha ancora delle potenzialitaí inespresse per essere protagonista di interi habitat rurali. Si tratta quindi di rivalutare appieno la moltitudine di centri minori e di borghi che per il tramite dellíagriturismo possono ritrovare nuove forme di tutela e sviluppo e di rafforzare momenti permanenti espositivi, quali i musei della civiltaí contadina e/o i musei della vite e del vino, oppure líazione di stimolo nei confronti dei privati e degli Enti locali nel recupero delle antiche tradizioni agresti, tra cui primeggia il recupero ed il sostegno dellíartigianato rurale, dai piuí relegato a soggetto in "via díestinzione". Líagriturismo con i suoi "motori" di conoscenza e di stimolo alla ripresa economica puoí dare un utile contributo ad azioni di visita e di approfondimento anche didattico e/o culturali di piuí giorni e per piuí periodi durante líanno, nel cuore di centri e/o architetture rurali recuperate allíuso, e uno stimolo al recupero di attivitaí rurali in via di cessazione che la Regione ha disciplinato con la Legge Regionale n. 15 del 5 Marzo 1997.

LA DOMANDA

La domanda agrituristica in Toscana eí in continua evoluzione. Nei primi anni del 1990 gli agrituristi erano in prevalenza stranieri (68%) e solo il 32% era italiano. Attualmente le presenze si dividono equamente fra stranieri e italiani.
Gran parte degli ospiti stranieri proviene dallíEuropa (65%), il piuí delle volte da paesi allíinterno della UE (56%). Subiscono il fascino delle campagne toscane prevalentemente i tedeschi (54%), francesi (20%) ed inglesi (10%). Buona eí la percentuale di austriaci e svizzeri.
Molto ridotto eí invece il contributo delle presenze degli ospiti provenienti dai Paesi extraeuropei; fra questi piuí numerose le presenze dallíAustralia e dagli Usa.
Analizzando il trend si vede che rispetto al 1986, sono aumentati gli ospiti tedeschi, francesi e austriaci, mentre sono diminuiti gli agrituristi inglesi e svizzeri.
Si conferma pertanto il carattere di prevalente provenienza straniera, in particolare centro - europea.
L'agriturista straniero tipo ha uníetaí media variabile tra i 30 e i 50 anni (44,8%), spesso superiore ai cinquantíanni (18,6%). Frequentemente eí líintera famiglia che si muove, anche con figli piuttosto grandi, dai 6 ai 18 anni (16,7%). In molti casi il viaggio eí organizzato con amici e parenti, in gruppi di uno o due o quattro persone. Ha inoltre un elevato grado di istruzione, uno straniero su due eí laureato, mentre un altro 30% ha conseguito il diploma di licenza media superiore e nella maggior parte dei casi (75%) eí impiegato nel settore dei servizi pubblici e privati. Risiede in genere, sia in cittaí grandi (29%) che medie (25%), ma anche in piccoli centri con meno di 25.000 abitanti (25%). Le preferenze per il soggiorno nelle aziende agricole toscane sono concentrate nel periodo aprile-settembre, prediligendo una sistemazione soprattutto in appartamenti indipendenti.
Data la provenienza spesso lontana, normalmente il soggiorno degli stranieri ha una durata medio lunga che va dagli 8 ai 15 giorni (52%) e solo secondariamente settimanale (38%). Il mezzo di trasporto piuí frequentemente utilizzato per raggiungere líazienda agrituristica eí líautomobile, propria o noleggiata. Raramente fanno uso della motocicletta e dei mezzi pubblici. Per la maggior parte degli stranieri líagriturismo rappresenta una vacanza aggiuntiva e non sostitutiva di quelle tradizionali, carattere questo confermato dallíelevata percentuale di persone che dichiarano di aver prolungato le proprie ferie in Italia e in Toscana ricorrendo al soggiorno in campagna. Solo alcuni tornano in Toscana, molti sono alla loro prima esperienza. Molti sono giaí stati in Italia o allíestero. Gli stranieri praticano líagriturismo solo se eí possibile associarlo ad altre forme di turismo, in particolare alle visite ai centri storici e culturali. Di conseguenza trascorrono poco tempo in azienda e, quindi, scarso eí líinteresse per i servizi offerti dallíazienda: spesso si preparano da soli i pasti, prevalentemente colazione e cena, una volta su due i pranzi. In secondo luogo, proprio percheí interessati a conoscere realtaí diverse, raramente si affezionano ai luoghi visitati e vi ritornano. La fonte di informazione principale cui hanno fatto riferimento gli stranieri sono le agenzie di viaggio, cui si sono rivolti, comunque, piuí di 3 stranieri su 4 per prenotare il soggiorno. Mediamente sono i turisti stranieri a spendere di piuí, ma bisogna considerare che scelgono generalmente alloggi piuí costosi, effettuano vacanze piuí lunghe e trascorrono piuí tempo fuori dallíazienda. Beneficiano dellíindotto da essi generato: prevalentemente il settore della ristorazione e quelli dei noleggi, trasporti e carburanti. Il giudizio espresso dagli agrituristi stranieri sullíesperienza fatta in Toscana eí complessivamente positivo. Non di meno, peroí questi ospiti non nascondono la propria opinione negativa in merito alla viabilitaí e alle indicazioni stradali, le quali sono ritenute inadeguate da un terzo dei visitatori. In aggiunta, bencheí la qualitaí delle strutture e del tipo di accoglienza riservata incontri le aspettative dei clienti, questi non mancano di sottolineare il gradimento per un ulteriore incremento di servizi aziendali per il tempo libero, come la difficoltaí di acquistare sul posto prodotti tipici.
L'agriturista italiano è generalmente piuttosto giovane fra i 30 e i 40 anni. Effettua la vacanza prevalentemente con líintera famiglia, composta generalmente da tre persone, spesso con figli abbastanza piccoli e quindi non autonomi. Svolge un tipo di vacanza abbastanza stanziale e di conseguenza apprezza le comoditaí, i servizi e le varie attivitaí che si svolgono nellíazienda e nel territorio che la circonda. Líitaliano medio ha un grado di istruzione leggermente piuí basso rispetto a quello straniero. Solo il 17% eí laureato. Nel complesso il livello di istruzione degli agrituristi, sia stranieri che italiani, eí abbastanza alto in quanto il 71% di essi possiede almeno il diploma di scuola superiore. Si conferma quindi che la domanda eí espressa da soggetti particolarmente interessati alle emergenze artistiche e culturali che la Regione offre. Per quanto riguarda il settore produttivo di appartenenza si nota che la maggior parte degli agrituristi italiani proviene dal commercio, dallíindustria e dallíartigianato. Molto diverse le abitudini di fare vacanza. La maggior parte degli italiani sceglie come periodo di ferie agosto e solo una minoranza settembre e luglio. La sistemazione piuí richiesta eí in camere, meglio con bagno. Il soggiorno dura mediamente una settimana (49%) o meno frequentemente quindici giorni (34%). Rispetto agli agrituristi stranieri, un numero maggiore di italiani ritorna nelle aziende toscane e si dichiara disponibile a ripetere líesperienza nella stessa azienda, consumano preferibilmente colazione e cena fornite dallíazienda. Il mezzo di trasporto maggiormente impiegato eí líautomobile (94%). Per la scelta della destinazione gli italiani si affidano alla consultazione di cataloghi e di amici, molto poco alla agenzie di viaggio. Per la prenotazione della vacanza preferiscono contattare direttamente líazienda. Il giudizio sulla vacanza eí in genere molto positivo giudicando buono o ottimo il livello di comfort, pulizia e tipicitaí del luogo dove hanno soggiornato; meno buono il giudizio sulle attivitaí ricreative e culturali proposte dalle aziende (Atti della conferenza sul turismo - Firenze 28-29 marzo 1996).
Il periodo della vacanza tende nellíultimo periodo a contrarsi, passando da una media di 15 giorni dei primi anni í90 ai 7/10 giorni di questi ultimi anni. Si assiste ad un frazionamento della vacanza per cui, anche preferendo la stessa azienda agrituristica, si soggiorna e si utilizzano le produzioni e si praticano le attivitaí ricreative in diversi periodi dell'anno.
La nuova domanda italiana di agriturismo eí caratterizzata da una richiesta di soggiorno concentrata prevalentemente nei fine settimana ed in periodi quali quelli primaverili ed autunnali. Uníaltra caratteristica che si eí modificata negli ultimi anni eí relativa alla prenotazione: molti italiani e da poco anche gli stranieri prenotano le loro vacanza con poco anticipo ricevendo risposte di tutto esaurito nei periodi dellíanno in cui la richiesta agrituristica eí particolarmente alta quali i periodi festivi nei mesi di aprile e di agosto. In molti casi la prenotazione viene fatta direttamente presso líazienda agricola.
Líutilizzazione media degli alloggi agrituristici sfiora il 70% nel periodo climatico piuí favorevole (Aprile - Ottobre) avvicinandosi agli standard di recettivitaí delle imprese turistiche classiche. Si eí registrato una occupazione media degli alloggi di circa il 10% in piuí rispetto alla media del 59% dei primi anni 90. Questa percentuale eí una media regionale, in quanto si denota uno scollamento tra il tutto esaurito delle aziende agrituristiche del Chianti, ad una potenzialitaí inespressa delle aree montane quali la Garfagnana, il Mugello, la Lunigiana, líAmiata, la Montagna Pistoiese. Anche in questi comprensori tuttavia si denota una nuova vivacitaí che probabilmente porteraí a ridurre tale scollamento (3).
A titolo esemplificativo circa líentitaí della domanda riportiamo alcuni dati relativi alle presenze agrituristiche in alcune province della Toscana:
Province Presenze (anno 1996)
Arezzo 66.852
Grosseto 70.000
Pisa 83.514
Prato 14.590
Massa 2540
Siena 265.247

L'OFFERTA

L'offerta agrituristica in Toscana eí caratterizzata da una notevole diversificazione tipologica e ambientale e dalla concentrazione delle aziende in aree forti della collina interna. In montagna ed in pianura la presenza di strutture agrituristiche appare sicuramente meno pronunciata.
Circa la metaí delle aziende agrituristiche della regione si collocano tra i 300 ed i 600 metri e solo il 10% eí presente oltre i 600 metri a testimoniare una "vocazionalitaí" collinare del nostro agriturismo.
La maggior parte delle aziende agrituristiche (91,8%) eí situata in collina; a questa percentuale corrisponde il 60% delle aziende agricole del territorio regionale.
Per quanto riguarda la distribuzione delle aziende allíinterno delle Province, oltre a una chiara dipendenza dallíaltimetria e dalla natura morfologica del territorio, si nota una notevole dipendenza dagli elementi considerati di attrazione turistica e dallíinserimento di quel territorio allíinterno delle correnti turistiche tradizionali.
In sintesi si puoí dire che le aree piuí forti dal punto di vista agrituristico sono le zone della collina interna delle Province di Firenze, Siena ed Arezzo che rappresentano circa i 2/3 dellíagriturismo regionale. Le aree di agriturismo minore sono rappresentate dalla montagna e dalle province costiere, dove ricadono gran parte dei Comuni privi di aziende e in genere i Comuni con la piuí bassa intensitaí turistica.
Caratteristiche delle aziende Líagriturismo in Toscana eí caratterizzato prevalentemente dallíospitalitaí in aziende piccole ed estensive (42,1%), cioeí in aziende piccole che dedicano allíattività agrituristica risorse modeste sia in termini di capitale che di lavoro.
Circa il titolo prevalente di possesso dei terreni, oltre il 70% eí proprietario degli stessi e solo il 18% presenta terreni ed edifici in affitto. Tale scelta eí motivata dalla necessitaí di un aggiornamento strutturale ed una manutenzione straordinaria degli edifici che reputano di esser fatti in immobili di proprietaí. La forma giuridica di gestione eí generalmente individuale ed in minima parte eí possibile constatare forme associate e/o cooperative.
Normalmente gli edifici rurali che vengono utilizzati per líattivitaí agrituristica sono di notevole pregio architettonico e storico.
In genere chi esercita líagriturismo eí imprenditore agricolo a titolo principale e non solo imprenditore agricolo ai sensi dellíart. 2135 del codice civile come riporto nella LR 76/94 a testimonianza di uníintegrazione fra attivitaí agricola e turistica.
Si tratta di imprenditori relativamente giovani, anche se non cíeí uníetaí precisa per limitare il fenomeno solo ai titolari che tra i 45 ed i 55 anni gestiscono imprese agrituristiche avviate da anni.
Molti giovani imprenditori conoscono lingue straniere e sono spesso impegnati in attivitaí extra - aziendali. Il 70% dei titolari di imprese agrituristiche infatti ha un livello della lingua straniera parlata buono od ottimo e solo il 20% dichiara di avere un apprendimento superficiale.
Nelle zone ad agriturismo minore prevale una forma di conduzione diretta; in quelle piuí forti prevale una conduzione con salariati e la forma societaria dellíimpresa.
Fra i titolari delle aziende si ha una netta prevalenza delle donne: in genere líuomo tende a alla gestione dei lavori agricoli dellíazienda e a delegare alla donna le attivitaí riguardanti la gestione agrituristica (Atti del convegno "Líagricoltura in toscana e sistema agro-industriale- caratteristiche strutturali e rapporti organizzativi". - INEA Firenze, 1996).
Essendo le aziende agrituristiche presenti in gran parte in collina, la produzione prevalente eí quella olivicola che, per la maggior parte dei casi, coesiste con la coltivazione della vite.
Evoluzione dellíofferta agrituristica In Toscana si eí avuto negli ultimi anni un incremento notevole del numero di aziende agrituristiche: da 377 aziende autorizzate nel 1991 a 1226 nel 1997, con un aumento medio di circa 180 aziende l'anno.

omissis Gli incrementi percentuali maggiori rispetto allíanno precedente si sono verificati nel 1994, nel 1995 e 1996, anni in cui líagriturismo eí stato incentivato attraverso i finanziamenti della CEE. (2081/93 etc.). Nello stesso tempo líagriturismo in Toscana ha cominciato a farsi conoscere, a farsi apprezzare e a creare di conseguenza un notevole giro díaffari: tale fatto ha sicuramente influito sulla scelta di molti imprenditori ad intraprendere líattivitaí. Nello stesso tempo le pratiche per líacquisizione dellíautorizzazione allíattivitaí agrituristica sono diventate piuí "familiari" sia per chi inoltrava la domanda quanto per il Comune che doveva procedere allíistruttoria.

omissis Rispetto al 1993 si registra quindi un incremento percentuale complessivo medio del 56% allíanno e complessivo totale del 225% nell'arco di questo quinquiennio.
Se analizziamo líevoluzione dellíofferta in termini di numero di aziende autorizzate si evidenzia che i maggiori incrementi dal 1993 al 1997 si sono realizzati nella provincia di Massa, che nel 1993 aveva solamente due aziende autorizzate, rispetto a Siena che ne aveva 186, nelle provincie di Grosseto e Livorno.

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Per quanto riguarda líevoluzione del numero dei posti letto, si eí passati da 4338 posti letto complessivi del 1991 ai 14.272 nel 1997.

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Rispetto al 1991 si registra quindi un incremento percentuale complessivo dei posti letto pari al 230 % e complessivo medio del 57 %.

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In questi anni si eí costantemente registrata una superioritaí numerica del numero di posti letto in unitaí indipendenti; si eí infatti avuto, per questa tipologia recettiva, un incremento nel periodo 1992 -1997 pari al 248%, mentre il numero di posti letto in camere ha registrato un incremento del 142%.
Se si analizza líofferta per Province si puoí constatare che in alcune, come Grosseto, Prato e Massa eí sempre prevalsa una maggiore disponibilitaí di posti letto in camere, mentre nelle restanti (in particolare Siena e Firenze) una maggiore disponibilitaí in unitaí abitative indipendenti.

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La percentuale delle aziende sul totale regionale che effettuano il servizio di ristorazione, eí rimasta in questi anni (1992- 1997) relativamente costante.
Nel 1991 era circa il 32% delle aziende che effettuava il servizio di ristorazione. Attualmente solo il 21% dellíazienda eí autorizzato alla somministrazione di pasti e bevande.
Percentuale analoga si osserva per quelle aziende che organizzano attivitaí ricreative e culturali (22%).
Le aziende con ospitalitaí in spazi aperti sono solo il 4,81% e negli ultimi anni, specialmente nel 1995 e 1996 hanno registrato un maggiore incremento, specialmente in quelle province caratterizzate da un turismo balneare e montano.
Si constata una richiesta particolarmente pressante dellíospite agriturista verso forme di turismo díarte e/o culturale, poco al di sotto richieste di turismo naturalistico ed a distanza la necessitaí di far coincidere tale soggiorno con impegni e/o eventi sportivi.

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La situazione attuale
Al giugno 1997 le aziende autorizzate a svolgere attivitaí agrituristica sono 1226. Il numero dei posti letto complessivo è 14272

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Se si analizza líofferta suddivisa per province si vede che la percentuale maggiore di aziende autorizzate eí situata nella provincia di Siena (31%). Seguono Firenze (16%), Grosseto (16%) e Arezzo (10%). Complessivamente queste 4 province rappresentano il 73% dell'offerta turistica regionale

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Le province con il numero minore di aziende autorizzate sono Prato, Pistoia e Lucca. Tale fatto eí in relazione oltre che allíestensione della superficie agricola e forestale del territorio provinciale anche un diverso grado di sviluppo turistico delle province stesse.
In particolare si puoí notare che i Comuni in Toscana che non hanno aziende agrituristiche sono 68 su 287 (solo il 23%) e sono situati per circa il 50% nelle zone escluse dai finanziamenti legati allíobbiettivo 5b (alcuni Comuni di Pisa, Pistoia, Firenze, Prato) o in zone della montagna toscana svantaggiate come nel caso di alcuni Comuni dellíAlta Garfagnana e della Lunigiana. Da notare che in tutti i Comuni della Provincia di Siena eí possibile trovare almeno uníazienda agrituristica.
Una distribuzione analoga si osserva per il numero di posti letto. Siena rappresenta il 34% dellíofferta regionale in termini di posti letto.

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Il numero medio di posti letto per azienda a livello regionale eí 11,6.
Se si analizza questo dato per Provincia si vede che la provincia che ha il numero medio di posti letto per azienda piuí alto eí Prato (17), seguita da Livorno (14) e da Pisa (13,8).

PROVINCE NUMERO DI POSTI LETTO MEDIO PER AZIENDA

siena 12,4
Prato 17,0
Pistoia 9,0
Pisa 13,8
Massa 7,8
Lucca 11,1
Livorno 14,0
Grosseto 6,9
Firenze 11,3
Arezzo 12,6
REGIONE TOSCANA 11,6
La maggior parte dei posti letto eí disponibile in unitaí abitative indipendenti (9222).
Se si analizzano i dati per provincia si vede che solo nelle Province di Grosseto, Prato e Massa si ha una prevalenza dellíofferta in camere; nelle restanti, a parte Pistoia in cui líofferta si equivale, nelle province prevale nettamente líofferta in unitaí abitative indipendenti. Siena eí la provincia che ha il numero maggiore di posti letto in unitaí abitative indipendenti.

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Se si analizzano le percentuali di posti letto in camere ed in unitaí abitative indipendenti rispetto al totale per ogni singola Provincia si vede che Grosseto ha la percentuale maggiore di posti letto in camere, Arezzo la percentuale maggiore in unità abitative indipendenti, seguita a ruota da Siena, Lucca e Livorno.

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La somministrazione di pasti ricorre piuí spesso nelle aziende autorizzate nelle zone ad agriturismo piuí debole. Si veda a proposito Prato (57%), Massa (52%), che hanno la percentuale piuí bassa di aziende autorizzate a livello regionale, ma che hanno in percentuale il numero maggiore di aziende che offrono il servizio di ristorazione (piuí del 50%). In alcuni casi si tratta di zone svantaggiate, in cui ai sensi dellíart. 6 lett. c) della LR76/94 eí possibile, da parte di alcune aziende offrire pasti e bevande. In particolare si puoí notare che nella Provincia di Siena si ha il valore piuí basso delle forme di ristoro (14%), rispetto al numero di aziende agrituristiche della Provincia.
Tale fenomeno puoí dipendere dal fatto che la somministrazione di pasti, alimenti e bevande deve tenere conto delle peculiaritaí produttive dellíazienda agricola, dellíambiente rurale del territorio e della tipicitaí delle pietanze regionali.

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L'ospitalità in spazi aperti eí poco diffusa. Eí maggiormente concentrata nelle aziende delle Province interessate dal turismo balneare e montano quali le Province di Massa (16%), Livorno (14%), Lucca (10%), Pisa (9%). Al contrario si puoí notare che nelle Province di Siena e Firenze eí possibile trovare solo il 2% delle aziende con la possibilitaí dellíagricampeggio. Questo fatto eí legato probabilmente alla elevata qualitaí delle strutture recettive delle due zone e al tipo di agriturismo piuí alto che caratterizza queste aree.

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Anche le attività ricreative e culturali organizzate non sono frequenti. Se apparentemente il numero di aziende che effettua tale attivitaí eí elevato, in realtaí spesso si tratta di attivitaí poco impegnative per la gestione (passeggiate, assistenza a lavori aziendali). Poche aziende organizzano invece corsi di formazione legati alle attivitaí agricole e artigianali.

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Tra i servizi aggiuntivi principalmente offerti, ci sono líequitazione con la presenza di maneggi allíinterno delle aziende (38,4%) e la piscina (23%).

UNA STRATEGIA PER L'AGRITURISMO TOSCANO NEL MEDIO PERIODO

La vorticosa crescita dell'agriturismo toscano di questi anni, richiede una riflessione circa gli obiettivi e le strategie che tale settore assurge sia nellíambito dellíeconomia agricola, quanto come segmento elevato ed integrato di una offerta turistica particolare e sempre piuí ambita. Gli obiettivi regionali non possono che favorire tale crescita in senso qualitativo con líineluttabile necessitaí di salvaguardare il lavoro, le tradizioni ed il reddito primario dellíimpresa agricola. Gli obiettivi a medio termine che si intendono percorrere e che la Regione puoí individuare quali capisaldi di una "crescita " dellíagriturismo regionale afferiscono ad:
- Una semplificazione interpretativa delle norme ed una chiarezza di competenze degli Enti preposti
- Una costante azione di promozione e di divulgazione dell'agriturismo in Toscana
- La conoscenza e la valutazione del fenomeno agrituristico attraverso líistituzione dellíOsservatorio dellíagriturismo regionale correlato allíOsservatorio dello Sviluppo Rurale istituito dallíARSIA ed in collaborazione con le Associazioni agrituristiche regionali;
- Líattuazione della classificazione delle aziende agrituristiche quale strumento di migliore comunicazione nei confronti dell'ospite-consumatore;
- La formazione di "primo ingresso" e "permanente" dellíoperatore agrituristico e del personale presente nelle varie Amministrazioni (Comuni, Province, Uffici díIgiene per il Territorio), con il fine di coordinare ed uniformare sul piano interpretativo le norme afferenti líattivitaí agrituristica.

SEMPLIFICAZIONE E CHIAREZZA INTERPRETATIVA

La LR 76 del 1994, aggiornata dalle ultime disposizioni legislative e dal presente Piano díIndirizzo regionale, si puoí dire che soddisfi in termini di chiarezza interpretativa quanto lo "stato dellíarte" in tema di sviluppo agrituristico esprime. Líattuale legislazione regionale spiega molto bene alcuni concetti di sviluppo di tale attivitaí nella realtaí agricola e turistica della regione, evitando momenti di tensione e/o di frammentazione interpretativa tra i vari enti, cioí favorito da uno spirito di collaborazione presenti allíinterno della Commissione Agrituristica Regionale e con le altre realtaí regionali in cui líagriturismo puoí e deve "stringere" sinergie. La stretta correlazione dellíattività agrituristica con le discipline in tema igienico - ambientale dei locali e dei prodotti tipici, urbanistiche, agricole per il rispetto della prevalenza del reddito agricolo sulla redditivitaí agrituristica e di compatibilitaí con le "classiche" attivitaí del commercio, pone líobiettivo strategico che tali materie articolate in piuí Enti e competenze, trovino un capofila unico nel coordinamento di quanto richiesto in norme regionali e nazionali. Il Piano di Indirizzo chiarisce giaí alcuni aspetti procedurali, individuando il Comune come líEnte locale preposto allíaccoglimento della domanda e dei pareri per líottenimento dellíautorizzazione agrituristica. Questa procedura renderaí agevole anche la conoscenza e la trasparenza, con una definizione dei tempi di rilascio dell'autorizzazione da parte del Comune con il parere di altri uffici pubblici.
In concreto síintravede la necessitaí di promuovere uno "Sportello unico" per le attivitaí agrituristiche in cui , tutti gli Enti locali e non, aventi competenze in materia agrituristica gli riconoscono il ruolo di coordinamento, evitando "rincorse" dellíimprenditore agrituristico nei vari uffici.
Per favorire la collaborazione tra le varie amministrazioni in una materia complessa e sinergica qual eí líattivitaí agrituristica, la Giunta Regionale, consultata la Commissione Regionale Agrituristica, gli Enti locali e le Amministrazioni cointeressate nel rilascio di pareri ai fini dellíautorizzazione agrituristica, síimpegna nel ricercare le forme necessarie per la individuazione della fase di coordinamento da parte di un solo Ente che possa acquisire la funzione di "Sportello unico", senza mutare le competenze dei vari Enti e síimpegna , altresií, a redigere, una "carta delle procedure" con le indicazioni necessarie e semplificate per addivenire allíautorizzazione agrituristica che potranno trovare divulgazione nel "quaderno dellíagriturismo". Il presente Piano díIndirizzo riafferma, comunque, l'obbligo dellíAmministrazione Comunale a concedere tale autorizzazione in tempi certi, a condizione di aver giaí acquisito il resto dei pareri necessari nella emanazione dell'atto finale autorizzativo. Tutto cioí puoí esser facilitato da una chiarezza interpretativa dei singoli articoli della LR 76/94 cui tende il presente Piano d'Indirizzo e da una crescita formativa e culturale di tutti gli operatori coinvolti nella tutela , promozione e controllo delle attività agrituristiche.

continua


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