| Ordine degli Architetti di Firenze e Prato | |
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DELIBERAZIONE DEL CONSIGLIO REGIONALE 191 MAGGIO 1998, N.118 (B.U.R.T. 22-7-98 n.56) LR 76/94 "DISCIPLINA DELLE ATTIVITA' AGRITURISTICHE", ART. 17 - PIANO DI INDIRIZZO PER L'AGRITURISMO.
prosegue dal documento precedente Si tratta probabilmente di un modo diverso di intendere líagriturismo rispetto ad altre regioni italiane, che al contrario, hanno puntato allo sviluppo di un sistema di ristorazione in campagna, piuttosto che allo sviluppo di un turismo di permanenza sul territorio.tabella omessa Percentuale dati Toscana su dati Italiatabella omessa Da calcoli indiretti eí possibile stimare il valore economico dellíagriturismo in Toscana in circa 120 miliardi annui.Nonostante questi lusinghieri risultati, líagriturismo in Regione ha ancora delle potenzialitaí inespresse per essere protagonista di interi habitat rurali. Si tratta quindi di rivalutare appieno la moltitudine di centri minori e di borghi che per il tramite dellíagriturismo possono ritrovare nuove forme di tutela e sviluppo e di rafforzare momenti permanenti espositivi, quali i musei della civiltaí contadina e/o i musei della vite e del vino, oppure líazione di stimolo nei confronti dei privati e degli Enti locali nel recupero delle antiche tradizioni agresti, tra cui primeggia il recupero ed il sostegno dellíartigianato rurale, dai piuí relegato a soggetto in "via díestinzione". Líagriturismo con i suoi "motori" di conoscenza e di stimolo alla ripresa economica puoí dare un utile contributo ad azioni di visita e di approfondimento anche didattico e/o culturali di piuí giorni e per piuí periodi durante líanno, nel cuore di centri e/o architetture rurali recuperate allíuso, e uno stimolo al recupero di attivitaí rurali in via di cessazione che la Regione ha disciplinato con la Legge Regionale n. 15 del 5 Marzo 1997. LA DOMANDA La domanda agrituristica in Toscana eí in continua evoluzione. Nei primi anni del 1990 gli agrituristi erano in prevalenza stranieri (68%) e solo il 32% era italiano. Attualmente le presenze si dividono equamente fra stranieri e italiani.Gran parte degli ospiti stranieri proviene dallíEuropa (65%), il piuí delle volte da paesi allíinterno della UE (56%). Subiscono il fascino delle campagne toscane prevalentemente i tedeschi (54%), francesi (20%) ed inglesi (10%). Buona eí la percentuale di austriaci e svizzeri. Molto ridotto eí invece il contributo delle presenze degli ospiti provenienti dai Paesi extraeuropei; fra questi piuí numerose le presenze dallíAustralia e dagli Usa. Analizzando il trend si vede che rispetto al 1986, sono aumentati gli ospiti tedeschi, francesi e austriaci, mentre sono diminuiti gli agrituristi inglesi e svizzeri. Si conferma pertanto il carattere di prevalente provenienza straniera, in particolare centro - europea. L'agriturista straniero tipo ha uníetaí media variabile tra i 30 e i 50 anni (44,8%), spesso superiore ai cinquantíanni (18,6%). Frequentemente eí líintera famiglia che si muove, anche con figli piuttosto grandi, dai 6 ai 18 anni (16,7%). In molti casi il viaggio eí organizzato con amici e parenti, in gruppi di uno o due o quattro persone. Ha inoltre un elevato grado di istruzione, uno straniero su due eí laureato, mentre un altro 30% ha conseguito il diploma di licenza media superiore e nella maggior parte dei casi (75%) eí impiegato nel settore dei servizi pubblici e privati. Risiede in genere, sia in cittaí grandi (29%) che medie (25%), ma anche in piccoli centri con meno di 25.000 abitanti (25%). Le preferenze per il soggiorno nelle aziende agricole toscane sono concentrate nel periodo aprile-settembre, prediligendo una sistemazione soprattutto in appartamenti indipendenti. Data la provenienza spesso lontana, normalmente il soggiorno degli stranieri ha una durata medio lunga che va dagli 8 ai 15 giorni (52%) e solo secondariamente settimanale (38%). Il mezzo di trasporto piuí frequentemente utilizzato per raggiungere líazienda agrituristica eí líautomobile, propria o noleggiata. Raramente fanno uso della motocicletta e dei mezzi pubblici. Per la maggior parte degli stranieri líagriturismo rappresenta una vacanza aggiuntiva e non sostitutiva di quelle tradizionali, carattere questo confermato dallíelevata percentuale di persone che dichiarano di aver prolungato le proprie ferie in Italia e in Toscana ricorrendo al soggiorno in campagna. Solo alcuni tornano in Toscana, molti sono alla loro prima esperienza. Molti sono giaí stati in Italia o allíestero. Gli stranieri praticano líagriturismo solo se eí possibile associarlo ad altre forme di turismo, in particolare alle visite ai centri storici e culturali. Di conseguenza trascorrono poco tempo in azienda e, quindi, scarso eí líinteresse per i servizi offerti dallíazienda: spesso si preparano da soli i pasti, prevalentemente colazione e cena, una volta su due i pranzi. In secondo luogo, proprio percheí interessati a conoscere realtaí diverse, raramente si affezionano ai luoghi visitati e vi ritornano. La fonte di informazione principale cui hanno fatto riferimento gli stranieri sono le agenzie di viaggio, cui si sono rivolti, comunque, piuí di 3 stranieri su 4 per prenotare il soggiorno. Mediamente sono i turisti stranieri a spendere di piuí, ma bisogna considerare che scelgono generalmente alloggi piuí costosi, effettuano vacanze piuí lunghe e trascorrono piuí tempo fuori dallíazienda. Beneficiano dellíindotto da essi generato: prevalentemente il settore della ristorazione e quelli dei noleggi, trasporti e carburanti. Il giudizio espresso dagli agrituristi stranieri sullíesperienza fatta in Toscana eí complessivamente positivo. Non di meno, peroí questi ospiti non nascondono la propria opinione negativa in merito alla viabilitaí e alle indicazioni stradali, le quali sono ritenute inadeguate da un terzo dei visitatori. In aggiunta, bencheí la qualitaí delle strutture e del tipo di accoglienza riservata incontri le aspettative dei clienti, questi non mancano di sottolineare il gradimento per un ulteriore incremento di servizi aziendali per il tempo libero, come la difficoltaí di acquistare sul posto prodotti tipici. L'agriturista italiano è generalmente piuttosto giovane fra i 30 e i 40 anni. Effettua la vacanza prevalentemente con líintera famiglia, composta generalmente da tre persone, spesso con figli abbastanza piccoli e quindi non autonomi. Svolge un tipo di vacanza abbastanza stanziale e di conseguenza apprezza le comoditaí, i servizi e le varie attivitaí che si svolgono nellíazienda e nel territorio che la circonda. Líitaliano medio ha un grado di istruzione leggermente piuí basso rispetto a quello straniero. Solo il 17% eí laureato. Nel complesso il livello di istruzione degli agrituristi, sia stranieri che italiani, eí abbastanza alto in quanto il 71% di essi possiede almeno il diploma di scuola superiore. Si conferma quindi che la domanda eí espressa da soggetti particolarmente interessati alle emergenze artistiche e culturali che la Regione offre. Per quanto riguarda il settore produttivo di appartenenza si nota che la maggior parte degli agrituristi italiani proviene dal commercio, dallíindustria e dallíartigianato. Molto diverse le abitudini di fare vacanza. La maggior parte degli italiani sceglie come periodo di ferie agosto e solo una minoranza settembre e luglio. La sistemazione piuí richiesta eí in camere, meglio con bagno. Il soggiorno dura mediamente una settimana (49%) o meno frequentemente quindici giorni (34%). Rispetto agli agrituristi stranieri, un numero maggiore di italiani ritorna nelle aziende toscane e si dichiara disponibile a ripetere líesperienza nella stessa azienda, consumano preferibilmente colazione e cena fornite dallíazienda. Il mezzo di trasporto maggiormente impiegato eí líautomobile (94%). Per la scelta della destinazione gli italiani si affidano alla consultazione di cataloghi e di amici, molto poco alla agenzie di viaggio. Per la prenotazione della vacanza preferiscono contattare direttamente líazienda. Il giudizio sulla vacanza eí in genere molto positivo giudicando buono o ottimo il livello di comfort, pulizia e tipicitaí del luogo dove hanno soggiornato; meno buono il giudizio sulle attivitaí ricreative e culturali proposte dalle aziende (Atti della conferenza sul turismo - Firenze 28-29 marzo 1996). Il periodo della vacanza tende nellíultimo periodo a contrarsi, passando da una media di 15 giorni dei primi anni í90 ai 7/10 giorni di questi ultimi anni. Si assiste ad un frazionamento della vacanza per cui, anche preferendo la stessa azienda agrituristica, si soggiorna e si utilizzano le produzioni e si praticano le attivitaí ricreative in diversi periodi dell'anno. La nuova domanda italiana di agriturismo eí caratterizzata da una richiesta di soggiorno concentrata prevalentemente nei fine settimana ed in periodi quali quelli primaverili ed autunnali. Uníaltra caratteristica che si eí modificata negli ultimi anni eí relativa alla prenotazione: molti italiani e da poco anche gli stranieri prenotano le loro vacanza con poco anticipo ricevendo risposte di tutto esaurito nei periodi dellíanno in cui la richiesta agrituristica eí particolarmente alta quali i periodi festivi nei mesi di aprile e di agosto. In molti casi la prenotazione viene fatta direttamente presso líazienda agricola. Líutilizzazione media degli alloggi agrituristici sfiora il 70% nel periodo climatico piuí favorevole (Aprile - Ottobre) avvicinandosi agli standard di recettivitaí delle imprese turistiche classiche. Si eí registrato una occupazione media degli alloggi di circa il 10% in piuí rispetto alla media del 59% dei primi anni 90. Questa percentuale eí una media regionale, in quanto si denota uno scollamento tra il tutto esaurito delle aziende agrituristiche del Chianti, ad una potenzialitaí inespressa delle aree montane quali la Garfagnana, il Mugello, la Lunigiana, líAmiata, la Montagna Pistoiese. Anche in questi comprensori tuttavia si denota una nuova vivacitaí che probabilmente porteraí a ridurre tale scollamento (3). A titolo esemplificativo circa líentitaí della domanda riportiamo alcuni dati relativi alle presenze agrituristiche in alcune province della Toscana: Province Presenze (anno 1996) Arezzo 66.852 Grosseto 70.000 Pisa 83.514 Prato 14.590 Massa 2540 Siena 265.247 L'OFFERTA L'offerta agrituristica in Toscana eí caratterizzata da una notevole diversificazione tipologica e ambientale e dalla concentrazione delle aziende in aree forti della collina interna. In montagna ed in pianura la presenza di strutture agrituristiche appare sicuramente meno pronunciata.Circa la metaí delle aziende agrituristiche della regione si collocano tra i 300 ed i 600 metri e solo il 10% eí presente oltre i 600 metri a testimoniare una "vocazionalitaí" collinare del nostro agriturismo. La maggior parte delle aziende agrituristiche (91,8%) eí situata in collina; a questa percentuale corrisponde il 60% delle aziende agricole del territorio regionale. Per quanto riguarda la distribuzione delle aziende allíinterno delle Province, oltre a una chiara dipendenza dallíaltimetria e dalla natura morfologica del territorio, si nota una notevole dipendenza dagli elementi considerati di attrazione turistica e dallíinserimento di quel territorio allíinterno delle correnti turistiche tradizionali. In sintesi si puoí dire che le aree piuí forti dal punto di vista agrituristico sono le zone della collina interna delle Province di Firenze, Siena ed Arezzo che rappresentano circa i 2/3 dellíagriturismo regionale. Le aree di agriturismo minore sono rappresentate dalla montagna e dalle province costiere, dove ricadono gran parte dei Comuni privi di aziende e in genere i Comuni con la piuí bassa intensitaí turistica. Caratteristiche delle aziende Líagriturismo in Toscana eí caratterizzato prevalentemente dallíospitalitaí in aziende piccole ed estensive (42,1%), cioeí in aziende piccole che dedicano allíattività agrituristica risorse modeste sia in termini di capitale che di lavoro. Circa il titolo prevalente di possesso dei terreni, oltre il 70% eí proprietario degli stessi e solo il 18% presenta terreni ed edifici in affitto. Tale scelta eí motivata dalla necessitaí di un aggiornamento strutturale ed una manutenzione straordinaria degli edifici che reputano di esser fatti in immobili di proprietaí. La forma giuridica di gestione eí generalmente individuale ed in minima parte eí possibile constatare forme associate e/o cooperative. Normalmente gli edifici rurali che vengono utilizzati per líattivitaí agrituristica sono di notevole pregio architettonico e storico. In genere chi esercita líagriturismo eí imprenditore agricolo a titolo principale e non solo imprenditore agricolo ai sensi dellíart. 2135 del codice civile come riporto nella LR 76/94 a testimonianza di uníintegrazione fra attivitaí agricola e turistica. Si tratta di imprenditori relativamente giovani, anche se non cíeí uníetaí precisa per limitare il fenomeno solo ai titolari che tra i 45 ed i 55 anni gestiscono imprese agrituristiche avviate da anni. Molti giovani imprenditori conoscono lingue straniere e sono spesso impegnati in attivitaí extra - aziendali. Il 70% dei titolari di imprese agrituristiche infatti ha un livello della lingua straniera parlata buono od ottimo e solo il 20% dichiara di avere un apprendimento superficiale. Nelle zone ad agriturismo minore prevale una forma di conduzione diretta; in quelle piuí forti prevale una conduzione con salariati e la forma societaria dellíimpresa. Fra i titolari delle aziende si ha una netta prevalenza delle donne: in genere líuomo tende a alla gestione dei lavori agricoli dellíazienda e a delegare alla donna le attivitaí riguardanti la gestione agrituristica (Atti del convegno "Líagricoltura in toscana e sistema agro-industriale- caratteristiche strutturali e rapporti organizzativi". - INEA Firenze, 1996). Essendo le aziende agrituristiche presenti in gran parte in collina, la produzione prevalente eí quella olivicola che, per la maggior parte dei casi, coesiste con la coltivazione della vite. Evoluzione dellíofferta agrituristica In Toscana si eí avuto negli ultimi anni un incremento notevole del numero di aziende agrituristiche: da 377 aziende autorizzate nel 1991 a 1226 nel 1997, con un aumento medio di circa 180 aziende l'anno.
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