ART. 1
Principi generali
1. In attuazione dell'ART. 97 della Costituzione l'attività amministrativa in materia di opere e lavori pubblici deve garantirne la qualità ed uniformarsi a criteri di efficienza e di efficacia, secondo procedure improntate a tempestività, trasparenza e correttezza, nel rispetto del diritto comunitario e della libera concorrenza tra gli operatori.
2. Per la disciplina delle opere e dei lavori pubblici di competenza delle regioni anche a statuto speciale, delle province autonome di Trento e di Bolzano e degli enti infraregionali da queste finanziati, i principi desumibili dalle disposizioni della presente legge costituiscono norme fondamentali di riforma economico-sociale e principi della legislazione dello Stato ai sensi degli statuti delle regioni a statuto speciale e dell'ART. 117 della Costituzione, anche per il rispetto degli obblighi internazionali dello Stato.
3. Il Governo, ai sensi dell'ART. 2, comma 3, lettera d), della legge 23 agosto 1988, n. 400, emana atti di indirizzo e coordinamento dell'attività amministrativa delle regioni in conformità alle norme della presente legge.
4. Le norme della presente legge non possono essere derogate, modificate o abrogate se non per dichiarazione espressa con specifico riferimento a singole disposizioni.
ART. 2
Ambito oggettivo e soggettivo di applicazione della legge
1. Ai sensi e per gli effetti della presente legge e del regolamento di cui all'ART. 3, comma 2, si intendono per lavori pubblici, se affidati dai soggetti di cui al comma 2 del presente ART., le attività di costruzione, demolizione, recupero, ristrutturazione, restauro e manutenzione di opere ed impianti, anche di presidio e difesa ambientale e di ingegneria naturalistica. Nei contratti misti di lavori, forniture e servizi e nei contratti di forniture o di servizi quando comprendano lavori accessori, si applicano le norme della presente legge qualora i lavori assumano rilievo economico superiore al 50 per cento.
2. Le norme della presente legge e del regolamento di cui all'ART. 3, comma 2, si applicano:
a) alle amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento autonomo, agli enti pubblici, compresi quelli economici, agli enti ed alle amministrazioni locali, alle loro associazioni e consorzi nonché agli altri organismi di diritto pubblico;
b) ai concessionari di lavori pubblici, di cui all'ART. 19, comma 2, ai concessionari di esercizio di infrastrutture destinate al pubblico servizio, alle aziende speciali ed ai consorzi di cui agli articoli 23 e 25 della legge 8 giugno 1990 n. 142, e successive modificazioni, alle società di cui all'ART. 22 della legge 8 giugno 1990, n. 142, e successive modificazioni, e all'ART. 12 della legge 23 dicembre 1992, n. 498, e successive modificazioni, alle società con capitale pubblico, in misura anche non prevalente, che abbiano a oggetto della propria attività la produzione di beni o servizi non destinati ad essere collocati sul mercato in regime di libera concorrenza nonché ai concessionari di servizi pubblici e ai soggetti di cui al decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 158, qualora operino in virtù di diritti speciali o esclusivi, per lo svolgimento di attività che riguardino i lavori, di qualsiasi importo, individuati con il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di cui all'ART. 8, comma 6, del decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 158, e comunque i lavori riguardanti i rilevati aeroportuali e ferroviari, sempre che non si tratti di lavorazioni che non possono essere progettate separatamente e appaltate separatamente in quanto strettamente connesse e funzionali alla esecuzione di opere comprese nella disciplina del decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 158;
c) ai soggetti privati, relativamente a lavori di cui all'allegato A del decreto legislativo 19 dicembre 1991, n. 406, nonché ai lavori civili relativi ad ospedali, impianti sportivi, ricreativi e per il tempo libero, edifici scolastici ed universitari, edifici destinati a scopi amministrativi ed edifici industriali, di importo superiore a 1 milione di Ecu, per la cui realizzazione sia previsto, da parte dei soggetti di cui alla lettera a, un contributo diretto e specifico, in conto interessi o in conto capitale che, attualizzato, superi il 50% dell'importo dei lavori.
3. Ai soggetti di cui al comma 2, lettera b), fatta eccezione per concessionari di lavori pubblici, di cui al medesimo comma 2, lettera b), si applicano le disposizioni della presente legge a esclusione degli articoli 7, 14, 18, 19, commi 2 e 2-bis, 27 e 33. Ai concessionari di lavori pubblici e ai soggetti di cui al comma 2, lettera c), si applicano le disposizioni della presente legge a esclusione degli articoli 7, 14, 19, commi 2 e 2-bis, 27, 32 e 33. Ai soggetti di cui al comma 2, lettera b), operanti nei settori di cui al decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 158, non si applicano, altresI, le disposizioni del regolamento di cui all'ART. 3, comma 2, relative all'esecuzione dei lavori, alla contabilità dei lavori e al collaudo dei lavori. Resta ferma l'applicazione delle disposizioni legislative e regolamentari relative ai collaudi di natura tecnica.
4. I concessionari di lavori pubblici di cui al comma 2, lettera b), sono obbligati ad appaltare a terzi attraverso pubblico incanto o licitazione privata i lavori pubblici non realizzati direttamente o tramite imprese controllate che devono essere espressamente indicate in sede di candidatura, con la specificazione anche delle rispettive quote dei lavori da eseguire; l'elenco delle imprese controllate viene successivamente aggiornato secondo le modifiche che intervengono nei rapporti tra le imprese. I requisiti di qualificazione previsti dalla presente legge per gli esecutori sono richiesti al concessionario ed alle imprese controllate, nei limiti dei lavori oggetto della concessione eseguiti direttamente. Le amministrazioni aggiudicatrici devono prevedere nel bando l'obbligo per il concessionario di appaltare a terzi una percentuale minima del 40 per cento dei lavori oggetto della concessione. Le imprese controllate devono eseguire i lavori secondo quanto disposto dalle norme della presente legge. Ai fini del presente comma si intendono per soggetti terzi anche le imprese collegate; le situazioni di controllo e di collegamento si determinano secondo quanto previsto dall'ART. 2359 del Codice civile.
4-bis. Le disposizioni di cui al comma 4 si applicano anche ai concessionari di lavori pubblici ed ai concessionari di infrastrutture adibite al pubblico servizio di cui al comma 2, lettera b), per la realizzazione dei lavori previsti nelle convenzioni già assentite alla data di entrata in vigore della presente legge, ovvero rinnovate e prorogate, ai sensi della normativa vigente. I soggetti concessionari prima dell'inizio dei lavori sono tenuti a presentare al concedente idonea documentazione in grado di attestare la situazione di controllo per i fini di cui al comma 4.
5. I lavori di competenza dei soggetti di cui al decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 158, di importo pari o superiore a 200.000 Ecu e inferiore a 5 milioni di Ecu, diversi da quelli individuati nel decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di cui all'ART. 8, comma 6, del decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 158, e di quelli di cui al comma 2, lettera b), sono soggetti alle disposizioni di cui allo stesso decreto legislativo, a eccezione degli articoli 11, commi 2 e 4, 19, 22, commi 4 e 5, 25, commi 2, 26, 28, 29 e 30. I lavori di importo inferiore a 200.000 Ecu sono sottoposti ai regimi propri dei predetti soggetti.
5-bis. I soggetti di cui al comma 2 provvedono all'esecuzione dei lavori di cui alla presente legge, esclusivamente mediante contratti di appalto o di concessione di lavori pubblici ovvero in economia nei limiti di cui all'ART. 24. Le medesime disposizioni si applicano anche, ai soggetti di cui al decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 158, per l'esecuzione di lavori, di qualsiasi importo, non rientranti tra quelli individuati ai sensi dell'ART. 8, comma 6, del medesimo decreto legislativo nonché tra quelli di cui al comma 2, lettera b) del presente ART..
6. Ai sensi della presente legge si intendono:
a) per organismi di diritto pubblico qualsiasi organismo con personalità giuridica, istituito per soddisfare specificatamente bisogni di interesse generale non aventi carattere industriale o commerciale e la cui attività sia finanziata in modo maggioritario dallo Stato, dalle regioni, dalle province autonome di Trento e di Bolzano, dagli enti locali, da altri enti pubblici o da altri organismi di diritto pubblico, ovvero la cui gestione sia sottoposta al controllo di tali soggetti, ovvero i cui organismi di amministrazione, di direzione o di vigilanza siano costituiti in misura non inferiore alla metà da componenti designati dai medesimi soggetti;
b) per procedure di affidamento dei lavori o per affidamento dei lavori il ricorso a sistemi di appalto o di concessione;
c) per amministrazioni aggiudicatrici i soggetti di cui al comma 2, lettera a);
d) per altri enti aggiudicatori o realizzatori i soggetti di cui al comma 2, lettere b) e c).
ART. 3
Delegificazione
1. E' demandata alla potestà regolamentare del Governo, ai sensi dell'ART. 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, con le modalità di cui al presente ART. e secondo le norme di cui alla presente legge, la materia dei lavori pubblici con riferimento:
a) alla programmazione, alla progettazione, alla direzione dei lavori, al collaudo e alle attività di supporto tecnico-amministrativo con le annesse normative tecniche;
b) alle procedure di affidamento degli appalti e delle concessioni di lavori pubblici, nonché degli incarichi di progettazione;
c) alle forme di pubblicità e di conoscibilità degli atti procedimentali, anche mediante informazione televisiva o trasmissione telematica, nonché alle procedure di accesso a tali atti;
d) ai rapporti funzionali tra i soggetti che concorrono alla realizzazione dei lavori e alle relative competenze.
2. Nell'esercizio della potestà regolamentare di cui al comma 1 il Governo, entro il 30 settembre 1995 (il termine è stato spostato, fuori testo, a sei mesi dall'entrata in vigore della nuova legge, ndr) adotta apposito regolamento, di seguito cosI denominato, che, insieme alla presente legge, costituisce l'ordinamento generale in materia di lavori pubblici, recando altresI norme di esecuzione ai sensi del comma 6. Il predetto atto assume come norme regolatrici, nell'ambito degli istituti giuridici introdotti dalla normativa comunitaria vigente e comunque senza pregiudizio dei principi della libertà di stabilimento e della libera prestazione dei servizi, la presente legge, nonché, per quanto non da essa disposto, la legislazione antimafia e le disposizioni nazionali di recepimento della normativa comunitaria vigente nella materia di cui al comma 1. Il regolamento è adottato su proposta del ministro dei Lavori pubblici, di concerto con i ministri dell'Ambiente e per i beni culturali e ambientali, sentiti i ministri interessati, previo parere del Consiglio superiore dei lavori pubblici, nonché delle competenti Commissioni parlamentari, che si esprimono entro sessanta giorni dalla trasmissione dello schema. Con la procedura di cui al presente comma si provvede altresI alle successive modificazioni ed integrazioni del regolamento. Sullo schema di regolamento il Consiglio di Stato esprime parere entro quarantacinque giorni dalla data di trasmissione, decorsi i quali il regolamento è emanato.
3. Il Governo, nell'ambito delle materie disciplinate dal regolamento, attua, con modifiche al medesimo regolamento, le direttive comunitarie nella materia di cui al comma 1 che non richiedono la modifica di disposizioni della presente legge.
4. Sono abrogati, con effetto dalla data di entrata in vigore del regolamento, gli atti normativi indicati che disciplinano la materia di cui al comma 1, ad eccezione delle norme della legislazione antimafia. Il regolamento entra in vigore tre mesi dopo la sua pubblicazione in apposito supplemento della Gazzetta Ufficiale, che avviene contestualmente alla ripubblicazione della presente legge, coordinata con le modifiche ad essa apportate fino alla data di entrata in vigore del regolamento, dei decreti previsti dalla presente legge e delle altre disposizioni legislative non abrogate in materia di lavori pubblici.
5. Con decreto del ministro dei Lavori pubblici, sentito il Consiglio superiore dei lavori pubblici, è adottato, ai sensi dell'ART. 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, il nuovo capitolato generale d'appalto, che trova applicazione ai lavori affidati dai soggetti di cui all'ART. 2, comma 2, lettera a), della presente legge, e che entra in vigore contestualmente al regolamento. Con decreto del ministro dei Lavori pubblici, emanato di concerto con il ministro per i Beni culturali e ambientali, sentito il Consiglio nazionale per i beni culturali e ambientali, sono adottati uno o più capitolati speciali per lavori aventi ad oggetto beni sottoposti alle disposizioni della legge 1o giugno 1939, n. 1089.
6. Il regolamento, con riferimento alle norme di cui alla presente legge, oltre alle materie per le quali è di volta in volta richiamato, definisce in particolare:
a) le modalità di esercizio della vigilanza di cui all'ART. 4;
b) le sanzioni previste a carico del responsabile del procedimento e la ripartizione dei compiti e delle funzioni dell'ingegnere capo fra il responsabile del procedimento e il direttore dei lavori;
c) le forme di pubblicità dei lavori delle conferenze di servizi di cui all'ART. 7;
d) i requisiti e le modalità per l'iscrizione, all'Albo nazionale dei costruttori, dei consorzi stabili di cui all'ART. 12, nonché le modalità per la partecipazione dei consorzi stabili alle gare per l'aggiudicazione di appalti e di concessioni di lavori pubblici;
e) la disciplina delle associazioni temporanee di tipo verticale e l'individuazione dei lavori ad alta tecnologia ai sensi e per gli effetti dell'ART. 13, comma 7;
f) i tempi e le modalità di predisposizione, di inoltro e di aggiornamento dei programmi di cui all'ART. 14;
g) le ulteriori norme tecniche di compilazione dei progetti, gli elementi progettuali relativi a specifiche categorie di lavori;
h) gli ulteriori requisiti delle società di ingegneria di cui all'ART. 17, comma 7;
i) (soppressa dalla legge 216/95);
l) specifiche modalità di progettazione e di affidamento dei lavori di scavo, restauro e manutenzione dei beni tutelati ai sensi della legge 1o giugno 1939, n. 1089, e successive modificazioni, anche in deroga agli articoli 16, 19, 20 e 23 della presente legge;
m) le modalità di espletamento dell'attività delle commissioni giudicatrici di cui all'ART. 21;
n) (abrogata)
o) le procedure di esame delle proposte di variante di cui all'ART. 25;
p) l'ammontare delle penali di cui all'ART. 26, comma 6, secondo l'importo dei lavori e le cause che le determinano, nonché le modalità applicative;
q) le modalità e le procedure accelerate per la deliberazione prima del collaudo, da parte del soggetto appaltante o concedente o di altri soggetti, sulle riserve dell'appaltatore;
r) i lavori in relazione ai quali il collaudo si effettua sulla base di apposite certificazioni di qualità dell'opera e dei materiali e le relative modalità di rilascio; le norme concernenti le modalità del collaudo di cui all'ART. 28 e il termine entro il quale il collaudo stesso deve essere effettuato e gli ulteriori casi nei quali è obbligatorio effettuare il collaudo in corso d'opera; le condizioni di incompatibilità dei collaudatori, i criteri di rotazione negli incarichi, i relativi compensi, i requisiti professionali secondo le caratteristiche dei lavori;
s) le forme di pubblicità di appalti e concessioni ai sensi dell'ART. 29;
t) le modalità di attuazione degli obblighi assicurativi di cui all'ART. 30, le condizioni generali e particolari delle polizze e i massimali garantiti, nonché le modalità di costituzione delle garanzie fideiussorie di cui al medesimo ART. 30; le modalità di prestazione della garanzia in caso di riunione di concorrenti di cui all'ART. 13;
u) la disciplina riguardante i lavori segreti di cui all'ART. 33;
v) la quota subappaltabile dei lavori appartenenti alla categoria o alle categorie prevalenti ai sensi dell'ART. 18, comma 3, della legge 19 marzo 1990, n. 55, come sostituito dall'ART. 34, comma 1, della presente legge;
z) le norme riguardanti la consegna dei lavori e le sospensioni disposte dal titolare dei lavori al fine di assicurare l'effettiva e continuativa prosecuzione dei lavori stessi, le modalità di corresponsione agli appaltatori e ai concessionari di acconti in relazione allo stato di avanzamento dei lavori;
aa) la disciplina per la tenuta dei documenti contabili.
7. Ai fini della predisposizione del regolamento, è istituita, dal ministro dei Lavori pubblici, apposita commissione di studio composta da docenti universitari, funzionari pubblici ed esperti di particolare qualificazione professionale. Per il funzionamento della commissione e per la corresponsione dei compensi, da determinarsi con decreto del ministro dei Lavori pubblici, di concerto con il ministro del Tesoro, in riferimento all'attività svolta, è autorizzata la spesa di lire 500 milioni da imputarsi sul capitolo 1030 dello stato di previsione del ministero dei Lavori pubblici.
7-bis. Entro il 1° gennaio 1996, con decreto del Presidente della Repubblica ai sensi dell'ART. 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta del ministro dei Lavori pubblici, di concerto con il ministro della Difesa, è adottato apposito regolamento, in armonia con le disposizioni della presente legge, per la disciplina delle attività del Genio militare, in relazione a lavori connessi alle esigenze della difesa militare. Sino alla data di entrata in vigore del suddetto regolamento restano ferme le disposizioni attualmente vigenti.
7-ter. Per assicurare la compatibilità con gli ordinamenti esteri delle procedure di affidamento ed esecuzione dei lavori, eseguiti sul territorio dei rispettivi Stati esteri, nell'ambito di attuazione della legge 26 febbraio 1987, n. 49, sulla cooperazione allo sviluppo, il regolamento ed il capitolato generale, sentito il Ministero degli affari esteri, tengono conto della specialità delle condizioni per la realizzazione di detti lavori e delle procedure applicate in materia dalle organizzazioni internazionali e dalla Unione europea.
ART. 4
Autorità per la vigilanza sui lavori pubblici
1. Al fine di garantire l'osservanza dei principi di cui all'ART. 1, comma 1, nella materia dei lavori pubblici, anche di interesse regionale, è istituita, con sede in Roma, l'Autorità per la vigilanza sui lavori pubblici, di seguito denominata Autorità.
2. L'Autorità opera in piena autonomia e con indipendenza di giudizio e di valutazione ed è organo collegiale costituito da cinque membri nominati con determinazione adottata d'intesa dai Presidenti della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica. I membri dell'Autorità, al fine di garantire la pluralità delle esperienze e delle conoscenze, sono scelti tra personalità che operano in settori tecnici, economici e giuridici con riconosciuta professionalità. L'Autorità sceglie il presidente tra i propri componenti e stabilisce le norme sul proprio funzionamento.
3. I membri dell'Autorità durano in carica cinque anni e non possono essere confermati. Essi non possono esercitare, a pena di decadenza, alcuna attività professionale o di consulenza, non possono essere amministratori o dipendenti di enti pubblici o privati nè ricoprire altri uffici pubblici di qualsiasi natura o rivestire cariche pubbliche elettive o cariche nei partiti politici. I dipendenti pubblici sono collocati fuori ruolo o, se professori universitari, in aspettativa per l'intera durata del mandato. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del ministro dei Lavori pubblici, di concerto con il ministro del Tesoro, è determinato il trattamento economico spettante ai membri dell'Autorità, nel limite complessivo di lire 1.250.000.000 annue.
4. L'Autorità:
a) vigila affinchè sia assicurata l'economicità di esecuzione dei lavori pubblici;
b) vigila sull'osservanza della disciplina legislativa e regolamentare in materia verificando, anche con indagini campionarie, la regolarità delle procedure di affidamento dei lavori pubblici;
c) accerta che dall'esecuzione dei lavori non sia derivato pregiudizio per il pubblico erario;
d) segnala al Governo e al Parlamento, con apposita comunicazione, fenomeni particolarmente gravi di inosservanza o di applicazione distorta della normativa sui lavori pubblici;
e) formula al ministro dei Lavori pubblici proposte per la revisione del regolamento;
f) predispone ed invia al Governo e al Parlamento una relazione annuale nella quale si evidenziano disfunzioni riscontrate nel settore degli appalti e delle concessioni di lavori pubblici con particolare riferimento:
1) alla frequenza del ricorso a procedure non concorsuali;
2) alla inadeguatezza della pubblicità degli atti;
3) allo scostamento dai costi standardizzati di cui al comma 16, lettera b);
4) alla frequenza del ricorso a sospensioni dei lavori o a varianti in corso d'opera;
5) al mancato o tardivo adempimento degli obblighi nei confronti dei concessionari e degli appaltatori;
6) allo sviluppo anomalo del contenzioso;
g) sovrintende all'attività dell'Osservatorio dei lavori pubblici di cui al comma 10, lettera c);
h) esercita i poteri sanzionatori di cui ai commi 7 e 17;
i) vigila sul sistema di qualificazione di cui all'ART. 8.
5. Per l'espletamento dei propri compiti, l'Autorità si avvale dell'Osservatorio dei lavori pubblici di cui al comma 10, lettera c), delle unità specializzate di cui all'ART. 14, comma 1, del decreto-legge 13 maggio 1991, n. 152, convertito, con modificazioni, dalla legge 12 luglio 1991, n. 203, nonché, per le questioni di ordine tecnico, della consulenza del Consiglio superiore dei lavori pubblici e del Consiglio nazionale per i beni culturali e ambientali, relativamente agli interventi aventi ad oggetto i beni sottoposti alle disposizioni della legge 1° giugno 1939, n. 1089.
6. Nell'ambito della propria attività l'Autorità può richiedere alle amministrazioni aggiudicatrici, agli altri enti aggiudicatori o realizzatori, nonché a ogni altra pubblica amministrazione e a ogni ente, anche regionale, impresa o persona che ne sia in possesso, documenti, informazioni e chiarimenti relativamente ai lavori pubblici, in corso o da iniziare, al conferimento di incarichi di progettazione, agli affidamenti dei lavori; anche su richiesta motivata di chiunque ne abbia interesse, può disporre ispezioni, avvalendosi del Servizio ispettivo di cui al comma 10 e della collaborazione di altri organi dello Stato; può disporre perizie e analisi economiche e statistiche nonché la consultazione di esperti in ordine a qualsiasi elemento rilevante ai fini dell'istruttoria. Tutte le notizie, le informazioni o i dati riguardanti le imprese oggetto di istruttoria da parte dell'Autorità sono tutelati, sino alla conclusione dell'istruttoria medesima, dal segreto di ufficio anche nei riguardi delle pubbliche amministrazioni. I funzionari dell'Autorità, nell'esercizio delle loro funzioni, sono pubblici ufficiali. Essi sono vincolati dal segreto d'ufficio.
7. Con provvedimento dell'Autorità, i soggetti ai quali è richiesto di fornire gli elementi di cui al comma 6 sono sottoposti alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma fino a lire 50 milioni se rifiutano od omettono, senza giustificato motivo, di fornire le informazioni o di esibire i documenti, ovvero alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma fino a lire 100 milioni se forniscono informazioni od esibiscono documenti non veritieri. L'entità delle sanzioni è proporzionata all'importo contrattuale dei lavori cui le informazioni si riferiscono. Sono fatte salve le diverse sanzioni previste dalle norme vigenti. I provvedimenti dell'Autorità devono prevedere il termine di pagamento della sanzione e avverso di essi è ammesso ricorso al giudice amministrativo in sede di giurisdizione esclusiva da proporre entro trenta giorni dalla data di ricezione dei provvedimenti medesimi. La riscossione della sanzione avviene mediante ruoli. 8. Qualora i soggetti ai quali erichiesto di fornire gli elementi di cui al comma 6 appartengano alle pubbliche amministrazioni, si applicano le sanzioni disciplinari previste dall'ordinamento per gli impiegati dello Stato.
9. Qualora accerti l'esistenza di irregolarità, l'Autorità trasmette gli atti e i propri rilievi agli organi di controllo e, se le irregolarità hanno rilevanza penale, agli organi giurisdizionali competenti. Qualora l'Autorità accerti che dalla realizzazione dei lavori pubblici derivi pregiudizio per il pubblico erario, gli atti e i rilievi sono trasmessi anche ai soggetti interessati e alla procura generale della Corte dei conti.
10. Alle dipendenze dell'Autorità sono costituiti ed operano:
a) la Segreteria tecnica;
b) il Servizio ispettivo;
c) l'Osservatorio dei lavori pubblici.
10-bis. Il Servizio ispettivo svolge accertamenti ed indagini ispettive nelle materie di competenza dell'Autorità; informa, altresI, gli organi amministrativi competenti sulle eventuali responsabilità riscontrate a carico di amministratori, di pubblici dipendenti, di liberi professionisti e di imprese. Il ministro dei Lavori pubblici, d'intesa con l'Autorità, può avvalersi del Servizio ispettivo per l'attivazione dei compiti di controllo spettanti all'Amministrazione.
10-ter. Al Servizio ispettivo epreposto un dirigente generale di livello C ed esso è composto da non più di 125 unità appartenenti alla professionalità amministrativa e tecnica, di cui 25 con qualifica non inferiore a quella dirigenziale.
10-quater. Sono fatte salve le competenze del Nucleo tecnico di valutazione e verifica degli investimenti pubblici di cui all'ART. 3, comma 5, del decreto legislativo 5 dicembre 1997, n. 430.
10-quinquies. Il ministro del Tesoro, del bilancio e della programmazione economica è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio, ivi compreso il trasferimento delle risorse dal centro di responsabilità Ispettorato tecnico dello stato di previsione del ministero dei Lavori pubblici all'apposito centro di responsabilità dello stato di previsione della Presidenza del Consiglio dei ministri.
11. (soppresso)
12. (soppresso)
13. (soppresso)
14. L'Osservatorio dei lavori pubblici è articolato in una sezione centrale e in sezioni regionali aventi sede presso le regioni e le province autonome. I modi e i protocolli della articolazione regionale sono definiti dall'Autorità di concerto con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano.
15. L'Osservatorio dei lavori pubblici opera mediante procedure informatiche, sulla base di apposite convenzioni, anche attraverso collegamento con gli analoghi sistemi della Ragioneria generale dello Stato, dei ministeri interessati, dell'Istituto nazionale di statistica (Istat), dell'Istituto nazionale della previdenza sociale (Inps), dell'Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (Inail), delle regioni, dell'Unione province d'Italia (Upi), dell'Associazione nazionale comuni italiani (Anci), delle Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura e delle casse edili.
16. La sezione centrale dell'Osservatorio dei lavori pubblici svolge i seguenti compiti:
a) provvede alla raccolta e alla elaborazione dei dati informativi concernenti i lavori pubblici su tutto il territorio nazionale e, in particolare, di quelli concernenti i bandi e gli avvisi di gara, le aggiudicazioni e gli affidamenti, le imprese partecipanti, l'impiego della mano d'opera e le relative norme di sicurezza, i costi e gli scostamenti rispetto a quelli preventivati, i tempi di esecuzione e le modalità di attuazione degli interventi, i ritardi e le disfunzioni;
b) determina annualmente costi standardizzati per tipo di lavoro in relazione a specifiche aree territoriali, facendone oggetto di una specifica pubblicazione;
c) pubblica semestralmente i programmi triennali dei lavori pubblici predisposti dalle amministrazioni aggiudicatrici, nonché l'elenco dei lavori pubblici affidati;
d) promuove la realizzazione di un collegamento informatico con le amministrazioni aggiudicatrici, gli altri enti aggiudicatori o realizzatori, nonché con le regioni, al fine di acquisire informazioni in tempo reale sui lavori pubblici;
e) garantisce l'accesso generalizzato, anche per via informatica, ai dati raccolti e alle relative elaborazioni;
f) adempie agli oneri di pubblicità e di conoscibilità richiesti dall'Autorità;
g) favorisce la formazione di archivi di settore, in particolare in materia contrattuale, e la formulazione di tipologie unitarie da mettere a disposizione delle amministrazioni interessate.
16-bis. In relazione alle attività, agli aspetti e alle componenti peculiari dei lavori concernenti i beni sottoposti alle disposizioni della legge 1° giugno 1939, n. 1089, i compiti di cui alle lettere a) e b) del comma 16 sono svolti dalla sezione centrale dell'Osservatorio dei lavori pubblici, su comunicazione del soprintendente per i beni ambientali e architettonici avente sede nel capoluogo di regione, da effettuarsi per il tramite della sezione regionale dell'Osservatorio.
17. Le amministrazioni aggiudicatrici e gli altri enti aggiudicatori o realizzatori sono tenuti a comunicare all'Osservatorio dei lavori pubblici, per lavori pubblici di importo superiore a 150.000 Ecu, entro quindici giorni dalla data del verbale di gara o di definizione della trattativa privata, i dati concernenti la denominazione dei lavori, il contenuto dei bandi e dei verbali di gara, i soggetti invitati, l'importo di aggiudicazione, il nominativo dell'aggiudicatario o dell'affidatario e del progettista e, entro trenta giorni dalla data del loro compimento ed effettuazione, l'inizio, gli stati di avanzamento e l'ultimazione dei lavori, l'effettuazione del collaudo, l'importo finale del lavoro. Il soggetto che ometta, senza giustificato motivo, di fornire i dati richiesti è sottoposto, con provvedimento dell'Autorità, alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma fino a lire 50 milioni. La sanzione è elevata fino a lire 100 milioni se sono forniti dati non veritieri.
18. I dati di cui al comma 17, relativi ai lavori di interesse regionale, provinciale e comunale, sono comunicati alle sezioni regionali dell'Osservatorio dei lavori pubblici che li trasmettono alla sezione centrale.
ART. 5
Disposizioni in materia di personale dell'Autorità e del Servizio ispettivo e norme finanziarie
1. Al personale dell'Autorità si applicano le disposizioni di cui al decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, e successive modificazioni.
2. La Segreteria tecnica di cui all'ART. 4, comma 10, lettera a), è composta da non più di 50 unità, ivi comprese 4 unità di livello dirigenziale, ed è coordinata da un dirigente generale di livello C.
3. (abrogato)
4. L'Osservatorio dei lavori pubblici di cui all'ART. 4, comma 10, lettera c), al quale è preposto un dirigente generale di livello C, ecostituito da 59 unità, ivi comprese 4 unità di livello dirigenziale.
5. Per le finalità di cui al presente ART., con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri è istituito un apposito ruolo del personale dipendente dall'Autorità; alla copertura del predetto ruolo si provvede in via prioritaria con il ricorso alle procedure di mobilità di cui al capo III del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, e successive modificazioni, nonché, in via subordinata, alle procedure di concorso di cui al medesimo decreto. Al personale dell'Autorità è fatto divieto di assumere altro impiego od incarico, nonché di esercitare attività professionale, didattica, commerciale e industriale. Fino alla stipula dei contratti collettivi di cui al decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, e successive modificazioni, al personale dell'Autorità è attribuito lo stesso trattamento giuridico ed economico del personale di ruolo della Presidenza del Consiglio dei ministri.
5-bis. In sede di prima applicazione della presente legge, si provvede alla copertura dei posti in organico del Servizio ispettivo, in via prioritaria, mediante il personale assunto in esito ai concorsi per esami di cui all'ART. 13, comma 6, del decreto-legge 25 marzo 1997, n. 67, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 maggio 1997, n. 135, e, in subordine, mediante il personale assunto nell'ambito del sistema di programmazione delle assunzioni previsto dall'ART. 39 della legge 27 dicembre 1997, n. 449. Per il restante personale si provvede in via prioritaria con il ricorso alle procedure di mobilità di cui al Capo III del Titolo II del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, nonché, in via subordinata, con il ricorso alle procedure di concorso di cui al medesimo decreto.
6. L'Autorità provvede alla gestione delle spese necessarie al proprio funzionamento con un unico capitolo iscritto nello stato di previsione della spesa della Presidenza del Consiglio dei ministri. Su proposta dell'Autorità, il Presidente del Consiglio dei ministri, di concerto con il ministro del Tesoro, disciplina con apposito regolamento i criteri di gestione e le modalità di rendicontazione.
7. All'onere derivante dall'attuazione della presente legge, valutato in lire 14.040 milioni per l'anno 1995 e in lire 13.680 milioni per l'anno 1996 e in lire 13.320 milioni a decorrere dall'anno 1997, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 1995-1997, al capitolo 6856 dello stato di previsione del ministero del Tesoro per l'anno 1995, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al ministero dei Lavori pubblici. Il ministro del Tesoro è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.
7-bis. L'Autorità provvede alla definizione delle risorse necessarie per le sezioni regionali dell'Osservatorio, nei limiti delle proprie disponibilità di bilancio.
ART. 6
Modifica della organizzazione e delle competenze del Consiglio superiore dei lavori pubblici
1. ... garantita la piena autonomia funzionale e organizzativa, nonché l'indipendenza di giudizio e di valutazione del Consiglio superiore dei lavori pubblici quale massimo organo tecnico consultivo dello Stato.
2. (abrogato)
3. Nell'esercizio del potere di organizzazione ai sensi dell'ART. 1, terzo comma, della legge 20 aprile 1952, n. 524, sono altresì garantiti:
a) l'assolvimento dell'attività consultiva richiesta dall'Autorità;
b) l'assolvimento dell'attività di consulenza tecnica;
c) la possibilità di far fronte alle richieste di consulenza avanzate dalle pubbliche amministrazioni.
4. Con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del ministro dei Lavori pubblici, previa deliberazione del Consiglio dei ministri, da emanarsi entro il 1° gennaio 1996 si provvede ad attribuire al Consiglio superiore dei lavori pubblici, su materie identiche o affini a quelle già di competenza del Consiglio medesimo, poteri consultivi i quali, con disposizioni vigenti alla data di entrata in vigore della presente legge, siano stati affidati ad altri organi istituiti presso altre amministrazioni dello Stato, anche a ordinamento autonomo. Con il medesimo decreto si provvede a integrare la rappresentanza delle diverse amministrazioni dello Stato nell'ambito del Consiglio superiore dei lavori pubblici, nonché a integrare analogamente la composizione dei comitati tecnici amministrativi. Sono fatte salve le competenze del Consiglio nazionale per i beni culturali e ambientali.
5. Il Consiglio superiore dei lavori pubblici esprime parere obbligatorio sui progetti definitivi di lavori pubblici di competenza statale, o comunque finanziati per almeno il 50 per cento dallo Stato, di importo superiore ai 25 milioni di Ecu, nonché parere sui progetti delle altre pubbliche amministrazioni, sempre superiori a tale importo, ove esse ne facciano richiesta. Per i lavori pubblici di importo inferiore a 25 milioni di Ecu, le competenze del Consiglio superiore sono esercitate dai comitati tecnici amministrativi presso i provveditorati regionali alle opere pubbliche, la cui composizione viene parimenti modificata secondo quanto previsto al comma 4. Qualora il lavoro pubblico di importo inferiore a 25 milioni di Ecu, presenti elementi di particolare rilevanza e complessità, il provveditore sottopone il progetto, con motivata relazione illustrativa, al parere del Consiglio superiore.
5-bis. Le adunanze delle sezioni e dell'assemblea generale del Consiglio superiore dei lavori pubblici sono valide con la presenza di un terzo dei componenti ed i pareri sono validi quando siano deliberati con il voto favorevole della maggioranza assoluta dei presenti all'adunanza.
5-ter. Il Consiglio superiore dei lavori pubblici esprime il parere entro quarantacinque giorni dalla trasmissione del progetto. Decorso tale termine, il parere si intende espresso in senso favorevole.
ART. 7
Misure per l'adeguamento della funzionalità della pubblica amministrazione
1. I soggetti di cui all'ART. 2, comma 2, lettera a), nominano, ai sensi della legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni, un responsabile unico del procedimento di attuazione di ogni singolo intervento previsto dal programma triennale dei lavori pubblici, per le fasi della progettazione, dell'affidamento e dell'esecuzione.
2. Il regolamento determina l'importo massimo e la tipologia dei lavori per i quali il responsabile del procedimento può coincidere con il progettista o con il direttore dei lavori. Fino alla data di entrata in vigore del regolamento tale facoltà può essere esercitata per lavori di qualsiasi importo o tipologia. L'Amministrazione della difesa, in considerazione della struttura gerarchica dei propri organi tecnici, in luogo di un unico responsabile del procedimento può nominare un responsabile del procedimento per ogni singola fase di svolgimento del processo attuativo: progettazione, affidamento ed esecuzione.
3. Il responsabile del procedimento formula proposte e fornisce dati e informazioni ai fini della predisposizione del programma triennale dei lavori pubblici e dei relativi aggiornamenti annuali; assicura, in ciascuna fase di attuazione degli interventi, il controllo sui livelli di prestazione, di qualità e di prezzo determinati in coerenza alla copertura finanziaria ed ai tempi di realizzazione del programma oltrecheal corretto e razionale svolgimento delle procedure; segnala altresI eventuali disfunzioni, impedimenti o ritardi nell'attuazione degli interventi e accerta la libera disponibilità delle aree e degli immobili necessari, fornisce all'amministrazione i dati e le informazioni relativi alle principali fasi di svolgimento del processo attuativo necessari per l'attività di coordinamento, di indirizzo e di controllo di sua competenza.
4. Il regolamento disciplina le ulteriori funzioni del responsabile del procedimento, coordinando con esse i compiti, le funzioni e le responsabilità del direttore dei lavori e dei coordinatori in materia di salute e di sicurezza durante la progettazione e durante l'esecuzione dei lavori, previsti dal decreto legislativo 14 agosto 1996, n. 494, e successive modificazioni. Restano ferme, fino alla data di entrata in vigore del predetto regolamento, le responsabilità dell'ingegnere capo e del direttore dei lavori come definite dalla normativa vigente.
5. Il responsabile del procedimento deve essere un tecnico. Qualora l'organico dei soggetti di cui al comma 1 presenti carenze accertate o non consenta il reperimento delle adeguate competenze professionali in relazione alle caratteristiche dell'intervento secondo quanto attestato dal dirigente competente alla formazione e allo svolgimento del programma, i compiti di supporto all'attività del responsabile del procedimento possono essere affidati con le procedure e le modalità previste dal decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 157, a professionisti singoli o associati nelle forme di cui alla legge 23 novembre 1939, n. 1815, e successive modificazioni, o alle società di cui all'ART. 17, comma 1, lettere e) e f), aventi le necessarie competenze specifiche di carattere tecnico, economico-finanziario, amministrativo, organizzativo e legale e che abbiano stipulato a proprio carico adeguata polizza assicurativa a copertura dei rischi di natura professionale.
6. Qualora si renda necessaria l'azione integrata e coordinata di diverse amministrazioni statali, regionali o locali, l'amministrazione aggiudicatrice, su proposta del responsabile unico del procedimento, può promuovere la conclusione di un accordo di programma ai sensi dell'ART. 27 della legge 8 giugno 1990, n. 142, e successive modificazioni.
7. Per l'acquisizione di intese, pareri, concessioni, autorizzazioni, licenze, nulla osta e assensi, comunque denominati, al fine dell'esecuzione di lavori pubblici, l'amministrazione aggiudicatrice, su proposta del responsabile unico del procedimento, convoca una conferenza di servizi ai sensi dell'ART. 14 della legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni. Alle amministrazioni interessate deve essere comunicato, a cura del responsabile unico del procedimento, il progetto di cui al comma 8 del presente ART. almeno trenta giorni prima della data di convocazione della conferenza o dell'accordo di programma. In caso di affidamento di concessione di lavori pubblici di cui all'ART. 19, comma 2, la conferenza di servizi è convocata dal concedente anche nell'interesse del concessionario.
8. In sede di conferenza di servizi le amministrazioni si esprimono sul progetto definitivo, successivamente alla pronuncia da parte dell'amministrazione competente in ordine alla valutazione d'impatto ambientale, ove richiesta dalla normativa vigente, da rendere nel termine di novanta giorni dalla richiesta, o nel più breve termine idoneo a consentire l'utilizzazione degli eventuali cofinanziamenti comunitari entro la scadenza per essi prevista. Trascorsi i termini di cui al primo periodo del presente comma, la stessa amministrazione è tenuta a esprimersi in sede di conferenza di servizi. La conferenza di servizi può esprimersi anche sul progetto preliminare al fine di concordare quali siano le condizioni per ottenere, in sede di presentazione del progetto definitivo, le intese, i pareri, le concessioni, le autorizzazioni, le licenze, i nulla osta e gli assensi di cui alle vigenti norme.
9. Il regolamento e le leggi regionali prevedono le forme di pubblicità dei lavori della conferenza di servizi, nonché degli atti da cui risultano le determinazioni assunte da ciascuna amministrazione interessata.
10. In sede di conferenza di servizi possono essere richiesti ai progettisti, se necessario, chiarimenti e documentazione.
11. Le amministrazioni interessate si esprimono nella conferenza di servizi nel rispetto delle norme ordinamentali sulla formazione della loro volontà e sono rappresentate da soggetti che dispongono, per delega ricevuta dall'organo istituzionalmente competente, dei poteri spettanti alla sfera dell'amministrazione rappresentata in relazione all'oggetto del procedimento.
12. Qualora alla conferenza di servizi il rappresentante di un'amministrazione invitata sia risultato assente o comunque non dotato di adeguato potere di rappresentanza, la conferenza è riconvocata per una sola volta, tra il decimo ed il quindicesimo giorno dalla prima convocazione, e decide prescindendo dalla presenza della totalità delle amministrazioni invitate e dalla adeguatezza dei poteri di rappresentanza dei soggetti intervenuti.
13. Il dissenso manifestato in sede di conferenza di servizi deve essere motivato e recare, a pena di inammissibilità, le specifiche indicazioni delle modifiche progettuali necessarie ai fini dell'assenso.
14. Le regioni a statuto ordinario provvedono a disciplinare la conferenza di servizi, in armonia con i principi di cui al presente ART., per gli interventi di competenza regionale e locale.
15. Il termine per il controllo di legittimità sugli atti da parte delle Ragionerie centrali dello Stato è fissato in trenta giorni e può essere interrotto per non più di due volte, per un massimo di dieci giorni, per la richiesta di chiarimenti all'Amministrazione. Resta fermo il disposto di cui al comma 6 dell'ART. 11 del decreto del Presidente della Repubblica 20 aprile 1994, n. 367.
ART. 8<BR>
Qualificazione</CENTER><P>
1. Al fine di assicurare il conseguimento degli obiettivi di cui all'ART. 1, comma 1, i soggetti esecutori a qualsiasi titolo di lavori pubblici devono essere qualificati ed improntare la loro attività ai principi della qualità, della professionalità e della correttezza. Allo stesso fine i prodotti, i processi, i servizi e i sistemi di qualità aziendali impiegati dai medesimi soggetti sono sottoposti a certificazione, ai sensi della normativa vigente.<BR>
2. Con apposito regolamento, da emanare ai sensi dell'ART. 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta del ministro dei Lavori pubblici, di concerto con il ministro dell'Industria, del commercio e dell'artigianato e con il ministro per i Beni culturali e ambientali, sentito il ministro del Lavoro e della previdenza sociale, previo parere delle competenti Commissioni parlamentari, è istituito, tenendo conto della normativa vigente in materia, un sistema di qualificazione, unico per tutti gli esecutori a qualsiasi titolo di lavori pubblici di cui all'ART. 2, comma 1, di importo superiore a 150.000 Ecu, articolato in rapporto alle tipologie e all'importo dei lavori stessi.<BR>
3. Il sistema di qualificazione è attuato da organismi di diritto privato di attestazione, appositamente autorizzati dall'Autorità di cui all'ART. 4, sentita un'apposita commissione consultiva istituita presso l'Autorità medesima. Alle spese di finanziamento
della commissione consultiva si provvede a carico del
bilancio dell'Autorità, nei limiti delle risorse
disponibili. Agli organismi di attestazione è
demandato il compito di attestare l'esistenza nei soggetti
qualificati di:<B><BR>
a) certificazione di sistema di qualità conforme
alle norme europee della serie Uni En Iso 9000 e alla
vigente normativa nazionale, rilasciata da soggetti
accreditati ai sensi delle norme europee della serie
Uni Cei En 45000;<BR>
b) dichiarazione della presenza di elementi significativi
e tra loro correlati del sistema di qualità
rilasciata dai soggetti di cui alla lettera a);<BR>
c) requisiti di ordine generale nonché tecnico-organizzativi
ed economico-finanziari conformi alle disposizioni
comunitarie in materia di qualificazione.</B><BR>
4. Il regolamento di cui al comma 2 definisce in particolare:<B><BR>
a) il numero e le modalità di nomina dei componenti
la commissione consultiva di cui al comma 3, che deve
essere composta da rappresentanti delle amministrazioni
interessate dello Stato, anche a ordinamento autonomo,
della Conferenza dei presidenti delle regioni e delle
province autonome, delle organizzazioni imprenditoriali
firmatarie di contratti collettivi nazionali di lavoro
di settore e degli organismi di rappresentanza dei
lavoratori interessati;<BR>
b) le modalità e i criteri di autorizzazione
e di eventuale revoca nei confronti degli organismi
di attestazione, nonché i requisiti soggettivi,
organizzativi, finanziari e tecnici che i predetti
organismi devono possedere, fermo restando che essi
devono agire in piena indipendenza rispetto ai soggetti
esecutori di lavori pubblici destinatari del sistema
di qualificazione e che sono soggetti alla sorveglianza
dell'Autorità; i soggetti accreditati nel settore
delle costruzioni, ai sensi delle norme europee della
serie Uni Cei En 45000 e delle norme nazionali in materia,
al rilascio della certificazione dei sistemi di qualità,
su loro richiesta sono autorizzati dall'Autorità,
nel caso siano in possesso dei predetti requisiti,
anche allo svolgimento dei compiti di attestazione
di cui al comma 3, fermo restando il divieto per lo
stesso soggetto di svolgere sia i compiti della certificazione
che quelli dell'attestazione relativamente alla medesima
impresa;<BR>
c) le modalità di attestazione dell'esistenza
nei soggetti qualificati della certificazione del sistema
di qualità o della dichiarazione della presenza
di elementi del sistema di qualità, di cui al
comma 3, lettere a) e b), e dei requisiti di cui al
comma 3, lettera c), nonché le modalità
per l'eventuale verifica annuale dei predetti requisiti
relativamente ai dati di bilancio;<BR>
d) i requisiti di ordine generale e i requisiti tecnico-organizzativi
ed economico-finanziari di cui al comma 3, lettera
c), con le relative misure in rapporto all'entità
e alla tipologia dei lavori, tenuto conto di quanto
disposto in attuazione dell'ART. 9, commi 2 e 3. Vanno
definiti, tra i suddetti requisiti, anche quelli relativi
alla regolarità contributiva, e contrattuale,
ivi compresi i versamenti alle casse edili;<BR>
e) la facoltà ed il successivo obbligo per le
stazioni appaltanti, graduati in un periodo non superiore
a cinque anni e in rapporto alla tipologia dei lavori
nonché agli oggetti dei contratti, di richiedere
il possesso della certificazione del sistema di qualità
o della dichiarazione della presenza di elementi del
sistema di qualità di cui al comma 3, lettere
a) e b). La facoltà e il successivo obbligo
per le stazioni appaltanti di richiedere la certificazione
di qualità non potranno comunque essere previsti
per lavori di importo inferiore a 500.000 Ecu;<BR>
f) i criteri per la determinazione delle tariffe applicabili
all'attività di qualificazione;<BR>
g) la durata dell'efficacia della qualificazione, non
inferiore a due anni e non superiore a tre anni, nonché
le relative modalità di verifica;<BR>
h) la formazione di elenchi, su base regionale, dei
soggetti che hanno conseguito la qualificazione di
cui al comma 3; tali elenchi sono redatti e conservati
presso l'Autorità, che ne assicura la pubblicità
per il tramite dell'Osservatorio dei lavori pubblici
di cui all'ART. 4.</B><BR>
5. (abrogato)<BR>
6. Il regolamento di cui al comma 2 disciplina le modalità
dell'esercizio, da parte dell'Ispettorato generale
per l'Albo nazionale dei costruttori e per i contratti
di cui al sesto comma dell'ART. 6, legge 10 febbraio
1962, n. 57, delle competenze già attribuite
al predetto ufficio e non soppresse ai sensi del presente
ART..<BR>
7. Fino al 31 dicembre 1999, il Comitato centrale dell'Albo
nazionale dei costruttori dispone la sospensione da
tre a sei mesi dalla partecipazione alle procedure
di affidamento di lavori pubblici nei casi previsti
dall'ART. 24, primo comma, della direttiva 93/37/Cee
del Consiglio del 14 giugno 1993. Resta fermo quanto
previsto dalla vigente disciplina antimafia e in materia
di misure di prevenzione. Ai fini dell'applicazione
delle disposizioni di cui al primo periodo, sono abrogate
le norme incompatibili relative alla sospensione e
alla cancellazione dall'Albo di cui alla legge 10 febbraio
1962, n. 57, e sono inefficaci i procedimenti iniziati
in base alla normativa previgente. A decorrere dal
1o gennaio 2000, all'esclusione dalla partecipazione
alle procedure di affidamento di lavori pubblici provvedono
direttamente le stazioni appaltanti, sulla base dei
medesimi criteri.<BR>
8. A decorrere dal 1° gennaio 2000, i lavori pubblici
possono essere eseguiti esclusivamente da soggetti
qualificati ai sensi dei commi 2 e 3 del presente ART.,
e non esclusi ai sensi del comma 7 del presente ART..
Con effetto dalla data di entrata in vigore della presente
legge, è vietata, per l'affidamento di lavori
pubblici, l'utilizzazione degli albi speciali o di
fiducia predisposti dai soggetti di cui all'ART. 2.<BR>
9. A decorrere dalla data di entrata in vigore del regolamento
di cui al comma 2 e sino al 31 dicembre 1999, l'esistenza
dei requisiti di cui alla lettera c) del comma 3 è
accertata in base al certificato di iscrizione all'Albo
nazionale dei costruttori per le imprese nazionali
o, per le imprese dei Paesi appartenenti alla Comunità
europea, in base alla certificazione, prodotta secondo
le normative vigenti nei rispettivi Paesi, del possesso
dei requisiti prescritti per la partecipazione delle
imprese italiane alle gare.<BR>
10. A decorrere dal 1° gennaio 2000, è abrogata
la legge 10 febbraio 1962, n. 57. Restano ferme le
disposizioni di cui alla legge 19 marzo 1990, n. 55,
e successive modificazioni.<BR>
11. A decorrere dalla data di entrata in vigore del
decreto di cui al comma 3 dell'ART. 9 e fino al 31
dicembre 1999, ai fini della partecipazione alle procedure
di affidamento e di aggiudicazione dei lavori pubblici
di cui alla presente legge, l'iscrizione all'Albo nazionale
dei costruttori avviene ai sensi della legge 10 febbraio
1962, n. 57, e successive modificazioni e integrazioni,
e della legge 15 novembre 1986, n. 768, e sulla base
dei requisiti di iscrizione come rideterminati ai sensi
del medesimo comma 3 dell'ART. 9.<B><BR>
11-bis. Le imprese dei Paesi appartenenti all'Unione
europea partecipano alle procedure per l'affidamento
di appalti di lavori pubblici in base alla documentazione,
prodotta secondo le normative vigenti nei rispettivi
Paesi, del possesso di tutti i requisiti prescritti
per la partecipazione delle imprese italiane alle gare.<BR>
11-ter. Il regolamento di cui all'ART. 3, comma 2, stabilisce
gli specifici requisiti economico-finanziari e tecnico-organizzativi
che devono possedere i candidati ad una concessione
di lavori pubblici che non intendano eseguire i lavori
con la propria organizzazione di impresa. Fino alla
data di entrata in vigore del suddetto regolamento
i requisiti e le relative misure sono stabiliti dalle
amministrazioni aggiudicatrici.<BR>
11-quater. Le imprese alle quali venga rilasciata da
organismi accreditati, ai sensi delle norme europee
della serie Uni Cei En 45000, la certificazione di
sistema di qualità conforme alle norme europee
della serie Uni En Iso 9000, ovvero la dichiarazione
della presenza di elementi significativi e tra loro
correlati di tale sistema, usufruiscono dei seguenti
benefici:<BR>
a) La cauzione e la garanzia fidejussoria previste,
rispettivamente, dal comma 1 e dal comma 2 dell'ART.
30 della presente legge, sono ridotte, per le imprese
certificate, del 50 per cento;<BR>
b) nei casi di appalto concorso le stazioni appaltanti
prendono in considerazione la certificazione del sistema
di qualità, ovvero la dichiarazione della presenza
di elementi significativi e tra loro correlati di tale
sistema, in aggiunta agli elementi variabili di cui
al comma 2 dell'ART. 21 della presente legge.<BR>
11-quinquies. Il regolamento di cui al comma 2 stabilisce
quali requisiti d'ordine generale, organizzativo e
tecnico debbano possedere le imprese per essere affidatarie
di lavori pubblici di importo inferiore a 150.000 Ecu.<BR>
11-sexies. Per le attività di restauro e manutenzione
dei beni mobili e delle superfici decorate di beni
architettonici, il ministro per i Beni culturali e
ambientali, sentito il ministro dei Lavori pubblici,
provvede a stabilire i requisiti di qualificazione
dei soggetti esecutori dei lavori.</B><CENTER><P>
ART. 9<BR>
Norme in materia di partecipazione alle gare</CENTER><P>
1. Fermo restando quanto disposto dall'ART. 8, fino
al 31 dicembre 1999 la partecipazione alle procedure
di affidamento dei lavori pubblici è altresI
<B>ammessa in base alle </B>norme di cui alla legge 10 febbraio
1962, n. 57, e successive modificazioni e integrazioni,
e al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri
10 gennaio 1991, n. 55, come integrato dalle disposizioni
di cui al comma 2 del presente ART..<BR>
2. Le disposizioni di cui al Dpcm 10 gennaio 1991, n.
55, sono integrate con decreto del Presidente del Consiglio
dei ministri ai sensi dell'ART. 17, comma 2, della
legge 19 marzo 1990, n. 55, per quanto attiene <B>al periodo
di riferimento nonché</B> alla determinazione dei
parametri e dei coefficienti, differenziati per importo
dei lavori, relativi ai requisiti economico-finanziari
e tecnico-organizzativi che i concorrenti debbono possedere
per la partecipazione alle procedure di affidamento
di lavori pubblici.<BR>
3. Il ministro dei Lavori pubblici, con proprio decreto
da emanarsi entro novanta giorni dalla data di entrata
in vigore della presente legge, sentito il comitato
centrale per l'Albo nazionale dei costruttori, articola
l'attuale sistema di categorie in opere generali e
in opere specializzate e le ridetermina adeguandole
ai criteri di cui al comma 2. Il predetto decreto reca
inoltre disposizioni in ordine a un più stretto
riferimento tra iscrizione ad una categoria e specifica
capacità tecnico-operativa, da individuarsi
sulla base della idoneità tecnica, dell'attrezzatura
tecnica, della manodopera impiegata e della capacità
finanziaria ed imprenditoriale.<BR>
4. Con il decreto di cui al comma 3, è istituita
una apposita categoria per le attività di scavo
archeologico, restauro e manutenzione dei beni sottoposti
a tutela ai sensi della <A HREF="../../anno_1896-1939/L.1089-39.html">legge 1° giugno 1939, n. 1089</A>,
e successive modificazioni.<BR>
4-bis. Per le iscrizioni di competenza del Comitato
centrale dell'Albo nazionale dei costruttori non è
richiesto il parere consultivo del comitato regionale.<CENTER><P>
ART. 10<BR>
Soggetti ammessi alle gare</CENTER><P>
1. Sono ammessi a partecipare alle procedure di affidamento
dei lavori pubblici i seguenti soggetti:<BR>
a) le imprese individuali, anche artigiane, le società
commerciali, le società cooperative, secondo
le disposizioni di cui agli articoli 8 e 9;<BR>
b) i consorzi fra società cooperative di produzione
e lavoro costituiti a norma della legge 25 giugno 1909,
n. 422, e successive modificazioni, e i consorzi tra
imprese artigiane di cui alla legge 8 agosto 1985,
n. 443, sulla base delle disposizioni di cui agli articoli
8 e 9 della presente legge;<BR>
c) i consorzi stabili costituiti anche in forma di società
consortili ai sensi dell'ART. 2615-ter del Codice civile,
tra imprese individuali, anche artigiane, società
commerciali, società cooperative di produzione
e lavoro, secondo le disposizioni di cui all'ART. 12
della presente legge;<BR>
d) le associazioni temporanee di concorrenti, costituite
dai soggetti di cui alle lettere a), b) e c), i quali,
prima della presentazione dell'offerta, abbiano conferito
mandato collettivo speciale con rappresentanza ad uno
di essi, qualificato capogruppo, il quale esprime l'offerta
in nome e per conto proprio e dei mandanti; si applicano
al riguardo le disposizioni di cui all'ART. 13;<BR>
e) i consorzi di concorrenti di cui all'ART. 2602 del
Codice civile, costituiti tra i soggetti di cui alle
lettere a), b) e c) del presente comma anche in forma
di società ai sensi dell'ART. 2615-ter del Codice
civile; si applicano al riguardo le disposizioni di
cui all'ART. 13 della presente legge;<BR>
e-bis) i soggetti che abbiano stipulato il contratto
di gruppo europeo di interesse economico (Geie) ai
sensi del decreto legislativo 23 luglio 1991, n. 240;
si applicano al riguardo le disposizioni di cui all'ART.
13.<B><BR>
1-bis. Non possono partecipare alla medesima gara imprese
che si trovino fra di loro in una delle situazioni
di controllo di cui all'ART. 2359 del Codice civile.<BR>
1-ter. I soggetti di cui all'ART. 2, comma 2, possono
prevedere nel bando la facoltà, in caso di fallimento
o di risoluzione del contratto per grave inadempimento
dell'originario appaltatore, di interpellare il secondo
classificato al fine di stipulare un nuovo contratto
per il completamento dei lavori alle medesime condizioni
economiche già proposte in sede di offerta.
I soggetti di cui all'ART. 2, comma 2, in caso di fallimento
del secondo classificato, possono interpellare il terzo
classificato e, in tal caso, il nuovo contratto è
stipulato alle condizioni economiche offerte dal secondo
classificato.<BR>
1-quater. I soggetti di cui all'ART. 2, comma 2, prima
di procedere all'apertura delle buste delle offerte
presentate, richiedono ad un numero di offerenti non
inferiore al 10 per cento delle offerte presentate,
arrotondato all'unità superiore, scelti con
sorteggio pubblico, di comprovare, entro 10 giorni
dalla data della richiesta medesima, il possesso dei
requisiti di capacità economico-finanziaria
e tecnico-organizzativa, eventualmente richiesti nel
bando di gara, presentando la documentazione indicata
in detto bando o nella lettera di invito. Quando tale
prova non sia fornita, ovvero non confermi le dichiarazioni
contenute nella domanda di partecipazione o nell'offerta,
i soggetti aggiudicatori procedono all'esclusione del
concorrente dalla gara, alla escussione della relativa
cauzione provvisoria e alla segnalazione del fatto
all'Autorità per i provvedimenti di cui all'ART.
4, comma 7, nonché per l'applicazione delle
misure sanzionatorie di cui all'ART. 8, comma 7. La
suddetta richiesta è, altresI, inoltrata, entro
dieci giorni dalla conclusione delle operazioni di
gara, anche all'aggiudicatario e al concorrente che
segue in graduatoria, qualora gli stessi non siano
compresi fra i concorrenti sorteggiati, e nel caso
in cui essi non forniscano la prova o non confermino
le loro dichiarazioni si applicano le suddette sanzioni
e si procede alla determinazione della nuova soglia
di anomalia dell'offerta ed alla conseguente eventuale
nuova aggiudicazione.</B><CENTER><P>
ART. 11<BR>
Requisiti per la partecipazione dei consorzi alle gare</CENTER><P>
1. I requisiti di idoneità tecnica e finanziaria
per l'ammissione alle procedure di affidamento dei
lavori ai soggetti di cui all'ART. 10, comma 1, lettere
b) e c), devono essere <B>posseduti e comprovati dagli
stessi secondo quanto previsto dal decreto del Presidente
del Consiglio dei ministri 10 gennaio 1991, n. 55,
o dal regolamento di cui all'ART. 8, comma 2, della
presente legge, salvo che per i requisiti relativi
alla disponibilità delle attrezzature e dei
mezzi d'opera, nonché all'organico medio annuo,
che sono computati cumulativamente in capo al consorzio
ancorchè posseduti dalle singole imprese consorziate.</B><CENTER><P>
ART. 12<BR>
Consorzi stabili</CENTER><P>
1. Si intendono per consorzi stabili quelli, in possesso,
a norma dell'ART. 11, dei requisiti previsti dagli
articoli 8 e 9 formati da non meno di tre consorziati
che, con decisione assunta dai rispettivi organi deliberativi,
abbiano stabilito di <B>operare in modo congiunto</B> nel
settore dei lavori pubblici, per un periodo di tempo
non inferiore a cinque anni, istituendo a tal fine
una comune struttura di impresa.<BR>
2. Il regolamento detta le norme per l'iscrizione fino
al 31 dicembre 1999 dei consorzi stabili all'Albo nazionale
dei costruttori. Il medesimo regolamento stabilisce
altresI le condizioni ed i limiti alla facoltà
del consorzio di eseguire i lavori anche tramite affidamento
ai consorziati, fatta salva la responsabilità
solidale degli stessi nei confronti del soggetto appaltante
o concedente; stabilisce inoltre i criteri di attribuzione
ai consorziati dei requisiti economico-finanziari e
tecnico-organizzativi maturati a favore del consorzio
in caso di scioglimento dello stesso, purchè
ciÒ avvenga non oltre sei anni dalla data di
costituzione.<BR>
3. Il regolamento di cui all'ART. 8, comma 2, detta
le norme per l'applicazione del sistema di qualificazione
di cui al medesimo ART. 8 ai consorzi stabili e ai
partecipanti ai consorzi medesimi.<BR>
4. Ai consorzi stabili si applicano, in quanto compatibili,
le disposizioni di cui al capo II del titolo X del
libro quinto del Codice civile, nonché l'ART.
18 della legge 19 marzo 1990, n. 55, come modificato
dall'ART. 34 della presente legge.<BR>
5. ... vietata la partecipazione alla medesima procedura
di affidamento dei lavori pubblici del consorzio stabile
e dei consorziati. In caso di inosservanza di tale
divieto si applica l'ART. 353 del codice penale. ...
vietato ai singoli partecipanti ai consorzi stabili
costituire tra loro o con terzi consorzi e associazioni
temporanee ai sensi dell'art. 10, comma 1, lettere
b), d), e), ed e-bis), nonché più di
un consorzio stabile.<BR>
6. Tutti gli atti relativi ai consorzi di cui al comma
1, previsti all'ART. 4 della parte I della tariffa
allegata al testo unico delle disposizioni concernenti
l'imposta di registro, approvato con decreto del Presidente
della Repubblica 26 aprile 1986, n. 131, e successive
modificazioni, sono soggetti alle imposte di registro,
ipotecarie e catastali in misura fissa. Non è
dovuta la tassa sulle concessioni governative posta
a carico delle società ai sensi dell'ART. 3,
commi 18 e 19, del Dl 19 dicembre 1984, n. 853, convertito,
con modificazioni, dalla <A HREF="../../anno_85-87/L.17-85.html">legge 17 febbraio 1985, n.
17</A>, e successive modificazioni.<BR>
7. Le plusvalenze derivanti da conferimenti di beni
effettuati negli enti di cui al comma 1 non sono soggette
alle imposte sui redditi.<BR>
8. I benefici di cui ai commi 6 e 7 si applicano fino
al 31 dicembre 1997.<CENTER><P>
ART. 13<BR>
Riunione di concorrenti</CENTER><P>
1. La partecipazione alle procedure di affidamento delle
associazioni temporanee e dei consorzi di cui all'ART.
10, comma 1, lettere d) ed e), è ammessa a condizione
che il mandatario o il capogruppo, nonché gli
altri partecipanti, siano già in possesso dei
requisiti di qualificazione, accertati e attestati
ai sensi dell'ART. 8, per la quota percentuale indicata
nel regolamento di cui al medesimo ART. 8, comma 2,
per ciascuno di essi in conformità a quanto
stabilito dal Dpcm 10 gennaio 1991, n. 55.<BR>
2. L'offerta dei concorrenti associati o dei consorziati
di cui al comma 1 determina la loro responsabilità
solidale nei confronti dell'Amministrazione nonché
nei confronti delle imprese subappaltanti e dei fornitori.
Per gli assuntori di lavori scorporabili la responsabilità
è limitata all'esecuzione dei lavori di rispettiva
competenza, ferma restando la responsabilità
solidale del mandatario o del capogruppo.<BR>
3. Per le associazioni temporanee di tipo verticale
i requisiti di cui agli articoli 8 e 9, sempre che
siano frazionabili, devono essere posseduti dal mandatario
o capogruppo per i lavori della categoria prevalente
e per il relativo importo; per i lavori scorporati
ciascun mandante deve possedere i requisiti previsti
per l'importo della categoria dei lavori che intende
assumere e nella misura indicata per il concorrente
singolo.<BR>
4. ... fatto divieto ai concorrenti di partecipare alla
gara in più di un'associazione temporanea o
consorzio <B>di cui all'ART. 10, comma 1, lettere d) ed
e)</B> ovvero di partecipare alla gara anche in forma individuale
qualora abbia partecipato alla gara medesima in associazione
o consorzio. <B>I consorzi di cui all'ART. 10, comma 1,
lettere b) e c), sono tenuti ad indicare, in sede di
offerta, per quali consorziati il consorzio concorre;
a questi ultimi è fatto divieto di partecipare,
in qualsiasi altra forma, alla medesima gara.<BR>
5. ... consentita la presentazione di offerte da parte
dei soggetti di cui all'ART. 10, comma 1, lettere d)
ed e), anche se non ancora costituiti. In tal caso
l'offerta deve essere sottoscritta da tutte le imprese
che costituiranno i raggruppamenti o i consorzi e contenere
l'impegno che, in caso di aggiudicazione della gara,
le stesse imprese conferiranno mandato collettivo speciale
con rappresentanza ad una di esse, da indicare in sede
di offerta e qualificata come capogruppo, la quale
stipulerà il contratto in nome e per conto proprio
e delle mandanti.<BR>
5-bis. ... vietata l'associazione in partecipazione.
... vietata qualsiasi modificazione alla composizione
delle associazioni temporanee e dei consorzi di cui
all'ART. 10, comma 1, lettere d) ed e), rispetto a
quella risultante dall'impegno presentato in sede di
offerta.</B><BR>
6. L'inosservanza dei divieti di cui al comma 5 comporta l'annullamento dell'aggiudicazione o la nullità del contratto, nonché l'esclusione dei concorrenti riuniti in associazione o consorzio di cui al comma 1 concomitanti o successivi alle procedure di affidamento
relative ai medesimi lavori.<BR>
7. Qualora nell'oggetto dell'appalto o della concessione rientrino, oltre ai lavori prevalenti, opere per le quali sono necessari lavori o componenti di notevole contenuto tecnologico o di rilevante complessità tecnica, quali strutture, impianti ed opere speciali,
e qualora ciascuna di tali opere superi altresI in
valore il 15 per cento dell'importo totale dei lavori,
esse non possono essere affidate in subappalto e sono
eseguite esclusivamente dai soggetti affidatari. In tali casi, i soggetti che non siano in grado di realizzare le predette componenti sono tenuti a costituire, ai
sensi del presente ART., associazioni temporanee di
tipo verticale, disciplinate dal regolamento che definisce
altresì l'elenco delle opere di cui al presente comma.<BR>
8. Per associazione temporanea di tipo verticale si
intende una riunione di concorrenti di cui all'ART.
10, comma 1, lettera d), nell'ambito della quale uno
di essi realizza i lavori della o delle categorie prevalenti;
per lavori scorporabili si intendono lavori non appartenenti
alla o alle categorie prevalenti e cosI definiti nel
bando di gara, assumibili da uno dei mandanti.
ART. 14<BR>
Programmazione dei lavori pubblici</CENTER><B><P>
1. L'attività di realizzazione dei lavori di
cui alla presente legge si svolge sulla base di un
programma triennale e di suoi aggiornamenti annuali
che i soggetti di cui all'ART. 2, comma 2, lettera
a), predispongono ed approvano, nel rispetto dei documenti
programmatori, già previsti dalla normativa
vigente, e della normativa urbanistica, unitamente
all'elenco dei lavori da realizzare nell'anno stesso.
<BR>2. Il programma triennale costituisce momento attuativo
di studi di fattibilità e di identificazione
e quantificazione dei propri bisogni che i soggetti
di cui al comma 1 predispongono nell'esercizio delle
loro autonome competenze e, quando esplicitamente previsto,
di concerto con altri soggetti, in conformità
agli obiettivi assunti come prioritari. Gli studi individuano
i lavori strumentali al soddisfacimento dei predetti
bisogni, indicano le caratteristiche funzionali, tecniche,
gestionali ed economico-finanziarie degli stessi e
contengono l'analisi dello stato di fatto di ogni intervento
nelle sue eventuali componenti storico-artistiche,
architettoniche, paesaggistiche, e nelle sue componenti
di sostenibilità ambientale, socio-economiche,
amministrative e tecniche. In particolare le amministrazioni
aggiudicatrici individuano con priorità i bisogni
che possono essere soddisfatti tramite la realizzazione
di lavori finanziabili con capitali privati, in quanto
suscettibili di gestione economica. Lo schema di programma
triennale e i suoi aggiornamenti annuali sono resi
pubblici, prima della loro approvazione, mediante affissione
nella sede dei soggetti di cui all'ART. 2, comma 2,
lettera a), per almeno 60 giorni consecutivi. <BR>3. Il programma triennale deve prevedere un ordine di
priorità tra le categorie di lavori, nonché
un ulteriore ordine di priorità all'interno
di ogni categoria. In ogni categoria sono comunque
prioritari i lavori di manutenzione, di recupero del
patrimonio esistente, di completamento dei lavori già
iniziati, nonché gli interventi per i quali
ricorra la possibilità di finanziamento con
capitale privato maggioritario. <BR>4. Nel programma triennale sono altresI indicati i beni
immobili pubblici che, al fine di quanto previsto all'ART.
19, comma 5-ter, possono essere oggetto di diretta
alienazione anche del solo diritto di superficie, previo
esperimento di una gara; tali beni sono classificati
e valutati anche rispetto ad eventuali caratteri di
rilevanza storico-artistica, architettonica, paesaggistica
e ambientale e ne viene acquisita la documentazione
catastale e ipotecaria.<BR>
5. I soggetti di cui al comma 1 nel dare attuazione
ai lavori previsti dal programma triennale devono rispettare
le priorità ivi indicate. Sono fatti salvi gli
interventi imposti da eventi imprevedibili o calamitosi,
nonché le modifiche dipendenti da sopravvenute
disposizioni di legge o regolamentari ovvero da altri
atti amministrativi adottati a livello statale o regionale.<BR>
6. L'inclusione di un lavoro nell'elenco annuale di
cui al comma 1 è subordinata alla previa approvazione
della progettazione preliminare, redatta ai sensi dell'ART.
16, salvo che per i lavori di manutenzione, per i quali
è sufficiente l'indicazione degli interventi
accompagnata dalla stima sommaria dei costi. <BR>7. Un lavoro o un tronco di lavoro a rete può
essere inserito nell'elenco annuale, limitatamente
ad uno o più lotti, purchè con riferimento
all'intero lavoro sia stata elaborata la progettazione
almeno preliminare e siano state quantificate le complessive
risorse finanziarie necessarie per la realizzazione
dell'intero lavoro. In ogni caso l'amministrazione
nomina, nell'ambito del personale ad esso addetto,
un soggetto idoneo a certificare la funzionalità,
fruibilità e fattibilità di ciascun lotto.<BR>
8. I progetti dei lavori degli enti locali ricompresi
nell'elenco annuale devono essere conformi agli strumenti
urbanistici vigenti o adottati. Ove gli enti locali
siano sprovvisti di tali strumenti urbanistici, decorso
inutilmente un anno dal termine ultimo previsto dalla
normativa vigente per la loro adozione, e fino all'adozione
medesima, gli enti stessi sono esclusi da qualsiasi
contributo o agevolazione dello Stato in materia di
lavori pubblici. Per motivate ragioni di pubblico interesse
si applicano le disposizioni dell'ART. 1, commi quarto
e quinto, della legge 3 gennaio 1978, n. 1, e successive
modificazioni, e dell'ART. 27, comma 5, della legge
8 giugno 1990, n. 142. <BR>9. L'elenco annuale predisposto dalle amministrazioni
aggiudicatrici deve essere approvato unitamente al
bilancio preventivo, di cui costituisce parte integrante,
e deve contenere l'indicazione dei mezzi finanziari
stanziati sullo stato di previsione o sul proprio bilancio,
ovvero disponibili in base a contributi o risorse dello
Stato, delle regioni a statuto ordinario o di altri
enti pubblici, già stanziati nei rispettivi
stati di previsione o bilanci, nonché acquisibili
ai sensi dell'ART. 3 del decreto legge 31 ottobre 1990,
n. 310, convertito, con modificazioni, dalla <A HREF="../../anno_90/L.403-90.html">legge
22 dicembre 1990, n. 403</A>, e successive modificazioni.
Un lavoro non inserito nell'elenco annuale può
essere realizzato solo sulla base di un autonomo piano
finanziario che non utilizzi risorse già previste
tra i mezzi finanziari dell'amministrazione al momento
della formazione dell'elenco, fatta eccezione per le
risorse resesi disponibili a seguito di ribassi d'asta
o di economie. Agli enti locali territoriali si applicano
le disposizioni previste dal decreto legislativo 25
febbraio 1995, n. 77, e successive modificazioni ed
integrazioni. <BR>10. I lavori non ricompresi nell'elenco annuale o non
ricadenti nelle ipotesi di cui al comma 5, secondo
periodo, non possono ricevere alcuna forma di finanziamento
da parte di pubbliche amministrazioni. <BR>11. I soggetti di cui al comma 1 sono tenuti ad adottare
il programma triennale e gli elenchi annuali dei lavori
sulla base degli schemi tipo, che sono definiti con
decreto del ministro dei Lavori pubblici. I programmi
e gli elenchi sono trasmessi all'Osservatorio dei lavori
pubblici che ne dà pubblicità, a eccezione
di quelli provenienti dal ministero della Difesa. I
programmi triennali e gli aggiornamenti annuali, fatta
eccezione per quelli predisposti dagli enti e da amministrazioni
locali e loro associazioni e consorzi, sono altresI
trasmessi al Cipe, per la verifica della loro compatibilità
con i documenti programmatori vigenti. <BR>12. Le disposizioni di cui ai commi 1, 5 e 10 si applicano
a far data dal primo esercizio finanziario successivo
alla pubblicazione del decreto di cui al comma 11,
ovvero dal secondo qualora il decreto sia emanato nel
secondo semestre dell'anno.<BR>
13. L'approvazione del progetto definitivo da parte
di una amministrazione aggiudicatrice equivale a dichiarazione
di pubblica utilità, indifferibilità
ed urgenza dei lavori.</B><CENTER><P>
ART. 15<B><BR>
Competenze dei consigli comunali e provinciali</B></CENTER><P>
(abrogato). (Nota: il comma 2 dell'ART. 4 della legge
quadro sui lavori pubblici, approvata martedì
10 ottobre dal Senato in via definitiva, interviene
su questa materia senza modificare, tuttavia, direttamente
la<A HREF="../../anno_94/L.109-94.html"> legge 109/94</A>. In particolare, si dispone una modifica
all'ART. 32, comma 2, della legge 8 giugno 1990, n.
142, inserendo, alla lettera b, anche l'approvazione
dei programmi triennali e dell'elenco annuale dei lavori
pubblici, tra le competenze dei consigli comunali e
provinciali).<CENTER><P>
ART. 16<BR>
Attività di progettazione</CENTER><P>
1. La progettazione si articola, nel rispetto dei vincoli
esistenti, preventivamente accertati, e dei limiti
di spesa prestabiliti, secondo tre livelli di successivi
approfondimenti tecnici, in preliminare, definitiva
ed esecutiva, in modo da assicurare:<BR>
a) la qualità dell'opera e la rispondenza alle
finalità relative;<BR>
b) la conformità alle norme ambientali e urbanistiche;<BR>
c) il soddisfacimento dei requisiti essenziali, definiti
dal quadro normativo nazionale e comunitario.<BR>
2. Le prescrizioni relative agli elaborati descrittivi
e grafici contenute nei commi 3, 4 e 5 sono di norma
necessarie per ritenere i progetti adeguatamente sviluppati.
Il responsabile del procedimento nella fase di progettazione
qualora, in rapporto alla specifica tipologia ed alla
dimensione dei lavori da progettare, ritenga le prescrizioni
di cui ai commi 3, 4 e 5 insufficienti o eccessive,
provvede a integrarle ovvero a modificarle.<BR>
3. Il progetto preliminare definisce le caratteristiche
qualitative e funzionali dei lavori, il quadro delle
esigenze da soddisfare e delle specifiche prestazioni
da fornire e consiste in una relazione illustrativa
delle ragioni della scelta della soluzione prospettata
in base alla valutazione delle eventuali soluzioni
possibili, anche con riferimento ai profili ambientali
<B>e all'utilizzo dei materiali provenienti dalle attività
di riuso e riciclaggio</B>, della sua fattibilità
amministrativa e tecnica, accertata attraverso le indispensabili
indagini di prima approssimazione, dei costi, da determinare
in relazione ai benefIci previsti, nonché in
schemi grafici per l'individuazione delle caratteristiche
dimensionali, volumetriche, tipologiche, funzionali
e tecnologiche dei lavori da realizzare; <B>il progetto
preliminare dovrà inoltre consentire l'avvio
della procedura espropriativa.</B><BR>
4. Il progetto definitivo individua compiutamente i
lavori da realizzare, nel rispetto delle esigenze,
dei criteri, dei vincoli, degli indirizzi e delle indicazioni
stabiliti nel progetto preliminare e contiene tutti
gli elementi necessari ai fini del rilascio delle prescritte
autorizzazioni ed approvazioni. Esso consiste in una
relazione descrittiva dei criteri utilizzati per le
scelte progettuali, nonché delle caratteristiche
dei materiali prescelti e dell'inserimento delle opere
sul territorio; nello studio di impatto ambientale
ove previsto; in disegni generali nelle opportune scale
descrittivi delle principali caratteristiche delle
opere, delle superfici e dei volumi da realizzare,
compresi quelli per l'individuazione del tipo di fondazione;
negli studi ed indagini preliminari occorrenti con
riguardo alla natura ed alle caratteristiche dell'opera;
nei calcoli preliminari delle strutture e degli impianti;
in un disciplinare descrittivo degli elementi prestazionali,
tecnici ed economici previsti in progetto nonché
in un computo metrico estimativo. Gli studi e le indagini
occorrenti, quali quelli di tipo geognostico, idrologico,
sismico, agronomico, biologico, chimico, i rilievi
e i sondaggi, sono condotti fino ad un livello tale
da consentire i calcoli preliminari delle strutture
e degli impianti e lo sviluppo del computo metrico
estimativo.<BR>
5. Il progetto esecutivo, redatto in conformità
al progetto definitivo, determina in ogni dettaglio
i lavori da realizzare ed il relativo costo previsto
e deve essere sviluppato ad un livello di definizione
tale da consentire che ogni elemento sia identificabile
in forma, tipologia, qualità, dimensione e prezzo.
In particolare il progetto è costituito dall'insieme
delle relazioni, dei calcoli esecutivi delle strutture
e degli impianti e degli elaborati grafici nelle scale
adeguate, compresi gli eventuali particolari costruttivi,
dal capitolato speciale di appalto, prestazionale o
descrittivo, dal computo metrico estimativo e dall'elenco
dei prezzi unitari. Esso è redatto sulla base
degli studi e delle indagini compiuti nelle fasi precedenti
e degli eventuali ulteriori studi ed indagini, di dettaglio
o di verifica delle ipotesi progettuali, che risultino
necessari e sulla base di rilievi planoaltimetrici,
di misurazioni e picchettazioni, di rilievi della rete
dei servizi del sottosuolo. Il progetto esecutivo deve
essere altresI corredato da apposito piano di manutenzione
dell'opera e delle sue parti da redigersi nei termini,
<B>con le modalità, i contenuti, i tempi e la gradualità</B>
stabiliti dal regolamento di cui all'ART. 3.<BR>
6. In relazione alle caratteristiche e all'importanza
dell'opera, il regolamento di cui all'ART. 3, con riferimento
alle categorie di lavori e alle tipologie di intervento
e tenendo presenti le esigenze di gestione e di manutenzione,
stabilisce criteri, contenuti e momenti di verifica
dei vari livelli di progettazione.<BR>
7. Gli oneri inerenti alla progettazione, alla direzione
dei lavori, alla vigilanza e ai collaudi, nonché
agli studi e alle ricerche connessi, <B>gli oneri relativi
alla progettazione dei piani di sicurezza e di coordinamento
e dei piani generali di sicurezza quando previsti ai
sensi del <A HREF="../../anno_96/D.LEG.494-96.html">decreto legislativo 14 agosto 1996, n. 494</A>,
gli oneri relativi alle prestazioni professionali e
specialistiche atte a definire gli elementi necessari
a fornire il progetto esecutivo completo in ogni dettaglio,
ivi compresi i rilievi e i costi riguardanti prove,
sondaggi, analisi, collaudo di strutture e di impianti
per gli edifici esistenti</B>, fanno carico agli stanziamenti
previsti per la realizzazione dei singoli lavori negli
stati di previsione della spesa o nei bilanci delle
amministrazioni aggiudicatrici, nonché degli
altri enti aggiudicatori o realizzatori.<BR>
8. I progetti sono redatti in modo da assicurare il
coordinamento della esecuzione dei lavori, tenendo
conto del contesto in cui si inseriscono, con particolare
attenzione, nel caso di interventi urbani, ai problemi
della accessibilità e della manutenzione degli
impianti e dei servizi a rete.<BR>
9. L'accesso per l'espletamento delle indagini e delle
ricerche necessarie all'attività di progettazione
è autorizzato dal sindaco del comune in cui
i lavori sono localizzati ovvero dal prefetto in caso
di opere statali.<CENTER><P>
ART. 17<B><BR>
Effettuazione delle attività di progettazione,
direzione dei lavori e accessorie</CENTER><P>
1. Le prestazioni relative alla progettazione preliminare,
definitiva ed esecutiva nonché alla direzione
dei lavori ed agli incarichi di supporto tecnico-amministrativo
alle attività del responsabile unico del procedimento
e del dirigente competente alla formazione del programma
triennale di cui all'ART. 14, sono espletate:<BR>
a) dagli uffici tecnici delle stazioni appaltanti; <BR>b) dagli uffici consortili di progettazione e di direzione
dei lavori che i comuni, i rispettivi consorzi e unioni,
le comunità montane, le aziende unità
sanitarie locali, i consorzi, gli enti di industrializzazione
e gli enti di bonifica possono costituire con le modalità
di cui agli articoli 24, 25 e 26 della legge 8 giugno
1990, n. 142, e successive modificazioni; <BR>c) dagli organismi di altre pubbliche amministrazioni
di cui le singole amministrazioni aggiudicatrici possono
avvalersi per legge;<BR>
d) da liberi professionisti singoli od associati nelle
forme di cui alla legge 23 novembre 1939, n. 1815,
e successive modificazioni; <BR>e) dalle società di professionisti di cui al
comma 6, lettera a);<BR>
f) dalle società di ingegneria di cui al comma
6, lettera b);<BR>
g) da raggruppamenti temporanei costituiti dai soggetti
di cui alle lettere d), e) ed f) ai quali si applicano
le disposizioni di cui all'ART. 13 in quanto compatibili.<BR>
2. I progetti redatti dai soggetti di cui al comma 1,
lettere a), b) e c), sono firmati da dipendenti delle
amministrazioni abilitati all'esercizio della professione.
I tecnici diplomati, in assenza dell'abilitazione,
possono firmare i progetti, nei limiti previsti dagli
ordinamenti professionali, qualora siano in servizio
presso l'amministrazione aggiudicatrice, ovvero abbiano
ricoperto analogo incarico presso un'altra amministrazione
aggiudicatrice, da almeno cinque anni e risultino inquadrati
in un profilo professionale tecnico e abbiano svolto
o collaborato ad attività di progettazione.<BR>
3. Il regolamento definisce i limiti e le modalità
per la stipulazione, a carico delle amministrazioni
aggiudicatrici, di polizze assicurative per la copertura
dei rischi di natura professionale a favore dei dipendenti
incaricati della progettazione. Nel caso di affidamento
della progettazione a soggetti esterni, la stipulazione
è a carico dei soggetti stessi.<BR>
4. La redazione del progetto preliminare, definitivo
ed esecutivo, nonché lo svolgimento di attività
tecnico-amministrative connesse alla progettazione,
in caso di carenza in organico di personale tecnico
nelle stazioni appaltanti, ovvero di difficoltà
di rispettare i tempi della programmazione dei lavori
o di svolgere le funzioni di istituto, ovvero in caso
di lavori di speciale complessità o di rilevanza
architettonica o ambientale o in caso di necessità
di predisporre progetti integrali, cosI come definiti
dal regolamento, che richiedono l'apporto di una pluralità
di competenze, casi che devono essere accertati e certificati
dal responsabile del procedimento, possono essere affidati
ai soggetti di cui al comma 1, lettere d), e), f) e
g). Le società di cui al comma 1, lettera f),
singole ovvero raggruppate ai sensi del comma 1, lettera
g), possono essere affidatarie di incarichi di progettazione
soltanto nel caso in cui i corrispettivi siano stimati
di importo pari o superiore a 200.000 Ecu, salvo i
casi di opere di speciale complessità e che
richiedano una specifica organizzazione.<BR>
5. Il regolamento dei lavori per l'attività del
Genio militare di cui all'ART. 3, comma 7-bis, indica
i soggetti abilitati alla firma dei progetti.<BR>
6. Si intendono per:<BR>
a) società di professionisti le società
costituite esclusivamente tra professionisti iscritti
negli appositi albi previsti dai vigenti ordinamenti
professionali, nelle forme delle società di
persone di cui ai capi II, III e IV del titolo V del
libro quinto del Codice civile ovvero nella forma di
società cooperativa di cui al capo I del titolo
VI del libro quinto del Codice civile, che eseguono
studi di fattibilità, ricerche, consulenze,
progettazioni o direzioni dei lavori, valutazioni di
congruità tecnico-economica o studi di impatto
ambientale. I soci delle società agli effetti
previdenziali sono assimilati ai professionisti che
svolgono l'attività in forma associata ai sensi
dell'ART. 1 della legge 23 novembre 1939, n. 1815.
Ai corrispettivi delle società si applica il
contributo integrativo previsto dalle norme che disciplinano
le rispettive Casse di previdenza;<BR>
b) società di ingegneria le società di
capitali di cui ai capi V, VI e VII del titolo V del
libro quinto del Codice civile, che eseguono studi
di fattibilità, ricerche, consulenze, progettazioni
o direzioni dei lavori, valutazioni di congruità
tecnico-economica o studi di impatto ambientale. Ai
corrispettivi relativi alle predette attività
professionali si applica il contributo integrativo
qualora previsto dalle norme legislative che regolano
la Cassa di previdenza di ciascun professionista firmatario
del progetto.<BR>
7. Il regolamento stabilisce i requisiti organizzativi
e tecnici che devono possedere le società di
cui al comma 6 del presente ART.. Fino all'entrata
in vigore del regolamento, le società di cui
al predetto comma 6, lettera b), devono disporre di
uno o più direttori tecnici, aventi titolo professionale
di ingegnere o di architetto o laureato in una disciplina
tecnica attinente alla attività prevalente svolta
dalla società, iscritti al relativo albo da
almeno dieci anni con funzioni di collaborazione alla
definizione degli indirizzi strategici della società,
di collaborazione e controllo sulle prestazioni svolte
dai tecnici incaricati della progettazione, in relazione
alle quali controfirmano gli elaborati.<BR>
8. Indipendentemente dalla natura giuridica del soggetto
affidatario dell'incarico di cui ai commi 4 e 14, lo
stesso deve essere espletato da professionisti iscritti
negli appositi albi previsti dai vigenti ordinamenti
professionali, personalmente responsabili e nominativamente
indicati già in sede di presentazione dell'offerta,
con la specificazione delle rispettive qualificazioni
professionali. Deve inoltre essere indicata, sempre
nell'offerta, la persona fisica incaricata dell'integrazione
tra le varie prestazioni specialistiche. Il regolamento
definisce le modalità per promuovere la presenza
anche di giovani professionisti nei gruppi concorrenti
ai bandi per l'aggiudicazione.</B><BR>
9. Gli affidatari di incarichi di progettazione non
possono partecipare agli appalti o alle concessioni
di lavori pubblici, nonché agli eventuali subappalti
o cottimi, per i quali abbiano svolto la suddetta attività
di progettazione; ai medesimi appalti, concessioni
di lavori pubblici, subappalti e cottimi non può
partecipare un soggetto controllato, controllante o
collegato all'affidatario di incarichi di progettazione.
Le situazioni di controllo e di collegamento si determinano
con riferimento a quanto previsto dall'ART. 2359 del
Codice civile. <B>I divieti di cui al presente comma sono
estesi ai dipendenti dell'affidatario dell'incarico
di progettazione, ai suoi collaboratori nello svolgimento
dell'incarico e ai loro dipendenti, nonché agli
affidatari di attività di supporto alla progettazione
e ai loro dipendenti.</B><BR>
10. Per l'affidamento di incarichi di progettazione
il cui importo stimato sia pari o superiore a 200.000
Ecu, si applicano le disposizioni di cui alla direttiva
92/50/Cee del Consiglio del 18 giugno 1992, e al Dlgs
17 marzo 1995, n. 157.<B><BR>
11. Per l'affidamento di incarichi di progettazione
il cui importo stimato sia compreso tra 40.000 e 200.000
Ecu, il regolamento disciplina le modalità di
aggiudicazione che le stazioni appaltanti devono rispettare
contemperando i principi generali della trasparenza
e del buon andamento con l'esigenza di garantire la
proporzionalità tra le modalità procedurali
e il corrispettivo dell'incarico.<BR>
12. Per l'affidamento di incarichi di progettazione
il cui importo stimato sia compreso tra 40.000 e 200.000
Ecu, le stazioni appaltanti devono procedere in ogni
caso a dare adeguata pubblicità agli stessi.
Fino alla data di entrata in vigore del regolamento
l'affidamento degli incarichi di progettazione avviene
sulla base dei curricula presentati dai progettisti.
Per gli incarichi di progettazione il cui importo stimato
sia inferiore a 40.000 Ecu, le stazioni appaltanti
possono procedere all'affidamento ai soggetti di cui
al comma 1, lettere d) ed e), di loro fiducia. In entrambi
i casi le stazioni appaltanti devono verificare l'esperienza
e la capacità professionale dei progettisti
incaricati e motivarne la scelta in relazione al progetto
da affidare.<BR>
12-bis. Le stazioni appaltanti non possono subordinare
la corresponsione dei compensi relativi allo svolgimento
della progettazione e delle attività tecnico-amministrative
a essa connesse all'ottenimento del finanziamento dell'opera
progettata. Nella convenzione stipulata fra stazione
appaltante e progettista incaricato sono previste le
condizioni e le modalità per il pagamento dei
corrispettivi con riferimento a quanto previsto dagli
articoli 9 e 10 della <A HREF="../../anno_40-59/L.143-49/l143-0.html">legge 2 marzo 1949, n. 143</A>, e
successive modificazioni. Ai fini dell'individuazione
dell'importo stimato il conteggio deve ricomprendere
tutti i servizi, ivi compresa la direzione dei lavori
qualora si intenda affidarla allo stesso progettista
esterno.</B><BR>
13. Quando la prestazione riguardi la progettazione
di lavori di particolare rilevanza sotto il profilo
architettonico, ambientale, storico-artistico e conservativo,
nonché tecnologico, le stazioni appaltanti valutano
in via prioritaria <B>la opportunità di applicare
la procedura del concorso di progettazione o del concorso
di idee. A tali concorsi si applicano le disposizioni
in materia di pubblicità previste dai commi
10 e 12.</B><BR>
14. Nel caso di affidamento di incarichi di progettazione
ai sensi del comma <B>4</B>, l'attività di direzione
dei lavori è affidata, con priorità rispetto
ad altri professionisti esterni, al progettista incaricato.
<B>In tal caso il conteggio effettuato per stabilire l'importo
stimato, ai fini dell'affidamento dell'incarico di
progettazione, deve comprendere l'importo della direzione
dei lavori.<BR>
14-bis. I corrispettivi delle attività di progettazione
sono calcolati, ai fini della determinazione dell'importo
da porre a base dell'affidamento, applicando le aliquote
che il ministro di Grazia e giustizia, di concerto
con il ministro dei Lavori pubblici, determina, con
proprio decreto, ripartendo in tre aliquote percentuali
la somma delle aliquote attualmente fissate, per i
livelli di progettazione, dalle tariffe in vigore per
i medesimi livelli. Con lo stesso decreto sono rideterminate
le tabelle dei corrispettivi a percentuale relativi
alle diverse categorie di lavori, anche in relazione
ai nuovi oneri finanziari assicurativi, e la percentuale
per il pagamento dei corrispettivi per le attività
di supporto di cui all'ART. 7, comma 5, nonché
le attività del responsabile di progetto e le
attività dei coordinatori in materia di sicurezza
introdotti dal <A HREF="../../anno_96/D.LEG.494-96.html">decreto legislativo 14 agosto 1996,
n. 494</A>.<BR>
14-ter. Fino all'emanazione del decreto di cui al comma
14-bis, continuano ad applicarsi le tariffe professionali
in vigore. Per la progettazione preliminare si applica
l'aliquota fissata per il progetto di massima e per
il preventivo sommario; per la progettazione definitiva
si applica l'aliquota fissata per il progetto esecutivo;
per la progettazione esecutiva si applicano le aliquote
fissate per il preventivo particolareggiato, per i
particolari costruttivi e per i capitolati e i contratti.<BR>
14-quater. I corrispettivi determinati dal decreto di
cui al comma 14-bis nonché ai sensi del comma
14-ter del presente ART., fatto salvo quanto previsto
dal comma 12-bis dell'ART. 4 del decreto legge 2 marzo
1989, n. 65, convertito, con modificazioni, dalla legge
26 aprile 1989, n. 155, sono minimi inderogabili ai
sensi dell'ultimo comma dell'ART. unico della legge
4 marzo 1958, n. 143, introdotto dall'ART. unico della
legge 5 maggio 1976, n. 340. Ogni patto contrario è
nullo.<BR>
14-quinquies. In tutti gli affidamenti di cui al presente
ART. l'affidatario non può avvalersi del subappalto,
fatta eccezione per le attività relative alle
indagini geologiche, geotecniche e sismiche, a sondaggi,
a rilievi, a misurazioni e picchettazioni, alla predisposizione
di elaborati specialistici e di dettaglio, con l'esclusione
delle relazioni geologiche, nonché per la sola
redazione grafica degli elaborati progettuali. Resta
comunque impregiudicata la responsabilità del
progettista.<BR>
14-sexies. Le progettazioni definitiva ed esecutiva
sono di norma affidate al medesimo soggetto, pubblico
o privato, salvo che in senso contrario sussistano
particolari ragioni, accertate dal responsabile del
procedimento. In tal caso occorre l'accettazione, da
parte del nuovo progettista, dell'attività progettuale
precedentemente svolta. L'affidamento può ricomprendere
entrambi i livelli di progettazione, fermo restando
che l'avvio di quello esecutivo resta sospensivamente
condizionato alla determinazione delle stazioni appaltanti
sulla progettazione definitiva. <BR>14-septies. I soggetti di cui all'ART. 2, comma 2, lettera
b), operanti nei settori di cui al decreto legislativo
17 marzo 1995, n. 158, possono affidare le progettazioni,
nonché le connesse attività tecnico-amministrative
per lo svolgimento delle procedure per l'affidamento
e la realizzazione dei lavori di loro interesse direttamente
a società di ingegneria di cui al comma 1, lettera
f), che siano da essi stessi controllate, purchè
almeno l'ottanta per cento della cifra d'affari media
realizzata dalle predette società nella Unione
europea negli ultimi tre anni derivi dalla prestazione
di servizi al soggetto da cui esse sono controllate.
Le situazioni di controllo si determinano ai sensi
dell'ART. 2359 del Codice civile.
ART. 18<P>
Incentivi e spese per la progettazione</CENTER><P>
1. L'1 per cento del costo preventivato di un'opera
o di un lavoro ovvero il 50 per cento della tariffa
professionale relativa a un atto di pianificazione
generale, particolareggiata o esecutiva sono destinati
alla costituzione di un fondo interno da ripartire
tra il personale degli uffici tecnici dell'amministrazione
aggiudicatrice o titolare dell'atto di pianificazione,
qualora essi abbiano redatto direttamente i progetti
o i piani, il coordinatore unico di cui all'ART. 7,
il responsabile del procedimento e i loro collaboratori.<BR>
1-bis. Il fondo di cui al comma 1 è ripartito
per ogni singola opera o atto di pianificazione, sulla
base di un regolamento dell'amministrazione aggiudicatrice
o titolare dell'atto di pianificazione.<BR>
2. Le somme occorrenti ai fini di cui al comma 1 sono
prelevate sulle quote degli stanziamenti annuali riservate
a spese di progettazione ai sensi dell'ART. 16, comma
7, e assegnate ad apposito capitolo dello stato di
previsione della spesa o ad apposita voce del bilancio
delle amministrazioni aggiudicatrici.<BR>
2-bis. A valere sugli stanziamenti iscritti nei capitoli
delle categorie X e XI del bilancio dello Stato, le
amministrazioni competenti destinano una quota complessiva
non superiore al 10 per cento del totale degli stanziamenti
stessi alle spese necessarie alla stesura dei progetti
preliminari, nonché dei progetti definitivi
ed esecutivi, incluse indagini geologiche e geognostiche,
studi di impatto ambientale o altre rilevazioni, <B>alla
stesura dei piani di sicurezza e di coordinamento e
dei piani generali di sicurezza quando previsti ai
sensi del <A HREF="../../anno_96/D.LEG.494-96.html">decreto legislativo 14 agosto 1996, n. 494</A>,</B>
e agli studi per il finanziamento dei progetti, nonché
all'aggiornamento e adeguamento alla normativa sopravvenuta
dei progetti già esistenti d'intervento di cui
sia riscontrato il perdurare dell'interesse pubblico
alla realizzazione dell'opera. Analoghi criteri adottano
per i propri bilanci le regioni e le province autonome,
qualora non vi abbiano già provveduto, nonché
i comuni e le province e i loro consorzi. Per le opere
finanziate dai comuni, province e loro consorzi e dalle
regioni attraverso il ricorso al credito, l'istituto
mutuante è autorizzato a finanziare anche quote
relative alle spese di cui al presente ART., sia pure
anticipate dall'ente mutuatario.<B><BR>
2-ter. I pubblici dipendenti che abbiano un rapporto
di lavoro a tempo parziale non possono espletare, nell'ambito
territoriale dell'ufficio di appartenenza, incarichi
professionali per conto di pubbliche amministrazioni
di cui all'ART. 1, comma 2, del decreto legislativo
3 febbraio 1993, n. 29, e successive modificazioni,
se non conseguenti ai rapporti d'impiego.<BR>
2-quater. ... vietato l'affidamento di attività
di progettazione, direzione lavori, collaudo, indagine
e attività di supporto a mezzo di contratti
a tempo determinato o altre procedure diverse da quelle
previste dalla presente legge.</B><CENTER><P>
ART. 19<BR>
Sistemi di realizzazione dei lavori pubblici</CENTER><B><P>
01. I lavori pubblici di cui alla presente legge possono
essere realizzati esclusivamente mediante contratti
di appalto o di concessione di lavori pubblici, salvo
quanto previsto all'ART. 24, comma 6.</B><BR>
1. I contratti di appalto di lavori pubblici di cui
alla presente legge sono contratti a titolo oneroso,
conclusi in forma scritta tra un imprenditore e un
soggetto di cui all'ART. 2, comma 2, aventi per oggetto:<BR>
a) la sola esecuzione dei lavori pubblici di cui all'ART.
2, comma 1;<BR>
b) la progettazione esecutiva <B>di cui all'ART. 16, comma
5, </B>e l'esecuzione dei lavori pubblici di cui all'ART.
2, comma 1, qualora:<B><BR>
1) riguardino lavori la cui componente impiantistica
o tecnologica incida per più del 50 per cento
sul valore dell'opera;</B><BR>
2) riguardino lavori di manutenzione, restauro e scavi
archeologici.<B><BR>
1-bis. Per l'affidamento dei contratti di cui al comma
1, lettera b), la gara è indetta sulla base
del progetto definitivo di cui all'ART. 16, comma 4.<BR>
2. Le concessioni di lavori pubblici sono contratti
conclusi in forma scritta fra un imprenditore e una
amministrazione aggiudicatrice, aventi a oggetto la
progettazione definitiva, la progettazione esecutiva
e l'esecuzione dei lavori pubblici, o di pubblica utilità,
e di lavori a essi strutturalmente e direttamente collegati,
nonché la loro gestione funzionale ed economica.
La controprestazione a favore del concessionario consiste
unicamente nel diritto di gestire funzionalmente e
di sfruttare economicamente tutti i lavori realizzati.
Qualora nella gestione siano previsti prezzi o tariffe
amministrati, controllati o predeterminati, il soggetto
concedente assicura al concessionario il perseguimento
dell'equilibrio economico-finanziario degli investimenti
e della connessa gestione in relazione alla qualità
del servizio da prestare, anche mediante un prezzo,
stabilito in sede di gara, che comunque non può
superare il 50 per cento dell'importo totale dei lavori.
Il prezzo può essere corrisposto a collaudo
effettuato in un'unica rata o in più rate annuali,
costanti o variabili.<BR>
2-bis. La durata della concessione non può essere
superiore a trenta anni. I presupposti e le condizioni
di base che determinano l'equilibrio economico-finanziario
degli investimenti e della connessa gestione, da richiamare
nelle premesse del contratto, ne costituiscono parte
integrante. Le variazioni apportate dall'amministrazione
aggiudicatrice a detti presupposti o condizioni di
base, nonché norme legislative e regolamentari
che stabiliscano nuovi meccanismi tariffari o nuove
condizioni per l'esercizio delle attività previste
nella concessione, qualora determinino una modifica
dell'equilibrio del piano, comportano la sua necessaria
revisione da attuare mediante rideterminazione delle
nuove condizioni di equilibrio, anche tramite la proroga
del termine di scadenza delle concessioni, e in mancanza
della predetta revisione il concessionario può
recedere dalla concessione. Nel caso in cui le variazioni
apportate o le nuove condizioni introdotte risultino
favorevoli al concessionario, la revisione del piano
dovrà essere effettuata a vantaggio del concedente.
Nel caso di recesso del concessionario si applicano
le disposizioni dell'ART. 37-septies, comma 1, lettere
a) e b), e comma 2. Il contratto deve contenere il
piano economico-finanziario di copertura degli investimenti
e deve prevedere la specificazione del valore residuo
al netto degli ammortamenti annuali, nonché
l'eventuale valore residuo dell'investimento non ammortizzato
al termine della concessione.</B><BR>
3. Le amministrazioni aggiudicatrici <B>e i soggetti di
cui all'ART. 2, comma 2, lettera b)</B> non possono affidare
a soggetti pubblici o di diritto privato l'espletamento
delle funzioni e delle attività di stazione
appaltante di lavori pubblici. <B>Sulla base di apposito
disciplinare le amministrazioni aggiudicatrici possono
tuttavia affidare le funzioni di stazione appaltante
ai Provveditorati alle opere pubbliche o alle amministrazioni
provinciali.</B><BR>
4. I contratti di appalto di cui alla presente legge
sono stipulati a corpo ai sensi dell'ART. 326 della
legge 20 marzo 1865, n. 2248, allegato F, ovvero a
corpo e a misura ai sensi dell'ART. 329 della citata
legge n. 2248 del 1865, allegato F; in ogni caso i
contratti di cui al comma 1, lettera b), numero 1),
del presente ART., sono stipulati a corpo.<BR>
5. ... in facoltà <B>dei soggetti di cui all'ART.
2</B>, comma 2, stipulare a misura, ai sensi del terzo
comma dell'ART. 326 della legge 20 marzo 1865, n. 2248,
allegato F, i contratti di appalto relativi a manutenzione,
restauro e scavi archeologici.<BR>
5-bis. L'esecuzione da parte dell'impresa avviene in
ogni caso soltanto dopo che la stazione appaltante
ha approvato il progetto esecutivo. L'esecuzione dei
lavori può prescindere dall'avvenuta redazione
e approvazione del progetto esecutivo qualora si tratti
di lavori di manutenzione o di scavi archeologici.<B><BR>
5-ter. In sostituzione totale o parziale delle somme
di denaro costituenti il corrispettivo dell'appalto,
il bando di gara può prevedere il trasferimento
all'appaltatore della proprietà di beni immobili
appartenenti all'amministrazione aggiudicatrice già
indicati nel programma di cui all'ART. 14 in quanto
non assolvono più a funzioni di interesse pubblico;
fermo restando che detto trasferimento avviene non
appena approvato il certificato di collaudo dei lavori,
il bando di gara può prevedere un momento antecedente
per l'immissione nel possesso dell'immobile.<BR>
5-quater. La gara avviene tramite offerte che possono
riguardare la sola acquisizione dei beni, la sola esecuzione
dei lavori, ovvero congiuntamente l'esecuzione dei
lavori e l'acquisizione dei beni. L'aggiudicazione
avviene in favore della migliore offerta congiunta
relativa alla esecuzione dei lavori e alla acquisizione
dei beni ovvero in favore delle due migliori offerte
separate relative, rispettivamente, alla acquisizione
dei beni e alla esecuzione dei lavori, qualora la loro
combinazione risulti più conveniente per l'amministrazione
aggiudicatrice rispetto alla predetta migliore offerta
congiunta. La gara si intende deserta qualora non siano
presentate offerte per l'acquisizione del bene. Il
regolamento di cui all'ART. 3, comma 2, disciplina
compiutamente le modalità per l'effettuazione
della stima degli immobili di cui al comma 5-ter nonché
le modalità di aggiudicazione.</B><CENTER><P>
ART. 20<BR>
Procedure di scelta del contraente</CENTER><P>
1. Gli appalti di cui all'ART. 19 sono affidati mediante
pubblico incanto o licitazione privata.<BR>
2. Le concessioni di cui all'ART. 19 sono affidate mediante
licitazione privata, <B>ponendo a base di gara un progetto
preliminare corredato, comunque, anche degli elaborati
relativi alle preliminari essenziali indagini geologiche,
geotecniche, idrologiche e sismiche; l'offerta ha ad
oggetto gli elementi di cui all'ART. 21, comma 2, lettera
b), nonché le eventuali proposte di varianti
al progetto posto a base della gara; i lavori potranno
avere inizio soltanto dopo l'approvazione del progetto
esecutivo da parte dell'amministrazione aggiudicatrice</B>.<BR>
3. Gli appalti possono essere affidati anche attraverso
appalto-concorso o trattativa privata esclusivamente
nei casi e secondo le modalità previsti dalla
presente legge.<BR>
4. L'affidamento di appalti mediante appalto-concorso
è consentito ai soggetti appaltanti, in seguito
a motivata decisione, previo parere del Consiglio superiore
dei lavori pubblici, per speciali lavori o per la realizzazione
di opere complesse o ad elevata componente tecnologica,
la cui progettazione richieda il possesso di competenze
particolari o la scelta tra soluzioni tecniche differenziate.
Lo svolgimento della gara è effettuato sulla
base di un progetto preliminare, redatto ai sensi dell'ART.
<B>16</B>, nonché di un capitolato prestazionale corredato
dall'indicazione delle prescrizioni, delle condizioni
e dei requisiti tecnici inderogabili. <B>L'offerta ha
ad oggetto il progetto esecutivo e il prezzo.</B><P>
ART. 21<BR>
Criteri di aggiudicazione<BR>
Commissioni giudicatrici</CENTER><B><P>
1. L'aggiudicazione degli appalti mediante pubblico
incanto o licitazione privata è effettuata con
il criterio del prezzo più basso, inferiore
a quello posto a base di gara, determinato:<BR>
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